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34 anni di “The Wall”

Pink Floyd - The Wall

Il 30 novembre del 1979 i Pink Floyd pubblicano il loro undicesimo album in studio, The Wall. Reduci dall’estenuante tournée di “Animals”, i membri dei Pink Floyd decidono di prendersi una pausa e dedicarsi a iniziative individuali. Wright e Gilmour portano avanti i rispettivi progetti solisti, Mason si occupa delle sue auto d’epoca e partecipa alla realizzazione dell’album “Green” di Steve Hillage, mentre Waters prova a sviluppare un progetto discografico ideato proprio durante il tour. “Da un po’ di tempo avevo capito che c’era qualcosa che non funzionava. Non mi sentivo in contatto, in armonia con il pubblico. Non erano più persone: mi sembra fossero diventate bestie. Sentivo un’enorme barriera tra loro e quello che io stavo cercando di fare ed era diventato quasi impossibile arrampicarcisi sopra”. Con queste parole Waters esterna il suo rifiuto maturato nel corso degli anni, soprattutto dopo l’enorme successo di “The Dark Side Of The Moon” e dopo l’episodio avvenuto il 6 luglio del 1977 durante un concerto al Montreal Olympic Stadium, quando un gruppo di spettatori in prima fila irritarono Waters con le loro urla a tal punto che il bassista arrivò a sputare addosso ad uno di loro. Waters ha affermato: “L’idea di The Wall è nata dopo dieci anni di tours, soprattutto quelli degli ultimi anni, quando ormai suonavamo davanti a un pubblico enorme. Suonavamo sempre in grandi stadi pieni zeppi di pubblico e in mezzo a quella bolgia gli spettacoli diventarono sempre più alienanti; vedevo sempre di più un muro tra noi e il nostro pubblico e quindi The Wall prese spunto proprio da quegli orribili spettacoli”.

Nel novembre del 1978 il gruppo comincia a lavorare al progetto di Waters e nell’aprile del 1979 cominciano le sedute di registrazione. Come già successo in altre occasioni, durante le fasi di realizzazione non mancano i dissidi tra Waters e i compagni. Wright, trasferitosi in Grecia con la sua nuova moglie, partecipa tardivamente alla realizzazione dell’album, scatenando l’ira di Waters che lo licenzia accusandolo di nutrire scarso interesse per il progetto. Il tastierista parteciperà al tour di promozione solo come sessionman.

Il concept album The Wall è incentrato sulla storia di una rockstar di nome Pink (personaggio di fantasia basato su Roger Waters e in parte su Syd Barrett), un artista che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria esistenza (la morte del padre in guerra durante i suoi primi mesi di vita, la disumanizzante spersonalizzazione della scuola, l’iperprotettività della madre, l’alienante vita da rockstar, le grottesche avance delle groupie, il divorzio dalla moglie), si chiude in un muro psicologico, protettivo ed invalicabile, che lo soffoca inesorabilmente, trascinandolo ai limiti della follia. Dopo un’introduzione sull’infanzia e la prima giovinezza del protagonista (disco 1, lato A), Pink, ormai divenuto una celebre rockstar, comincia ad analizzare il suo difficile rapporto con la madre ed i fans (disco 1, lato B). Intanto, il legame tra Pink e la moglie si è ormai incrinato a causa della loro reciproca incomunicabilità. Si chiude il muro col quale Pink cerca di proteggersi dalla vita, restando più solo che mai. Così tenta di vincere il proprio distacco, ma inutilmente. Chiuso in un paranoico isolamento, Pink è in balia dei propri produttori, che lo salvano da un’overdose solo al fine di sbatterlo su un palco (“Comfortably Numb”) per il suo ennesimo concerto, immaginato da Waters come causa e prodotto di una forte massificazione giovanile: la perdita di identità delle masse degli adolescenti è determinata e sfruttata anche dal sistema delle rock star, il cui seguito acritico potrebbe, addirittura, far rivivere gli incubi del nazismo. Resta l’isolamento del protagonista. Pink capisce che potrà vincere la propria solitudine in un solo modo: deve analizzare la propria vita. Così si apre un processo mentale (“The Trial”), con tanto di accusa, giudice e testimoni a carico (il maestro, la moglie, la madre), il cui esito è immaginato da Pink come una sentenza che lo condanna (nel bene o nel male) ad abbattere il muro, eliminando le proprie difese ed esponendosi “nudo” ai propri simili.

Il gruppo adotta un suono più netto, rinnova il proprio amore per la dimensione acustica e rinuncia ai suoni futuribili che avevano caratterizzato i precedenti lavori a favore di una maggiore convenzionalità. Di particolare importanza il ruolo svolto dai testi di Waters, che affrontano spesso temi autobiografici. I brani spaziano tra momenti rabbiosi, anche molto violenti (“One Of My Turns”) a parentesi più delicate ma strazianti (“Nobody Home”). Di brano in brano, la band affronta specifici temi: in “Another Brick In The Wall Part II” viene messa sotto accusa la scuola, in “Mother” la famiglia, in “Nobody Home” il rapporto con il proprio partner, in “Comfortably Numb” l’industria dello spettacolo, in “Waiting For The Worms” il nazismo. Nel disco vengono spesso inseriti suoni e riferimenti bellici: la batteria di Nick Mason scandisce raffiche di colpi come una mitragliatrice, l’elicottero di “The Happiest Days Of Our Lives” evoca scene di guerra che, legate alla morte del padre di Waters (deceduto ad Anzio nel 1944), dominano la prima facciata dell’album. Quest’ultimo aspetto suggerisce quindi un parallelo tra la massificazione, subita dai ragazzi ad opera del rigido ed alienante sistema scolastico, e l’inquadramento militare.

Nella strutturazione del concept Waters inserisce tra le trame rock elementi della musica classica. Ancora una volta il difficile si mescola al facile, i suoni più consueti si dilatano in atmosfere inusuali e affascinanti, conferendo al doppio album i contorni di un’opera d’arte totale.

The Wall si chiude con la ballata “Outside the Wall”, poesia delicata, dal tono introspettivo, in cui Waters spiega come sia difficile rimanere sempre sani di mente: “Soli, o a coppie / Quelli che davvero ti amano / Camminano su e giù fuori dal muro / Qualcuno mano nella mano / Qualcuno si riunisce in band / I cuori sanguinanti e gli artisti / Fanno la loro comparsa / E quando hanno dato tutto ciò che potevano / Alcuni barcollano e cadono / Dopo tutto non è facile / Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi…”.

http://youtu.be/Bpzxf_flm8M

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