Home / News / 41 anni di “Obscured By Clouds”

41 anni di “Obscured By Clouds”

Pink Floyd - Obscured By Clouds

Il 3 giugno del 1972 i Pink Floyd pubblicano nel Regno Unito il loro settimo album in studio, Obscured By Clouds. All’inizio dell’anno, mentre i Pink Floyd sono impegnati in un grande tour inglese con un eccezionale light show e un nuovo impianto quadrifonico, il regista Barbet Schroeder (lo stesso di “More”) propone loro di lavorare alla colonna sonora del suo nuovo film, “La Vallée”. Il gruppo accetta e dal 23 febbraio si reca per una settimana in Francia, in uno studio di registrazione costruito sulle rovine di un monastero: lo Chateau d’Herouville.

Diversamente da quanto era avvenuto nella fortunata esperienza di “More”, questa volta il gruppo non è particolarmente ispirato dalle immagini, tanto che l’album anziché chiamarsi “La Vallée” si intitolerà Obscured By Clouds, prendendo probabilmente spunto dallo stato d’animo provocato nei quattro musicisti dalla visione del film. A fine marzo, dopo il tour giapponese, i Pink Floyd passano un’altra settimana allo Chateau per completare il lavoro, con una certa indecisione sul materiale. Parte del gruppo pensa che la soluzione migliore sia una raccolta di canzoni, mentre gli altri (tra cui Waters) vorrebbero articolare lungo tutto l’album un’unica idea di base. Alla fine è il concept album ad avere la meglio.

Nonostante la bellezza dei paesaggi della Nuova Guinea, location del film nel quale viene narrata la storia della moglie di un ambasciatore che in una valle misteriosa riscopre i primordiali piaceri della vita in seno a una mitica comune, il disco non riesce a bissare il successo di “More”.

L’album è stato spesso accusato di essere sciatto, di scarsa ispirazione e privo dell’amato Pink Floyd sound. Per gli amanti del gruppo si tratta di una parentesi da dimenticare. Di diverso avviso, invece, Nick Mason che lo reputa un disco straordinario. In realtà Obscured By Clouds può essere considerato un album-laboratorio nel quale vengono approntate alcune soluzioni che caratterizzeranno i lavori successivi e l’evoluzione del sound della band. Brani come “Burning Bridges”, ad esempio, dalle atmosfere marcatamente rock, anticipano alcune delle sonorità di “Dark Side Of The Moon”, mentre altri come “Free Four” addirittura accennano a temi cari a Waters (come la morte del padre nella Seconda Guerra Mondiale) che caratterizzeranno “The Wall” e “The Final Cut”.

Gilmour ha più volte affermato: “Dopo “Echoes”, Waters cominciò a scrivere versi molto significativi. Le parole di “Echoes” erano solo un pretesto, subordinate alla musica. Fu con “Obscured By Clouds” che Waters si rese pienamente conto delle proprie potenzialità poetiche”.

Check Also

Ian Anderson annuncia il tour per il 50° anniversario dei Jethro Tull

Ian Anderson annuncia il tour per il 50° anniversario dei Jethro Tull

Tra i tanti appuntamenti che caratterizzeranno il 2018 spicca la celebrazione del 50° anniversario dal …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *