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Carana Giorgio

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Il  9 novembre 1952, ad Enna, nasceva il cantante chitarrista Giorgio Carana. Raggiunse le prime conquiste artistiche già all’età di 16 anni e con le sue prime band suonò da spalla a celebrità nazionali come I Camaleonti, I Vianella, Alan Sorrenti, Gli Showmen, Il Perigeo, Stormy Six.

Nel 1972 fu vincitore, insieme al suo gruppo “Adelfi”, del concorso nazionale Enal che contava centinaia di gruppi partecipanti, avendo così diritto alla vetrina televisiva di Rai 1 in “Piccola Ribalta” e incidendo un 45 giri inedito. Dedicatosi fino a quel momento alla ricerca rock, rinunciò insieme ai suoi compagni la conseguente offerta di diventare “I cugini di campagna”. Già dal 1973 conobbe i più validi elementi del rock-jazz e del rock-etnico con cui formò delle band di richiamo (Accussì, con A. Costa e M. Scùrria, e Camurrìa, con D. Sulis).

Nel 1977 decise di dotarsi di uno studio per l’autoproduzione e, munito dei prodotti più all’avanguardia per la composizione elettronica, iniziò un’attività da solista esplorando i confini della dodecafonia e aprendosi alla sperimentazione elettronica. È da studioso di architettura urbanistica che Giorgio, trovando supporto in John Cage e Iannis Xenakis, riuscì a dimostrare in sede di laurea una coerenza disciplinare tra le arti estetiche, scoprendo un algoritmo di conversione tra unità di misura diverse. Questo esperimento tra musica ed architettura suscitò l’interesse dei media e l’intervento di illustri relatori, nonché dieci ore di resoconti sugli studi compiuti in sede RAI che lo chiamò per una serie di trasmissioni a lui dedicate. Seguirono la conversione musicale di Castel Sant’Angelo nell’estate romana del 1981 e molte conferenze/concerto in Italia e in alcuni stati europei. Ottenuto un contratto Rai, decise di non intraprendere la carriera come architetto rivolgendo il suo interesse alla ricerca.

Terminati gli studi di conservatorio tra Padova, Venezia e Frosinone, e conosciuto il professore G. Nottoli, teorico della musica, curiosità e stimoli lo portarono ad occuparsi sì di musica contemporanea come di musica corale antica, di tradizione napoletana e romana e come compositore si cimentò negli stili più diversi. La facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma lo coinvolse in un esperimento sulla “Sensibilità percettiva subliminale” per il quale compose dei brani di musica concreta ad hoc.

Qualche tempo dopo Antonio Maddeo da Enna, lo chiamò a comporre le musiche delle sue opere teatrali ed insieme concepirono una kermesse teatral/musicale dal titolo “Bella ciao”. Con la compagnia di Maddeo partecipò a dei tour nazionali e, da protagonista, al Festival mondiale del teatro di strada a Cinisi con “A festa”. Compose nei primi anni ’90, da Zurigo dove si era momentaneamente trasferito, le musiche del film “Vovò”. La Pegaso film, Giosuè Jamiceli lo chiamò per le colonne sonore di alcune produzioni televisive (tra cui “I figli del vento” una serie per RAI 1). Compose lavori per il teatro d’avanguardia del regista T. Tosto e partecipò ai lavori di e con A. Curran, tutti. Memore dell’insegnamento del grande A. Maddeo scrisse un’opera teatrale per celebrare la di lui memoria, riscontrando notevole successo di pubblico e di critica.

Parallelamente all’impegno artistico con Maddeo, entrò a far parte dei Leviathan  con i quali registrò due album, attualmente in catalogo per la Musea / EMI e sin dal 1990 citati dall’Enciclopedia del Rock. Tutte le maggiori riviste europee di progressive recensirono i due prodotti e in Corea e Giappone ne stamparono delle edizioni locali. Nel 1990 i lettori di Rock Magazine votarono i Leviathan al 20° posto come miglior gruppo progressive di sempre. Il periodo che regalò le luci della ribalta ai Leviathan fu quello che vide Giorgio Carana alla chitarra insieme a Sandro Wlderk, Andrea Moneta, Alex Brunori e Franco Pezzella. Le vendite dei due album registrati (“Bee Yourself” con Andrea Amici alle tastiere) furono straordinarie tanto da promuovere la stampa di una serie limitata dei vinile (300 copie in tutto con gadget e foto autografa). Gli articolisti delle migliori riviste rock registrarono la straordinaria preparazione tecnica della band e descrissero la chitarra di Giorgio “da brivido”; la band venne considerata tra le migliori esistenti nella storia del prog rock.

