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A Marcello Vento – Cronaca di un evento

A Marcello Vento - Cronaca di un eventoDomenica 17 gennaio 2016, ore 21 (o poco oltre, non ha importanza), il luogo è il Planet Live Club di Roma. Molta gente (artisti, addetti ai lavori, semplici spettatori e appassionati) attende qualcosa, chi in piedi, chi seduta, chi chiacchierando, chi facendo foto con i propri beniamini.

Il motivo di questo “raduno” è uno solo: Marcello Vento, grande artista troppo presto scomparso. Dagli Albero Motore sino ai Saint Just Again, una vita vissuta per la musica, e il sottotitolo della serata parla per lui: Musica senza confini… dal prog ai ritmi del mondo.

Ad introdurre la serata ci pensa Guido Bellachioma. Il padre della rivista Prog Italia (ma nella sua vita c’è tantissimo altro lavoro per la musica) parla di Marcello e presenta gli artisti-amici che questa sera sono qui per lui.

2L’avvio è silenzioso, o giù di li. È il mimo “parlante” Ro’ Rocchi ad aprire le danze. Emozionante.

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Ed ecco la volta di uno degli amici della “prima ora” di Marcello: Fernando Fera. I due, non da soli, nei primi anni ’70 hanno dato vita al progetto Albero Motore. Ed è con uno dei loro brani, “Messico lontano” che Fernando, solo con chitarra e armonica, concretizza il suo ricordo.

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A seguire La Fabbrica dell’Assoluto, giovane band romana. L’impatto è devastante. I cinque ragazzi presentano il validissimo album d’esordio “1984: L’ultimo uomo d’Europa” tenendo alla grande il palco, grazie anche, ma non solo, a Claudio Cassi la cui teatralità vocale, a tratti, ricorda quella di Fabio Celi (e gli Infermieri). Bravi!

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Ecco apparire sul palco Lino Vairetti (sarà spesso dei “nostri” questa sera). Il suo primo contributo è una dolce ed emozionante poesia dedicata agli amici che saranno per sempre al nostro fianco: Marcello Vento, Francesco Di Giacomo, Claudio Rocchi…. Ad accompagnarlo il piano di Daniele Fuligni (La Fabbrica dell’Assoluto).

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Torna poi in scena La Fabbrica dell’Assoluto e, con Lino Vairetti, si infiammano in una stimolante versione de “L’uomo” degli Osanna.

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Una piccola pausa nel flusso sonoro. Vairetti accoglie sul palco, tra gli applausi, Susanna Schimperna, compagna di Claudio Rocchi. Ed è il ricordo di questo immenso artista che fluisce dalle sue parole, tra aneddoti e vivide immagini, ricordi che rivivono anche nel libro “Il mio Volo Magico con Claudio Rocchi”.

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È il momento di riprendere il cammino musicale con l’artista che è senza ombra di dubbio l’ospite principale della serata: Jenny Sorrenti, la donna che ha vissuto tanti anni accanto a Marcello. L’accoglienza del pubblico è molto calda e la sua emozione la si percepisce nitida nelle sue parole. Il suo primo ricordo musicale va a Claudio Rocchi, con la toccante interpretazione (con solo piano) de “La tua prima luna”.

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Il palco è ancora tutto suo. Tocca poi, infatti, al Jenny Sorrenti Trio coinvolgere il pubblico con la loro frizzante musica acustico-mediterranea, e un brano come “Nessuno è più forte di chi non ha nulla da perdere” racchiude perfettamente l’anima del trio.

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Ed è sempre Jenny Sorrenti la regina del palco. A seguire eccola con la nuova formazione dei Saint Just Again. Ma non sono soli. Torna sul palco anche Lino Vairetti ed è l’occasione giusta per proporre “Tristana” (tratta da “La casa del lago” dei Saint Just) nella versione realizzata dagli Osanna nell’ultimo tour in Giappone.

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E quando Lino lascia la scena, i Sain Just Again ci mostrano il loro nuovo sound attraverso il brano dedicato a Frida Kahlo, esplosivo e romantico.

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Altro grande momento della serata lo regala Alan Sorrenti. Dapprima, solo con la sua chitarra, il suo omaggio è tutto per Tim Buckley con il brano “Dolphins”. Poi è la volta di “Vorrei incontrarti” (brano tratto da “Aria”) eseguita con Jenny. Da brividi.

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Ci si avvia verso la fine della serata, ma di musica ce n’è ancora. È la volta degli Aristocratica, cover band dei Matia Bazar. E per chi si fosse chiesto quale sia il nesso tra Prog e Matia Bazar, ci pensano prima Guido Bellachioma e poi la band stessa a “diradare le nubi” del dubbio: è dalle “ceneri” dei Jet (Carlo Marrale, Piero Cassano e Aldo Stellita) che nascono i Matia Bazar, cui si aggiunge Giancarlo Golzi (Museo Rosenbach).

16E, per chiudere, le ultime emozioni le regala il supergruppo guidato dalla Mario Schilirò Band (ex componente de I Teoremi) con, tra gli altri, Luciano Regoli (Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno), Claudio Simonetti (Claudio Simonetti’s Goblin), Daniele Pomo (RanestRane) e altri. Degna conclusione di questa straordinaria festa.

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Un grande evento per un grande Artista.

HamelinProg, 17 gennaio 2016

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2 comments

  1. bello, intenso ed emozionante. Ce ne vorrebbero di più di serate di questo tipo, alla ricerca di una libertà perduta.

  2. Condividiamo pienamente il tuo pensiero!

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