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43 anni di “Trespass”

Genesis - Trespass

Il 23 ottobre del 1970 i Genesis pubblicano per la Charisma il loro secondo album in studio, Trespass. A meno di un anno dalla pubblicazione del loro album d’esordio, “From Genesis to Revelation”, lo stile compositivo del gruppo ha già subito un’evidente metamorfosi: dalle brevi canzoni pop-rock dell’esordio a brani di più ampio respiro, non legati necessariamente alla forma canzone e con estesi sviluppi strumentali a metà strada fra il rock e la musica sinfonica. L’uso del Mellotron avvicina il sound della band a quello dei primi King Crimson (l’influenza di “In the Court of the Crimson King” in questa fase è stata, a posteriori, più volte dichiarata dagli stessi Genesis) e, più in generale, le atmosfere del disco contribuirono a far inserire il gruppo nel filone del progressive rock.

Trespass, quindi, può essere considerato a tutti gli effetti il vero esordio progressivo dei Genesis. La formazione è quasi quella classica: Peter Gabriel (voce, flauto, percussioni, fisarmonica, tamburello), Mike Rutherford (basso, chitarra, violoncello, cori), Tony Banks (tastiere, chitarra, cori), Anthony Phillips (chitarra, cori) e John Mayhew (batteria, percussioni, cori).

L’album originariamente viene strutturato con tre brani per facciata, tutti abbastanza lunghi e articolati. Le atmosfere romantiche e neoclassiche vengono ulteriormente enfatizzate dalla magistrale interpretazione di Gabriel. Apre l’album “Looking for Someone”, brano che mette subito in evidenza il nuovo stile compositivo della band, sottolineato anche dall’ottimo lavoro di Banks alle tastiere e Phillips alla chitarra. Segue “White Mountain”, brano più introspettivo in cui si intravedono le future soluzioni progressive della band: il flauto di Gabriel, le tastiere di Banks e gli intrecci vocali di tutti i componenti. “Visions of Angels” e “Stagnation” sono le parentesi più delicate e gradevoli del disco. La breve “Dusk” è una sorta di intermezzo la cui stesura originaria risale al 1967-68, mentre la conclusiva “The Knife” mostra il lato più aggressivo dei primi Genesis.

L’immagine di copertina dell’album è un’opera di Paul Whitehead, artista al quale il gruppo commissionerà il lavoro grafico di altri due album, “Nursery Cryme” e “Foxtrot”. L’immagine è una riproposizione di un disegno realizzato nel 1911 dall’illustratore e scenografo ungherese Willy Pogany per il libretto del “Tannhäuser” di Richard Wagner. Gabriel ha rivendicato a sé l’idea di “sfregiare” il disegno con un coltello, in riferimento al brano “The Knife”, ma anche per simboleggiare la compresenza nella musica del gruppo di temi pastorali (espressi nello stile del disegno stesso) ed altri più aggressivi, nonché più in generale il contrasto fra eleganza vittoriana e violenza repressa, tipico secondo lui del subconscio inglese: un tema, quest’ultimo, che ricorrerà anche in lavori successivi dei Genesis (“Nursery Cryme” e “Selling England by the Pound”).

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