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Between myth and absence – L’esordio discografico dei Leptons

Between myth and absence – L’esordio discografico dei LeptonsBetween myth and absence è il titolo dell’esordio discografico del progetto Leptons, guidato dal chitarrista, cantante e compositore Lorenzo Monni e completato da Alessandro Grasso (basso) e Paolo Gravante (batteria). Il disco è una produzione Wysiwyg (What You See Is What You Get), linea editoriale dell’etichetta salentina Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali.

Between myth and absence contiene quindici brani originali, interamente composti da Monni, che rappresentano una sintesi di diversi generi: la musica dei Leptons potrebbe essere definita Art Pop nella sua espressione più pura, vicino alla tradizione inglese del genere e vicino alla sensibilità italiana per indisciplina, eterogeneità e amore del bello. Il lavoro in studio è stato portato avanti all’Artisound di Eraclea (in provincia di Venezia), con l’ausilio dei tecnici del suono Luca Visentin e Davide Doretto.

Classe 1986, chitarrista e compositore, grande amante della musica in ogni sua forma e genere, Lorenzo Monni è laureato in Ingegneria informatica al Politecnico di Milano, attualmente assegnista di ricerca all’Università di Padova. Tra i suoi artisti preferiti figurano vari compositori di musica classica, schizzati della new wave e del post punk, gruppi storici del progressive, manipolatori di campioni dell’Idm e artisti pop d’autore con il vizio delle armonie non banali. Il suo sogno è quello di unire diversi approcci musicali in un’unica opera omogenea. Il progetto Leptons nasce in continuità con le sue precedenti esperienze, prima con il disco autoprodotto “Debris” (2008) e poi con “Grey Swans of Extremistan” (Lizard Records, 2010), finalista al Premio Toast del MEI e al ProgAwards 2010. Nel corso degli anni Monni ha collezionato varie esperienze musicali (come i Dunkelblau, band veneta synth-pop con la quale ha inciso due dischi) prima di approdare a questo nuovo progetto. “Rispetto ai precedenti lavori l’idea è stata quella di aggiungere la voce, lavorare molto di più sulle melodie e concepire un disco che possa suonare come un classico fuori dal tempo, con dei suoni e dei timbri che trasmettano molta più luce”, sottolinea Monni. “Quando comincio a pensare alle sonorità di un disco mi piace molto rifarmi all’idea di un quadro e ai suoi timbri coloristici, per questo ho pensato molto ad alcuni quadri del rinascimento e alla scuola veneziana”, prosegue. “L’album ha una struttura piramidale sia per quanto riguarda la musica che i testi, il primo brano, quello in mezzo e l’ultimo sono i brani che danno voce ai vinti, il primo con un’invocazione all’oblio come non ricordo e dimenticanza, una preghiera per chiedere di posare il terribile sforzo di memorizzazione di qualsiasi cosa e una stanchezza nei confronti del progresso tecnologico manifestata dalle persone più deboli e incapaci di stargli dietro. Il brano di mezzo parla attraverso la sua voce di un giovane che non fa niente e passa le giornate a letto, una confessione di uno dei tanti giovani italiani di oggi che non riescono a trovare alcuna motivazione in niente. L’ultimo brano parla dell’amore, il sentimento forse più grande e di vera rinuncia al potere. Tutti gli altri brani riguardano, invece, il potere e la smania di controllo nelle sue varie espressioni”.

La musica del disco, invece, oscilla tra i brani veri dell’album e gli intermezzi, che Monni ha chiamato “assenze”. I brani veri del disco sono quelli su cui c’è stata una lavorazione progressiva e cosciente e uno sforzo nel concepire gli arrangiamenti che è durato circa tre anni. Le assenze rappresentano il contrario, ovvero registrazioni sulla loop station in cui si sono manifestate per la prima volta delle idee musicali che non sono più state toccate. Talvolta le assenze sono le cellule armoniche e melodiche che hanno dato origine poi ai brani veri. “Volevo mostrare la distanza e la differenza che passa tra un’idea musicale che viene raffinata ed una lasciata totalmente irrazionale, in cui si manifesta l’assenza di coscienza dell’autore”, conclude Monni.

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane (dati 2010/2014). Dispone di un catalogo di oltre 180 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all’estero da Ird presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).­­

Tracklist:

1 – Back to oblivion

2 – Absence I

3 – Instrument men

4 – Absence II

5 – The king inside of me

6 – Absence III

7 – Beware

8 – In my hutch

9 – Silent

10 – Absence IV

11 – Sharathon

12 – Absence V

13 – Mr Hurtsman

14 – Absence VI

15 – Leptons in love

Line Up:

Lorenzo Monni: chitarre, voci ed effetti

Alessandro Grasso: basso

Paolo Gravante: batteria

Per maggiori info:

Leptons: sito | Facebook

Dodicilune – Edizioni Discografiche & Musicali: sito | Facebook | info@dodiciluneshop.it | press@dodicilune.it

Ufficio stampa Dodicilune – Società Cooperativa Coolclub: ufficiostampa@coolclub.it – 0832303707 | Pierpaolo Lala: pierpaolo@coolclub.it – 3394313397

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