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Atom Made Earth – Morning Glory

atom-made-earth-2016-morning-gloryATOM MADE EARTH

Morning Glory (2016)

Red Sound Records

Atom Made Earth è un progetto musicale nato da un’idea di Daniele Polverini (chitarra, loop, synth, voce, effetti) che da anni ormai coinvolge anche Nicolò Belfiore (tastiere, synth, organo, piano), Lorenzo Giampieri (basso, effetti) e Thomas Testa (batteria, percussioni).

Il 7 gennaio 2016, a quasi due anni dall’esordio discografico “Border Of Human Sunset”, viene dato alle stampe il secondo lavoro della band, Morning Glory. L’album viene registrato e prodotto dalla Red Sound Records, mixato dal guru dello stoner italiano Gianni Manariti con mastering realizzato da James Plotkin, ex leader dei Khanate e leggenda del drone-doom americano. L’enigmatica immagine di copertina e l’intero artwork, invece, sono opera dell’ottimo illustratore e artista italo-argentino Hernàn Chavar.

Musicalmente parlando gli Atom Made Earth partono dal prog e lo contaminano con il post-rock, l’ambient, il doom e la psichedelia. A volte sembra quasi di ascoltare una versione dei Mogwai con il baffo e i pantaloni a zampa, o i Pink Floyd di “Dark Side of the Moon” musicati da Dario Argento.

A dare corpo a Morning Glory sono proprio le sonorità ambient di Noil che simbolicamente segnano l’apertura di un “lungo sogno” nel quale un’inquietante cantilena, continuamente disturbata da stridenti clangori metallici, tenta di “addormentare” l’ascoltatore con ipnotiche vibrazioni circolari.

Con la lenta e pachidermica Thin si consuma un’oscura liturgia doom, bruscamente annichilita da sfiancanti bordate soniche ed ossessive reiterazioni post-rock. Gli squarci spaziali creati dai riverberi robotici (“One Of These Days”) e dagli angoscianti tremori (“Obscured by Clouds”) riconducono ai più grevi ed opprimenti universi  floydiani.

Le melodie malinconiche e crepuscolari di October Pale condensano in un unico pezzo le più intime emozioni degli Atom Made Earth. La struggente bellezza del brano è enfatizzata da una decadente estetica post-rock che segna i dilatati accordi minimali del piano e che si lascia ancor più apprezzare nella chitarra riverberante e nel drumming cangiante ed espressivo (quest’ultimo capace di sottolineare anche i più impercettibili cambi d’umore). La mente corre inevitabilmente a “Yomi“, il secondo lavoro in studio dei Thank U For Smoking, per le numerose affinità stilistiche, ma dopo ripetuti ascolti affiora anche l’aura mistica e arcaica di “Lunatic Soul“.

Reed è senza dubbio il capitolo più aggressivo dell’intero album. La passione della band per il progressive rock emerge prepotente nel continuo ricorso a sonorità acide e dure che però non seguono una vera e propria “scrittura classica”. Il brano, infatti, è pesantemente contaminato da marcati affondi heavy prog e da ripetute aperture lisergiche che nel finale generano un’infuocata jam psych prog.

Tra le prove più originali e convincenti figura anche Baby Blue Honey, traccia dal groove ruffiano scelto come singolo di uscita dell’album. Le venature funky mettono in evidenza la ritmica “aerea” (con ampio ricorso ai cimbali) di Testa, il basso pulsante di Giampieri e la chitarra liquida e settantiana di Polverini. Ad omogeneizzare il sound, però, è il pregevole lavoro di fondo svolto da Belfiore, forse meno “appariscente” ma assai incisivo nell’economia del brano.

Seppur concepita su solide basi rock, StaC privilegia parti ritmiche  e soluzioni che la rendono mutevole e singolare. Non a caso per il titolo della composizione si è scelto di invertire la parola “Cats”, proprio per sottolineare le sue sonorità ambigue e impreviste che richiamano i tipici comportamenti bizzarri dei gatti. Le influenze sono infinite: dalla psichedelia floydiana di “A Saucerful Of Secrets” alla kosmische musik, dal desert rock dei Kyuss alla psichedelia acida e distorta dei Kula Shaker, dallo space rock mistico ai vibranti flussi psichedelici di Samsara Blues Experiment, My Sleeping Karma e Siena Roots.

La conclusiva Lamps Like An African Sun, nel seguire il copione abbozzato dall’opener, si snoda tra inquiete sonorità spaziali e rumori ovattati prima che una fastidiosa sveglia arrivi ad interrompere il “lungo sogno” per dare vita ad una vigorosa “gloria mattutina”.

Per maggiori info: facebook

Per ascoltare e/o acquistare l’album: bandcamp

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