Home / L'artista racconta / “Babylon” – La genesi del nuovo lavoro degli VIII Strada

“Babylon” – La genesi del nuovo lavoro degli VIII Strada

Babylon – La genesi del nuovo lavoro degli VIII StradaQuando gli VIII Strada misero in cantiere “Babylon”, ci fu una lunga ed accorata discussione su quelle che avrebbero dovuto essere le caratteristiche del nuovo lavoro. Tutti esclusero l’eventualità di un album costituito da singoli brani indipendenti tra loro, liberi da ogni vincolo.

Per contro si manifestò l’intenzione di mettere al centro del futuro lavoro i sentimenti umani, mantenendo inoltre lo stesso denominatore comune per tutti i brani.

Fui così incaricato dal gruppo di preparare una bozza di progetto che rispettasse quelle caratteristiche.

L’idea del concept, all’interno del quale raccontare la storia di una coppia, piacque alla band che si compattò ulteriormente, mettendosi subito all’opera.

Per quanto mi riguarda, mi sono posto l’obiettivo di formulare alla band proposte equilibrate, nonostante il problema di dover descrivere il travaglio di due vite un po’ scomposte, proponendo al contempo progetti scorrevoli con contenuti musicali interessanti.

Sottolineo con affetto e compiacimento la bravura, la maestria e la disponibilità di ogni singolo musicista degli VIII Strada, così come la loro capacità di calarsi nella storia ed interpretare momenti di quotidiana normalità alternati a visioni oniriche site nella mente dei protagonisti.

Certo, all’inizio la quantità di materiale, di idee e di obiettivi da realizzare ci ha un po’ spaventati! Abbiamo dovuto armarci di pazienza e umiltà per far crescere in noi la saggezza necessaria a risolvere il vero problema: escogitare un metodo!

Fu così che cominciammo ad operare artigianalmente per intrecciare e coordinare testi e musica ed ottenere un solo granitico, monolitico risultato: Babylon!

Presentazione dei brani:

La traccia n. 1 “Ombre cinesi” descrive lo stato d’animo dei due protagonisti in un momento molto particolare della loro vita.

I due, da sempre inseparabili artisti – bohemien, solidali e convinti sostenitori di un’arte pura e incontaminata, vivono una crisi profonda: lui rimprovera lei (Romaine) di essersi persa in un mare di illusioni e di credere alle lusinghe del facile successo.

La discordia è più aspra nelle nebbie del risentimento e, quando l’orgoglio permea la ragione necessaria al dialogo, l’incomunicabilità diventa il vero problema della coppia.

E’ questo stallo, questo silenzio sterile ed immoto a spingere il protagonista ad uno scritto: una lettera a Romaine.

Mentre scrive, lui ripensa con nostalgia e rimpianto alle travolgenti passioni sentimentali ed artistiche consumate e condivise con Romaine; il vuoto immenso che lei ha lasciato non potrà mai essere colmato.

Questo induce l’uomo ad un’insistente, pressante ed appassionata esortazione, invitando la sua donna a ritornare per riprendere il percorso interrotto.

La traccia n. 2 “Preludio ad Eclypse”, il primo strumentale, rappresenta l’energia controllata e consapevole di chi vuole raggiungere con determinazione un obiettivo importante, funzionale al progetto previsto.

Il bisogno di comunicare con toni perentori fa sì che uno strumentale sia un ambito fortemente rappresentativo, ideale per esprimere emozioni, pulsioni, intenzioni.

In questo caso il brano si avvale di un tema e di un iniziale sviluppo, che determinano un libero gioco di simmetrie per ben quattro cicli.

La fuga nel cuore del Preludio e la ripresa del tema annunciano “Eclipse anulaire” con un finale pomposo e barocco.

Questo consente di visualizzare due momenti emotivi diversi: l’esplosione armonica, razionale e consapevole del Preludio contrasta con lo scarno e remoto suono dell’inizio della traccia n. 3 “Eclipse anulaire”.

Nell’aria rarefatta della notte, il protagonista si sente al centro di un universo essenziale, fatto d’intuizioni e percezioni; è uno stato d’animo che vuole comunicare a Romaine, sua musa ispiratrice e soggetto insostituibile di un sodalizio che lui vuole rianimare.

Durante il suo sviluppo e, soprattutto nell’ultima parte, Eclipse si trasforma in un ribollire scabro di pulsioni, mescolate ad immagini che caratterizzano due personalità belle e dannate, perennemente inquiete e innamorate.

Il brano si chiude con un sommesso saluto al popolo della musica e a tutti quelli che riconoscono il fondamentale ruolo dell’arte nel destino dell’uomo libero.

Far scivolare le tensioni di “Eclipse anulaire” sulle note della traccia n. 4, che ha il passo di un “Deguello” (tradizionale e struggente melodia che annuncia al nemico un imminente attacco militare), mi è sembrato il giusto ologramma letterario e simbolico con il quale sorvolare, a guisa di drone musicale, i labili e impalpabili confini che separano il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il positivo dal negativo.

Confini che a volte, come nella traccia n. 5, si annebbiano, sembrano scomparire, tanto che gli opposti si fondono o, addirittura, s’invertono.

