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44 anni di “Stand Up”

Jethro Tull - Stand Up

Il 1° agosto del 1969 i Jethro Tull pubblicano il loro secondo album in studio, Stand Up. In poco meno di un anno Anderson e compagni attenuano le influenze blues del primo disco, “This Was”, unendole a pesanti elementi folk, rock e jazz. A questa svolta ha contribuito di sicuro l’abbandono di Mick Abrahams, chitarrista di stampo blues, e il relativo ingresso di Martin Lancelot Barre (chitarra elettrica, flauto). Completano l’organico il leader Ian Anderson (voce, chitarra folk, flauto, pianoforte, organo Hammond, mandolino, balalaika), Glenn Cornick (basso, voce) e Clive Bunker (batteria, percussioni).

La ricca e variegata strumentazione usata da Anderson era decisamente inusuale nel contesto della musica rock. È da quest’album in avanti che si inizia a strutturare il sound tipico della band, con il flauto traverso di Anderson che diventa l’emblema caratteristico della band e porta all’ingresso dello stesso nelle classifiche rock (primo posto nelle classifiche inglesi).

L’album risulta comunque un’opera di transizione che ha il pregio di presentare insieme le diverse soluzioni musicali che caratterizzeranno la lunga carriera della band. La natura un po’ ingenua dei brani – come confesserà in seguito lo stesso Anderson – spazia dagli accenni alla musica medievale di “Jeffrey Goes to Leicester Square” all’andatura orientaleggiante di “Fat Man”, dal progressive rock di “Nothing Is Easy” e “We Used to Know” alle ballate acustiche come “Reasons for Waiting” e “Look into the Sun”,  dal folk rock di “For A Thousand Mothers” e “Back to the Family” all’originale riproposizione della “Bourée”, riarrangiamento di Ian Anderson della Suite per liuto n°1 BWV 996 di J.S. Bach.
http://youtu.be/xWt1YBhkc4Y

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