Con G. Pernaselci e M. Mari organizzò a Roma, per conto dell’Ambasciata del Canada, un festival internazionale di Musica contemporanea di autori canadesi ed eseguì con il flautista M. Orefice due brani in prima mondiale. Sempre con Orefice fu invitato al festival mondiale di Nagasaki e da lì in poi numerosissime furono le esibizioni in duo e in gruppo. Nei sei anni successivi al 1986 fu spesso invitato, per conto degli Affari Esteri a presenziare come cantante o chitarrista-intrattenitore in incontri diplomatici ufficiali e in Mostre Internazionali sul Made in Italy. Fu invitato ad esibirsi in molti stati dell’America del Nord, in Svizzera, Slovenia, Croazia, Germania, Olanda, Danimarca, Islanda, Turchia e altri ancora.

Innumerevoli in Italia le occasioni in cui cantò e suonò per personaggi di fama e autorità straniere. Eventi importanti come i Mondiali di Calcio, i meeting internazionali o le serate di gala organizzate dalle ambasciate. Iniziò per curiosità lo studio del canto lirico con i maestri Pacinotti, Lo Forte, Dalle Molle, Macnez. La preparazione si protrasse per nove anni e quasi da subito iniziò ad esibirsi. Di prestigio sono le stagioni liriche dal 2001 allo Sferisterio di Macerata, al Teatro della Fortuna di Fano, al Pergolesi di Jesi, al Teatro dell’Aquila di Fermo, a Senigallia e al Comunale di Bologna come aggiunto nella prima mondiale della versione originale del Lohengrin.

Fondò gruppi rock e blues con prestigiosi musicisti ma non disdegnò di suonare con validi gruppi d’intrattenimento e da ballo come I Pao Pao, Borghesi e Casadei (Quelli della Nave del Sole). Notevole fu anche il suo impegno nella didattica musicale e teatrale. Impiegatosi come insegnante comunale di chitarra, basso, batteria e sintetizzatori e divenuto insegnante di ruolo di Educazione Musicale, dal 1982 al 1992, sia a Roma che a Ostia, realizzò progetti di elaborazione musicale e teatrale con esperienze di teatro d’avanguardia. Fondando poi la scuola di “Via Vaglia”, ancora attiva, dirigendola per tre anni con una presenza di circa 40 iscritti solo nelle classi di chitarra acustica ed elettrica.

Trasferitosi a Pesaro, dal 1997 seguì delle attività all’interno dei carceri minorili, elaborò progetti di drammatizzazione musicale e teatrale per i più piccoli, fondò una cooperativa per l’insegnamento musicale ai portatori di handicap e l’associazione di musicisti “Musical Box”, nucleo di una serie di iniziative confluite nell’impegno sindacale come vice-presidente nazionale vicario di Assoartisti-Confesercenti. Sotto la guida del grande maestro Liutaio Paolo Benedettini, avviò il “GTR – Laboratorio di liuteria Elettroacustica”, unica realtà nel pesarese.

Dal 2011 si trasferì in Sicilia dove, oltre alle esibizioni musicali, proseguì principalmente l’attività sia di liuteria che di didattica canora e strumentale. Negli anni seguenti, scrisse diverse sceneggiature tra musica e teatro e decise di pubblicare delle raccolte di sue poesie. Suggestivi ed inimitabili sono gli spazi di riflessione-spettacolo “Musica e Memoria” come archivio di documenti che rivelano emozioni, cambiamenti, i momenti fatidici che cambiarono la storia. Un sorta di cantastorie d’avanguardia che non usava versi cantati per raccontare ma sciorinava sequenze ripercorse magicamente attraverso la musica e le canzoni che accompagnarono gli eventi negli anni che furono.

Dedicatosi per diverso tempo agli studi storici e teologici, alla scienza e alle discipline spirituali, alle strategie politiche, militari ed economiche, negli ultimi anni della sua vita, concentrò l’attenzione sui grandi enigmi dei nostri tempi, fino ad arrivare ad occuparsi da ricercatore indipendente di temi scottanti come le manipolazioni climatiche, il controllo mentale e il transumanesimo, che gli costarono, oltre che la presidenza di una associazione di attivisti, l’impegno di relatore in giro per l’Italia. Nel 2012 scrisse quello che è diventato il suo ultimo pezzo musicale, come contributo di sensibilizzazione verso il problema delle scie chimiche, dalle quali trae il titolo.

Giorgio Carana è scomparso il 05 luglio 2016.

Per maggiori info clicca qui.

(Un ringraziamento particolare a Irene Caruso per averci fornito le dettagliate note biografiche di Carana)

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2 comments

  1. grazie sempre ad Alex Ruggi e a tutto lo staff per il loro continuo splendido lavoro. HamelinProg è davvero una realtà unica. Complimenti a tutti voi.

  2. Grazie a te per l’estrema disponibilità!

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