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22 anni di “On The Sunday Of Life…”

Porcupine Tree - On The Sunday Of Life

On The Sunday Of Life… è il primo album dei Porcupine Tree (malgrado all’epoca il progetto riguardasse ancora il solo Steven Wilson), pubblicato il 12 maggio del 1991 dalla Delerium Records. Wilson aveva in precedenza già prodotto alcuni nastri che aveva fatto circolare tra stazioni radiofoniche, redazioni di magazine musicali e amici. L’album, che nella prima edizione in vinile occupava quattro facciate, vedeva i brani suddivisi e raggruppati per temi: “First Love”, “Second Sight”, “Third Eye” e “Fourth Bridge”; suddivisione che nelle ristampe successive è sparita.

Il progetto originale prevedeva la pubblicazione di un doppio CD che raccogliesse i precedenti lavori su nastro (“Tarquin’s Seaweed Farm”, “Love Death and Mussolini” e “Nostalgia Factory”), ma Steve ha poi optato per una raccolta dei pezzi migliori, raccogliendo i brani esclusi nel CD “Yellow Hedgerow Dreamscape”.

Wilson da solo suona e scrive tutto il materiale, coadiuvato nella scrittura dei testi dall’amico Alan Duffy e accompagnato da un ristretto gruppo di personaggi/musicisti non bene identificati: The Expanding Flan (batteria in “Third Eye Surfer”), Solomon St. Jermain (chitarra, voce in “Queen Quotes Crowley”) e Master Timothy Masters (oboe).

Nelle note di copertina si legge che i brani sono stati suonati, registrati e mixati nello studio di registrazione No Man’s Land 1988-91, e che l’album è dedicato al Terumi e allo spirito di Miles Davis.

Tra i diciotto brani che compongono On The Sunday Of Life… spiccano sicuramente l’iniziale “Music For The Head”, strumentale che funge da manifesto programmatico dell’album; la stralunata “Jupiter Island” seguita a ruota dalle atmosfere psichedeliche del trio “Third Eye Surfer” / “On The Sunday Of Life…” / “The Nostalgia Factory”. Tra brevi interferenze e trasmissioni spaziali si arriva a “Radioactive Toy”, uno dei brani più noti e apprezzati della produzione dei Porcupine Tree, e “Nine Cats”, brano che verrà più volte riproposto da Wilson anche nelle successive produzioni e che contraddistingue in un certo senso le soluzioni acustiche di Wilson. Meritevoli di attenzione anche la sbilenca “Linton Samuel Dawson”, la ritmata “And The Swallows Dance Above The Sun”, la barrettiana “Queen Quotes Crowley” e la dilatata e conclusiva “It Will Rain For A Million Years”.

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