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37 anni di “Animals”

Pink Floyd - Animals

Il 23 gennaio 1977 i Pink Floyd pubblicano per la Harvest il loro decimo album in studio, Animals. La genesi dell’album ha inizio nel mese di aprile del 1976, quando la band decide di dare un seguito al fortunato “Wish You Were Here”. L’album è anche il terzo concept album della band, dopo “The Dark Side of the Moon” e, appunto, “Wish You Were Here”. Animals fornisce una critica feroce alle condizioni socio-politiche del Regno Unito degli anni settanta e presenta un notevole cambiamento dai lavori precedenti dei Pink Floyd nello stile musicale. Il sound di Animals, infatti, è molto meno rassicurante e più ispido di quello dei due album precedenti, l’atmosfera è claustrofobica e inquieta. La cappa elettronica e il clima venefico voluto da Waters lo rendono il disco dei Pink Floyd anni settanta che meglio ha retto l’usura del tempo.

La tematica su cui si fonda l’album, inoltre, nasce da un’idea di Waters di basarsi sul romanzo satirico di George Orwell, “La fattoria degli animali”, i cui testi descrivono le varie classi sociali come differenti specie di animali: i cani, aggressivi, come rappresentanti della legge, i maiali, dispotici e spietati, rappresentano i politici e le pecore, la “mandria insana e cieca”. Mentre il romanzo si focalizza sullo Stalinismo, l’album è una critica al Capitalismo e differisce nella rivolta delle pecore nei confronti dei cani. L’album fu sviluppato da una serie di canzoni senza rapporti tra loro, raccolte in una sola tematica che descrive l’apparente degrado sociale e morale della società, paragonando la condizione umana a quella dei semplici animali.

L’album viene registrato nei Britannia Row Studios, a Londra. L’incisione dell’album procede lentamente prolungandosi fino al mese di novembre del 1976, nonostante alcuni brani siano già collaudati (“Raving and Drooling” e “You Gotta Be Crazy”). Il primo pezzo ad essere registrato è però “Pigs”, brano che denuncia i maiali, ovvero varie categorie di persone che si “ingrassano” alle spalle degli altri: sfruttatori, uomini d’affari, personalità della politica. Il testo è suddiviso in tre strofe, ognuna delle quali rappresenta una certa categoria di persone (da qui la precisazione nel titolo “Three Different Ones”, “tre tipi diversi”). L’intero cantato del brano è caratterizzato da toni derisori e dalla grottesca alternanza di versi “urlati” (cantati in modo esageratamente enfatico) e “sussurrati” (cantati quasi sottovoce); entrambe le modalità hanno lo scopo di dipingere lo squallore e la tristezza di questi tre individui che corrisponderebbero a tre famosi personaggi dell’Inghilterra degli anni settanta. Successivamente, quando i due terzi del lavoro sono ormai pronti, Waters si rende conto che anche gli altri due brani fanno riferimento al mondo animale. “Fino alla fine delle registrazioni non sapevamo che cosa ne sarebbe venuto fuori” – ha dichiarato Gilmour – “L’idea degli animali è nata proprio mentre incidevamo le ultime cose. È stato Roger a pensarci, osservando quanto fossero simili i testi dei vari brani”. Waters, allora, decide di adeguare al filo conduttore appena individuato i due brani.

A subire le trasformazioni più radicali è “You Gotta Be Crazy”, prima di diventare “Dogs”. Oltre al testo viene modificata la musica, con l’introduzione dei sintetizzatori nella parte centrale, la manipolazione al vocoder dei versi dei cani e l’aggiunta dei rumori sotto i soli di Gilmour. Il brano, lungo ben 17 minuti e assai articolato, descrive con ferocia e numerosi dettagli i cani, ossia gli arrampicatori sociali, tutte quelle persone disposte a compiere ogni genere di crimini, fino ad arrivare al tradimento e all’omicidio, pur di favorire la propria scalata al potere. “Raving and Drooling”, con un lieve ritocco alla struttura musicale e un rimaneggiamento del testo, diventa invece “Sheep”. Le pecore infatti rappresentano le persone più deboli, servili e manipolabili, che hanno bisogno di seguire un leader per sentirsi al sicuro. Waters, pur riconoscendo loro meno colpevolezza rispetto ai cani e ai maiali, non esita a criticarli, vista la loro cieca sottomissione a qualcun altro.

Completano l’album “Pigs on the Wing, Pt. 1” e “Pigs on the Wing, Pt. 2”, due brevi episodi acustici di natura amorosa. Mentre la prima parte, posta in apertura d’album, descrive cosa succederebbe se Waters e la moglie non si curassero l’una dell’altro, la seconda, posta in chiusura, dichiara che ognuno dei due è consapevole dell’amore reciproco, e conferma che finalmente l’autore ha trovato un rifugio dalle meschinità e dalle insidie della società, rappresentata dai “porci in volo”.

L’immagine della copertina dell’album, un maiale (soprannominato “Algie”) che vola fra due delle ciminiere della centrale elettrica londinese Battersea Power Station, fu disegnata da Waters e realizzata dal collaboratore abituale della band, Storm Thorgerson.

 

“Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l’uomo, poi l’uomo e ancora il maiale: ma era ormai impossibile dire chi era l’uno e chi l’altro.”

(George Orwell, “La fattoria degli animali”)

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