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Buchanan Roy – You’re Not Alone

Roy Buchanan (1978) You're Not AloneROY BUCHANAN

You’re Not Alone (1978)

Atlantic Records

You’re Not Alone è un album edito nell’agosto del 1978 da Roy Buchanan, virtuoso chitarrista americano, considerato da molti il “chitarrista dei chitarristi”, in grado di condurre l’ascoltatore verso livelli di emozione dimensionale di rara maestria, seppur a livello commerciale sia stato erroneamente snobbato.

Partendo dalla copertina, che rappresenta la visione di una chitarra riflessa nella visiera del casco di un astronauta, il fortunato ascoltatore può già immaginare che il disco si tramuterà in un vero e proprio viaggio, che lo trasporterà dalla terra verso alte ed inesplorate quote dell’universo del blues e del rock condito da forti innesti psichedelici, spaziali e in alcuni attimi anche progressivi.

Immaginate un virtuoso della chitarra elettrica, suonata con l’anima prima che con le mani, unite qualche piccola goccia di Mike Oldfield, una spruzzata di Pink Floyd ed un pizzico di Alan Parsons. Tutti questi ingredienti, perfettamente equilibrati e sviluppati da chef Buchanan, danno vita alla ricetta che è possibile assaporare in You’re Not Alone. Ad accompagnare Buchanan (chitarra solista) in quest’originale avventura musicale ci sono anche: Ray Gomez (chitarra acustica, chitarra ritmica), Willie Weeks (basso) e Andrew Newmark (batteria).

Messo il vinile sul piatto, regolato il volume, indossato le cuffie e chiuso gli occhi, viene il momento di lasciar parlare le tracce del disco.

Si parte con The Opening…Miles From Earth. Una bella introduzione al pianoforte, molto delicata, con il suo motivo ripetuto permette di raggiungere il giusto livello di relax emotivo e mentale per cogliere al meglio le sonorità che si presenteranno a seguire. In questo brano è possibile cogliere la presenza di sonorità leggere ed elettroniche come quelle che Mike Oldfield ha utilizzato in diversi brani del suo concept album “The Songs Of The Distant Earth” del 1994.

Si passa poi a Turn To Stone. La chitarra si sviluppa da un’introduzione graffiante e potente e si snoda sulla solida base creata dal basso e dalla batteria, lasciando trasparire note dal sapore rock ma con evidenti venature funky. Un pezzo ben costruito e di piacevole ascolto.

Segue Fly…Night Bird uno dei brani più intensi dell’intero disco, dove ritroviamo le psichedeliche e profonde atmosfere di “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd, con soluzioni che ricordano a tratti le sonorità di pezzi sacri come “Shine On You Crazy Diamond” e “Any Colour You Like”.

Arriviamo a 1841 Shuffle un brano che fa venir voglia di prendere in mano la chitarra per emularne le evoluzioni o più semplicemente di tenere il ritmo con il piede. Un bel brano rock, con un ritmo forse scontato ma di grande effetto.

La quinta traccia, Down By The River, è l’unico brano cantato dell’album e vede la partecipazione di Gary St. Clair (voce) e di Alfa Anderson, David Lasley, Krystal Davis, Luther Vandross (cori). Un pezzo molto melodico, nostalgico, dal sapore indiscutibilmente blues che trova ancora molte assonanze con i Pink Floyd e con alcune sonorità espresse da nomi come Lynyrd Skynyrd o Otis Redding.

Siamo quasi alla fine del nostro viaggio con Supernova, brano nel quale i versi del pezzo precedente lasciano spazio al quasi impellente “sfogo rock” strumentale dell’intera band, che realizza un brano veloce, d’impatto e di sicuro apprezzamento per gli amanti del rock blues o dei pezzi chiusi e potenti. Potrà sembrare azzardato il paragone, ma ci si avvicina molto a pezzi del calibro di “Rock And Roll” dei Led Zeppelin.

L’esperienza sonora si conclude con il settimo ed ultimo pezzo, la title track You’re Not Alone,che racchiude un po’ tutto quanto fin qui espresso. Diverse sonorità, diversi stili ed espressioni si fondono all’unisono in un bel pezzo anch’esso strumentale che raccoglie tutta la bravura di Roy Buchanan e della sua band.

Un disco maturo, delicato, da ascoltare con l’anima prima che con le orecchie. Quanto è facile farselo entrare nel cuore e nella memoria, tanto è difficile poterlo raccontare. Quasi indispensabile per chi ama ancora la buona musica.
http://youtu.be/CtlKNnrRdSs

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