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Beatrice Antolini @ “Lilith Festival” – Cronaca dell’evento a cura di Fabio Zuffanti

Beatrice Antolini - Fabio Zuffanti

Beatrice sale sul palco da sola. Sono passate da poco le 23 e la sua esibizione arriva alla fine della prima giornata del “Lilith Festival” annuale manifestazione riguardante la canzone d’autore al femminile. La Antolini è stata preceduta dalle performance di una serie di cantautrici impegnate e raffinate. Poi arriva lei, e da subito è un’altra cosa. La batteria dietro la quale la musicista si sistema è già visivamente agli antipodi rispetto a quanto visto prima, non parliamo poi delle canzoni.

Ma chi è Beatrice Antolini? È semplicemente un’artista completa che suona chitarra, basso, batteria, tastiere, sax (e immagino altro), compone ottima musica, la produce, le canta ed è dotata di un’immagine forte e accattivante. La sua proposta mischia con rara disinvoltura pop, elettronica, psichedelia, prog e mille altre influenze in maniera convinta e convincente. Ha realizzato quattro album dal 2006 a oggi e se voleste ascoltare immediatamente qualcosa consiglio senza remore l’ultimo EP, “Beatitude”, saggio completo e maturo delle capacità del personaggio. Fossimo in un paese diverso la Antolini potrebbe competere con Kate Bush, Björk e altre musiciste illuminate e coraggiose. Ma purtroppo siamo dove siamo e per fortuna Beatrice è una lottatrice che porta avanti il suo percorso caparbiamente fregandosene di mode e modi.

Il concerto prevede una buona quantità di basi sulle quali poi la Antolini interviene con la sua voce e i suoi strumenti. Incredibilmente il temuto “effetto karaoke” si dilegua già dal primo pezzo; Beatrice percuote la batteria con fare sciamanico e questa, unita alla sua voce, fa già la musica. Le basi sono un ottimo contraltare che arricchisce una performance da one-woman-band totalmente coinvolgente. La mancanza di una vera band si nota appena, tanta è la forza con la quale l’artista riempie gli spazi dello spettacolo. Tra le canzoni proposte menzione speciale per “Spiders are not insect” atipica electro-pop song in 7/4 e ulteriore segno di inventiva. Auguro a Beatrice di essere sempre più se stessa e di continuare a seguire la sua strada, indipendentemente da tutto e tutti. La sua visione non teme le barriere pertanto le sarà permesso di volare in alto.

P.S. – Beatrice è stata cortese ospite in un brano de La Curva Di Lesmo, il nuovo progetto che condivido con Stefano Agnini (La Coscienza Di Zeno) il cui album sarà pubblicato il prossimo autunno. Il pezzo interpretato dalla Antolini si intitola “La posa dei morti” e credo avrete occasione di ascoltarlo presto.

Fabio Zuffanti, maggio 2015

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