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Antier – De La Quimera, El Dolor

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De La Quimera, El Dolor (2016)

Autoproduzione

Il  17 ottobre 2016 viene pubblicato De La Quimera, El Dolordebut album degli Antier, duo post-rock/progressive rock di Barcellona formato da Santiago Arderiu (batteria, voce) e Victor Gil (chitarre). L’album, prodotto da Jorge Mur (Obsidian Kingdom), registrato tra Cal Pau Estudios (Toundra, Viva Belgrado) e Axtudio, mixato presso Axtudio (Obsidian Kingdom, Crisix) e masterizzato ai Perdido Studios, vede la partecipazione di Guillem Laborda (tastiere in Nada Está Escrito, De La Quimera, El Dolor e Sin Dejar De Respirar), Gemma Llorens (violoncello in Al Arder Bajo El Cielo e De La Quimera, El Dolor) e Marta Catasús (voce in De La Quimera, El Dolor). L’eterea e poetica cover è un progetto di Maria Picassó i Piquer su fotografia originale di Miguel Soll.

De La Quimera, El Dolor è il risultato emotivo di un sogno perduto. Un viaggio con un inizio promettente, ma nel prosieguo la disperazione e la debolezza appaiono e si sviluppano fino alla fine. Queste emozioni sono descritte attraverso diversi passaggi che vanno da frangenti sognanti a crescendo sontuosi che utilizzano la durezza della parola e ritmi frenetici. I loro suoni ricordano la crudezza di La Dispute, l’intensità di Godspeed You! Black Emperor e Mogwai, i ritmi “impazienti” dei King Crimson.

Il concept dell’album viene svelato dai versi iniziali di Nada Está Escrito, “Será verdad que en el fondo somos todos iguales, / en busca de la quimera por la que valer nuestro coraje, / capaces de verter nuestra propia sangre por un sueño inalcanzable”, che Arderiu declama con voce stentorea richiamando lo stile degli Offlaga Disco Pax. I circolari arpeggi iniziali e l’incedere ritmico misurato preludono la deflagrazione post-rock che si consuma a suon di ruvide chitarre riverberate che tradiscono la comune formazione con i connazionali Toundra, Obsidian Kingdom e Viva Belgrado (non a caso!).

I versi crepuscolari di Al Arder Bajo El Cielo parlano di promesse perdute e dolorose verità che riemergono in chi ha creduto nel vero amore. Le volubili chitarre di Gil, limpide e dolenti ma anche abrasive e tormentate, unite al drammatico violoncello della Llorens e all’uggioso drumming di Arderiu, definiscono i contorni di un sound atmosferico nel quale prevale la componente emotiva.

In Más Allá De La Miseria lo spoken word di Arderiu si fa pressante ed affannoso, facendo sua la paura di credere in qualcosa di nuovo, di vivere nuovi ricordi. Il ricorso ad una metrica ritmata, recitativa, che rinuncia volutamente al cantato, pone l’accento sulla poetica decadente delle liriche giungendo alla catarsi di emozioni e romanticismo della title track, dove le spigolose chitarre di Gil, le struggenti melodie del violoncello della Llorens e delle tastiere di Laborda, e la nenia catatonica della Catasús nei versi “Por última vez, el mar se acerca. Por última vez, la reina despierta.”, fanno da alveo sonoro al tragico grido di dolore di Arderiu.

Le più ariose e ritmate aperture alternative rock di Sin Dejar De Respirar non riescono ad arginare la tragica onda d’urto post-rock né tantomeno ad alleviare la profonda disperazione che attanaglia l’intera opera, qui ulteriormente enfatizzata da tremori sonici e versi rancorosi (“Vendicarsi di coloro che non sanno amare”).

En Un Último Suspiro è un tumultuoso strumentale di breve durata che alterna violenti assalti sonici a dilatate pause riflessive. La brutale forza sprigionata dai due titolari viene canalizzata in ossessive spire di matrice crimsoniana che si smaterializzano nel grido “Sentir el final” di Arderiu.

Nell’intima Del Hambre, La Desidia matura la consapevolezza che anche i ricordi più cari sono destinati all’oblio: “Affondato nella nostalgia lontano dalla mia infanzia, al di fuori della riva di casa, i miei sogni svaniscono col passare del tempo. Non c’è più speranza di salvare dall’oblio i miei migliori ricordi”.

Una flebile luce balena nella conclusiva Al Final Todo Fue, dove la disperazione lascia spazio alla speranza di una nuova rinascita (“Vado senza guardare indietro, alla ricerca di un nuovo inizio”) senza dimenticare il passato (“Rinascere, tornare a sentire, ad ogni bagliore, quello che un giorno sono stato.”).

De La Quimera, El Dolor è un’opera prima ambiziosa, coraggiosa, che ostenta orgogliosa la precoce maturità artistica del duo spagnolo. Se la chimera è una speranza illusoria, un sogno irraggiungibile, gli Antier ostinatamente la perseguono al grido di: “No somos cobardes”.

L’album è disponibile in una limitatissima edizione digipack (300 copie numerate a mano) con booklet di otto pagine.

Per maggiori info: facebook

Per acquistare l’album: bandcamp


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