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Brinicle – La genesi del nuovo album dei Kalisantrope

Brinicle – La genesi del nuovo album dei KalisantropeBrinicle nasce dall’esigenza di voler continuare qualcosa che ci era sembrato fosse rimasto a metà. Si tratta di Anatomy of the World, un EP che già si affacciava a tematiche complesse e ad una certa profondità spirituale. Parlare della morte, allora, non era stato facile ed è forse stato più doloroso parlarne nel nuovo lavoro. Questi brani, per la maggior parte, sono stati scritti durante alcuni momenti dolorosi della nostra vita e ciò ha influito molto nella resa di essi.

I brani facenti parte di Brinicle sono tematicamente collegati a quelli di Anatomy of the World. L’overture Dawn on Hiroshima Skies racconta il drammatico evento della bomba nucleare sulla città di Hiroshima alla fine della seconda guerra mondiale; vi è poi Cordyceps, che prende il nome dal fungo parassita che attacca ed uccide funghi ipogei, insetti e ragni; ed ancora Genisteae, la suite ispirata alla poesia leopardiana “Ginestra o fiore del deserto”. Questi sono tutti brani che ripercorrono le tematiche affrontate in passato, come la crudeltà dell’uomo e della natura.

Ad esse abbiamo aggiunto nuovi elementi, come Canis Majoris, la gigante rossa considerata la più grande mai conosciuta, che fa riflettere su quanto la terra sia insignificante davanti alle maestosità dell’universo e i problemi quotidiani siano solo una piccola parte di tutto ciò che ci circonda.

Vi sono poi Notturno e Morgendämmerung, due brani legati fra loro dal rapporto naturale, mostrando la bellezza della natura in due parti della giornata (la notte e l’alba). La venuta della oscurità descritta dalle note della tastiera e l’improvviso risveglio dato dalle percussioni taiko sono le due tecniche compositive che hanno contraddistinto i due brani.

Seeking Harmony, il primo singolo che abbiamo pubblicato, è il pezzo che dovrebbe aiutare l’ascoltatore a trovare l’armonia nella natura, elemento complesso e difficile da scovare, anche nelle nostre vite quotidiane.

Infine abbiamo Placebo Effect, un brano che cerca di rappresentare gli effetti del placebo per curare varie patologie mediche. Abbiamo cercato di indagare sulle potenzialità della mente umana e ci siamo chiesti se fosse davvero possibile convincersi di qualcosa fino a renderla vera.

Il collante che tiene insieme tutti questi brani è la natura che può essere considerata sia cara che matrigna, giudizio che lasciamo totalmente all’ascoltatore. Infatti non vogliamo, ma soprattutto non possiamo giudicare il suo operato, perché è superiore a noi essere umani.

Per esporre al meglio la tematica della natura, ci siamo ispirati ad un fenomeno curioso e sorprendente, che si forma nelle profondità delle acque Antartiche. Un flusso di aria gelida proveniente dalla superficie, penetra nelle insenature del ghiaccio ed entrando a contatto con l’acqua, crea una stalattite di ghiaccio: il brinicle. Una volta creatosi, continua la sua strada nell’acqua in modo vorticoso, fino ad arrivare verso il fondo. Una volta toccato il fondale, congela qualsiasi cosa si trovi su di esso. Per questo motivo viene soprannominato anche “finger of death” (dito della morte). Una metafora proprio della natura, il cui corso non può essere ostacolato. Ciò ricorda la lava del Vesuvio che travolge qualsiasi cosa vi sia sulla sua strada, tra cui la ginestra, che resiste coraggiosamente senza piegarsi, nonostante il destino inevitabile, la morte.