“1403, storia in Firenze” è la testimonianza di come i sentimenti, le passioni più forti possano portare a scelte, a gesti estremi, senza poi sentirne il peso della colpa, senza pentirsi, sempre in nome dell’amore.

In questo caso la band si è particolarmente impegnata nel conferire al brano connotati dark ed heavy-prog affinché la storia di Teresina emergesse in tutte le sue drammatiche sfumature.

Per le sue caratteristiche strutturali, musicali e letterarie, il brano è stato scelto per realizzare il video girato nei dintorni di Rivergaro, sul fiume Trebbia, ad opera di Marco Cordaro.

Quando la band accolse l’idea di realizzare il brano della traccia n. 6 “Babylon” che parlasse della vita di un malato di mente, argomento dalla tematica impegnativa e socialmente ingombrante, mi trovai di fronte due problemi da risolvere: il primo di ordine etico – morale e il secondo logistico.

Mi accorsi, però, che la soluzione del primo poteva risolvere anche il secondo; allora, ben sapendo che l’argomento ha prodotto tonnellate di letteratura scientifica e impegnato eserciti di specialisti, mi sono messo al lavoro con la consapevolezza di chi deve trovare soluzioni semplici e credibili, avendo l’accortezza di trattare la materia con delicatezza ed umiltà.

E’ stata questa la chiave di volta del problema: far parlare in prima persona il malato di mente.

Essendo un concept, avrei preferito consegnare la narrazione ad un solo conduttore (al protagonista, all’uomo di Romaine, tanto per intenderci), ma il rispetto per il tema trattato e il buonsenso mi hanno suggerito di passare la palla all’uomo di Babylon, al malato.

Di necessità, virtù: i due problemi risolti!

Questa scelta obbligata ci ha sgravato della responsabilità di dover raccontare la vita di un soggetto dalla psiche disturbata, evitando il pericolo di esporci a descrizioni non competenti.

L’album, dunque, ha un solo narratore, con l’eccezione di Babylon: qui e solo qui il malato si racconta, si descrive e fa emergere un passato ed un presente tormentati.

Il vero problema per la band, invece, è stata la riproduzione di un clima e di un ambiente dove convivono malati emarginati con problemi di ogni tipo insieme ai loro tutori specialisti. La ricerca di suoni e ritmiche che potessero ricondurre alla visualizzazione strutturale del Palazzo Dissacrato ha creato un’ulteriore difficoltà perché doveva necessariamente dissolversi nella storia e far emergere, se possibile, non solo il disagio e la solitudine, ma anche la bellezza poetica che spesso alberga nelle menti degli esclusi, dei diversi e di tutti coloro che non accettano di omologarsi alla normalità.

Devo fare una confessione: Babylon è un tantino autobiografico, ma tant’è… mi consolo pensando che un po’ pazzi lo siamo tutti!

Per contro, essendo io un occasionale ma continuativo frequentatore di ambienti con persone ricoverate e talune mentalmente alterate, ho appreso ed imparato molto da alcune di queste, che sì, comunicano spesso una realtà distorta e disordinata, ma quasi sempre variopinta ed affascinante.

La cosa ancor più sconcertante e sorprendente è che alcuni di questi soggetti alternano esternazioni confuse ed incoerenti a riflessioni intelligenti e profonde.

Romaine ed il suo uomo sono sulla via della riconciliazione.

Gli echi della bufera sono ormai un amaro ricordo e lui sa che, per rinsaldare un’unione, non c’è niente che superi una strepitosa notte d’amore preceduta da una serata in discoteca.

Il momento così romantico, mi ha suggerito di tessere la vicenda sulle note di classici lenti, come quelli ballati dal divino Fred Astaire.

Le tracce 7 e 8 “Stardust” e “Slow” sono due spaccati dello stesso quadro: insieme sono il tributo che gli VIII Strada dedicano agli anni Quaranta e Cinquanta, straordinari decenni che hanno generato indimenticabili icone del cinema e della danza.

Il titolo del brano che conclude il concept, la traccia n. 9 “Ninna nanna”, parla da sé: mentre osserva il suo bambino addormentarsi tra le braccia di Romaine, il protagonista riflette sui pericoli cui sono esposte le nuove generazioni nella nostra società; al contempo, però, essere padre gli fa scoprire nuove e magiche emozioni e l’immagine di Romaine, che canta la ninna nanna a suo figlio, stempera le preoccupazioni in una sensazione di dolcezza e di serenità.

Mi preme sottolineare gli aspetti musicali che sono emersi in “Ninna nanna”: il clima disteso e rilassato del brano ha permesso al gruppo, in alcuni punti, di collocare qua e là piccoli intarsi fusion con l’intento di impreziosire il classico impianto heavy.

“Ninna nanna” ha inoltre offerto l’opportunità ai singoli musicisti di evidenziare la loro estrazione musicale, permettendo alla band l’uso di colori inediti.

Babylon è stato registrato e mixato presso lo Stripe Studio di Milano da Stefano Mariani.

Silvano Negrinelli – VIII Strada, gennaio 2016

Check Also

Tale of a dark fate – La genesi del nuovo album de L’albero del Veleno

Tale of a dark fate – La genesi del nuovo album de L’Albero del Veleno

Premessa L’albero Del Veleno è un progetto che nasce nel 2010 con lo scopo di …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *