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30 anni di “The Final Cut”

Pink Floyd - The Final Cut

Il 21 marzo del 1983 viene pubblicato il dodicesimo album dei Pink Floyd, The Final Cut. Il disco è l’ultimo lavoro con Roger Waters in formazione, il quale è autore e voce solista di tutti i dodici pezzi. Questo aspetto, unito alla totale assenza del tastierista Richard Wright e al ruolo marginale di Gilmour e Mason, porta critici e fan della band a considerare The Final Cut un album solista di Waters, confermato anche dalla specifica posta sul retro dell’album: “by Roger Waters, performed by Pink Floyd”.

L’album è palesemente ispirato al rifiuto della guerra dopo quella delle Falkland, e dichiaratamente dedicato alla figura di Eric Fletcher Waters, padre di Roger, morto in Italia (ad Anzio) durante la seconda guerra mondiale.

Il controllo di Waters sul gruppo ai tempi di “The Wall” diventa qui assoluto. Nelle intenzioni di Waters il disco vuole essere un “requiem per il sogno del dopoguerra” e, per tale motivo, l’atmosfera è costantemente in bilico fra intimità e depressione, con prevalenza di ballate e momenti sinfonici.

A Roger Waters (voce, basso, chitarra), David Gilmour (chitarra, voce) e Nick Mason (batteria) si aggiungono  Andy Bown e Michael Kamen, che sostituiscono Wright al piano e alle tastiere.

Il suono differisce molto dai precedenti lavori, con lunghi passaggi in cui la voce di Waters è accompagnata solo dal piano e dall’orchestra, e brani di carattere malinconico e intimista spesso anche di difficile esecuzione vocale, dando continuità allo stile sviluppato dal bassista con “The Wall”.

http://youtu.be/q8zdQoUDsTQ

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