Con questo lavoro abbiamo voluto, ancora una volta, dare profondità alle tematiche scelte, attraverso elementi scientifici e letterari, che non fanno parte della quotidianità. Per noi la musica infatti è principalmente condivisione, ma non solo di note e melodie, anche di nozioni o fatti interessanti. Il nostro desiderio è quello di divulgare il sapere tramite la musica. Questa operazione ha le sue difficoltà quando si decide di raccontare i fatti tramite le sole note. Infatti Brinicle sarà ancora una volta un’opera completamente strumentale, che mette l’ascoltatore nella condizione di doversi informare, al fine di comprendere il messaggio che stiamo veicolando.

La composizione di Brinicle è stata studiata maggiormente, rispetto al precedente EP. Il primo aspetto importante è che tutti i brani sono stati composti in seduta comune, diversamente da Anatomy of the World, che ha visto idee scomposte accorpate in fase di registrazione. Il secondo aspetto è che le idee nate per creare l’album sono state frutto, per la maggior parte delle volte, da improvvisazione. Durante le prove tastiera o basso delineavano una linea melodica continua, che gli altri membri seguivano oppure la batteria improvvisava, con un ritmo specifico (latin, jazz) e si inserivano gradualmente dei riff. Ad esempio Cordyceps ha una di linea di basso che si mantiene per tutta la durata del brano, mentre la tastiera e batteria improvvisano su quel riff. Diversamente in Seeking Harmony, la linea melodica creata dal pianoforte vede gli altri due strumenti inserirsi in modo graduale, fino ad arrivare ad un momento di improvvisazione in cui tutti e tre i membri eseguono una melodia discostata completamente dal ritmo latin di batteria.

In Brinicle abbiamo voluto aggiungere una piccola componente elettronica, che si può trovare nel brano Ginesteae. Si tratta di un sequencing, che parte subito dopo l’intro di pianoforte e rafforza la sezione ritmica creata da basso e batteria.

Per comporre questi 8 brani abbiamo iniziato nel 2015, mentre eravamo impegnati con il tour di Anatomy of the World. Comporre mentre si è alle prese con una serie di live, non è sempre facile, ma ha anche i suoi pro, perché si è già immersi in quella che è l’esperienza musicale vera e propria.

Nel 2016 abbiamo iniziato a presentare quattro brani del nuovo album nelle ultime date del tour di Anatomy ed è stato un bene, perché potevamo già capire cosa andava e non andava bene durante la fase live. Ciò ci ha permesso di apportare modifiche e di ascoltare eventuali consigli da colleghi e amici. Da settembre 2016 abbiamo deciso di sospendere i live e di concentrarci sui brani mancanti. Questo è stato un periodo stressante per tutti noi: c’erano prove incredibilmente proficue e prove dove non sapevamo dove sbattere la testa… queste ultime si sono intensificate nelle ultime sessioni di creazione. Nonostante le difficoltà siamo riusciti a concludere i brani che ci eravamo prefissati. Ad alcuni di questi era stato dato già un titolo, perché avevamo in mente tematiche ben precise, che dovevano seguire quelle dei brani già conclusi.

Completata la fase compositiva e di arrangiamento, nel mese di febbraio abbiamo iniziato a registrare. Alex si è occupato di tutte e tre le fasi, dalla registrazione, al mixing, fino ad arrivare al mastering. Tutte le sessioni sono state eseguite con la tecnica di presa diretta in multitraccia, così da migliorare la qualità rispetto al precedente album. Per riprendere le sonorità anni settanta, si è deciso di usare tecniche tipiche di quell’epoca, soprattutto per quanto riguarda la ripresa della batteria e il mixaggio del basso.

La produzione di questo album vuole discostarsi dalla loudness war che stiamo vivendo negli ultimi anni. Vogliamo incentivare le persone ad ascoltare la musica in modo adeguato, utilizzando dei dispositivi consoni. Abbiamo infatti deciso di rendere disponibili i nostri brani sui digital stores come Spotify o Itunes per dare la possibilità al pubblico di ascoltare la nostra musica con una qualità superiore a quella offerta da Youtube.

Kalisantrope, marzo 2017

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