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42 anni di “Acquiring The Taste”

Gentle Giant - Acquiring The Taste

Il 16 luglio 1971 i Gentle Giant pubblicano per la Vertigo il loro secondo album in studio, Acquiring The Taste, poco meno di dodici mesi dopo l’uscita del primo omonimo album. La band si presenta ancor più affiatata e con un suono più delineato, tanto che nelle note di copertina l’album viene così presentato:

“Acquiring the Taste è la seconda fase del piacere sensoriale. Se ti sei gorgogliato con il primo album, allora goditi i più raffinati – speriamo – sapori di questo, la nostra seconda proposta. Il nostro obiettivo è, espandere le frontiere della musica popolare contemporanea, al rischio di diventare molto impopolari. Abbiamo registrato ogni composizione con l’idea che debba essere unica, avventurosa e affascinante. Per fare questo, abbiamo impiegato ogni briciolo della nostra conoscenza musicale e tecnica. Fin dall’inizio, abbiamo abbandonato tutti i pensieri preconcetti riguardo ad un palese intento commerciale. Invece, ci auguriamo di offrirvi qualcosa più sostanzioso e gratificante. Tutto quello che dovete fare è sedervi, e prenderci gusto”.

La formazione che registra l’album è composta da: Gary Green (chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra 12 corde, voce, cori, basso), Kerry Minnear (piano elettrico, organo, mellotron, vibrafono, moog, piano, celeste, violoncello, xilofono, cori, percussioni), Derek Shulman (voce, cori, sax, clavicordo, campana), Phil Shulman (sax, clarinetto, tromba, piano, voce, cori, percussioni), Ray Shulman (basso, violino, viola, violino elettrico, chitarra, cori, percussioni) e Martin Smith (batteria, percussioni).

Da molti (anche da chi scrive!) considerato il miglior lavoro della band, Acquiring The Taste è aperto dalle delicate note di moog di “Pantagruel’s Nativity”. Il brano, che si rifà al romanzo “Gargantua e Pantagruele” dello scrittore francese François Rabelais, descrive appunto la nascita di Pantagruele figlio del gigante Gargantua. Le atmosfere classiche della band sono qui riprese da mellotron, vibrafono e dalla voce di Minnear, il membro della band che vanta studi alla Royal Academy of Music e che possiede un più vasto bagaglio musicale. Ottimi anche il potente contributo chitarristico di Green e il prezioso supporto fiatistico dei fratelli Shulman. Segue la raffinatissima “Edge of Twilight” che, per certi versi, accentua le delicate soluzioni dell’opener con gli inserimenti di violino, violoncello, clarinetto, xilofono e le stratificazioni vocali di Minnear e degli Shulman, che ben descrivono l’irreale atmosfera del crepuscolo. “The House, the Street, the Room” è un brano più vivace e ritmato che riserva anche divertenti siparietti strumentali e che, specie nella seconda parte, lascia spazio all’ottima chitarra elettrica di Green e ad episodi più heavy. “Acquiring the Taste” è un breve interludio che ha però il pregio di mettere in mostra l’alto livello tecnico dei musicisti. Affidata alla voce di Derek Shulman e supportata dagli interventi di Minnear, “Wreck” marca un po’ la nuova linea guida della band, divisa tra soluzioni acustiche e classiche ed interventi più robusti ed elettrici. Con “The Moon Is Down” e “Black Cat”, pezzi più introspettivi, si ritorna alle soluzioni acustiche e alle polifonie vocali (peculiarità della quale, in ambito prog, i Gentle Giant sono stati maestri indiscussi). Chiude l’album l’aggressiva “Plain Truth”, traccia strutturata sulla ruvida chitarra di Green e sul vivace violino elettrico di Ray Shulman.

http://youtu.be/sNeV8Fu_4xU

http://youtu.be/71LU1uPQ5h8

http://youtu.be/wX45hrwi3aU

http://youtu.be/NF5z5SjLvts

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