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Ciro Perrino racconta Il Sistema (1/10)

Prima di iniziare a parlare de “Il Sistema” bisogna fare un doveroso passo indietro di pochi anni per andare a ritrovare le due formazioni dalle quali Il Sistema stesso ebbe origine. Per cui un breve cenno su “I Cavalieri del Sole” e i “The Love” è quanto meno doveroso.

 

I Cavalieri del Sole

I Cavalieri del Sole erano costituiti da un cospicuo numero di musicisti provenienti da tutta l’area del Ponente ligure, da Diano Marina, Imperia sino a Sanremo, passando per quei piccoli centri che si affacciano sulla costa. Nel tempo molti sono stati gli avvicendamenti all’interno dell’organico originale, ma gli elementi sui quali va posta l’attenzione sono quelli relativi all’ultima formazione, per il periodo che va dalla fine del 1969 all’inizio del 1970, quando per molti mesi furono anche gli accompagnatori del cantante Christian.

I Cavalieri del Sole erano comunque dediti ad eseguire un rock blues piuttosto sanguigno e potente. Il loro repertorio spaziava dai Deep Purple ai Jethro Tull, dai Rolling Stones a Ray Charles, fino a tutti quegli interpreti che attingevano dalla più pura tradizione blues e rock.

Formazione: Gianni “Ringo” Corte (cantante solista), Enzo Merogno (chitarra elettrica), Luciano Cavanna (chitarra acustica ed elettrica, voce), Augusto Vignola (organo, voce), Gianfelice Boeri (chitarra basso), Antonio Damele (batteria).

 

The Love

I “The Love” nacquero poco prima della fine del 1967 con una formazione che restò invariata sino allo scioglimento avvenuto verso la fine della primavera del 1969.

Molto attivi nelle balere, nei locali notturni, nelle feste di piazza, nelle sagre e nelle immancabili “Feste dell’Unità”, suonavano in media dalle tre alle quattro volte alla settimana. A volte il giovedì sera, spesso il sabato pomeriggio e sempre di sera e poi nei proverbiali matinée e serate della domenica. Le serate si chiamavano “servizi” ed il gruppo era piuttosto richiesto in tutta la provincia di Imperia in quanto interpretava un repertorio di brani popolari, di facile ascolto, non disdegnando, se pur spesso a malincuore, di accontentare il pubblico con l’esecuzione di tanghi, valzer e mazurche.

Ben organizzato sul piano delle pubbliche relazioni vantava un largo seguito di affezionati che, in numero mai inferiore alle duecento persone, li seguiva in ogni spostamento.

Inoltre i ragazzi del gruppo, per mantenere vivo l’interesse dei propri fans, si erano anche inventati una sorta di lotteria molto apprezzata e molto attesa ogni domenica. Durante l’intervallo fra i due tempi del matinée, a solo vantaggio delle ragazze e signorine presenti, veniva estratto a sorte un cuoricino d’oro con la scritta “Love”.

Il pubblico indubbiamente apprezzava le doti musicali dei Love, ma certamente l’incentivo di poter vincere un piccolo gioiello in oro aiutava la gente a scegliere di seguire questo gruppo piuttosto che un altro.

Il loro repertorio era quanto mai vario e copriva vari generi ed ogni tipo di interpreti, dai Bee Gees ai Rokes, fino ai 1910 Fruitgum Company passando per gli Ohio Express, da Tommy James & The Shondells al primo Little Richard, e poi ancora dagli Aphrodite’s Child ai più impegnativi Jimi Hendrix e Cream per tornare ad atmosfere più intime e nostrane con Camaleonti e Dik Dik.

Formazione: Bruno Ronzitti (cantante), Giuseppe Gullo (chitarra elettrica, coro), Claudio Leandri (chitarra basso), Floriano Roggero (organo), Ciro Perrino (batteria, coro).

Va ricordato che prima della costituzione definitiva con Luciano Cavanna ed Enzo Merogno della formazione che poi prenderà il nome di “Il Sistema” Ciro Perrino e Floriano Roggero si unirono per una sola estate, precisamente quella del 1969, al chitarrista e cantante Luigi Burgio formando un gruppo che prese il nome di “Easy Rider” e che suonò, appunto, per una sola estate, quasi esclusivamente nei locali e nei teatri della vicina Francia, riscuotendo peraltro un buon successo ogni volta che si presentava in pubblico. Pochissime furono le apparizioni nei locali della Riviera di Ponente. Sicuramente la più importante avvenne presso “L’Altro Mondo” di Diano Marina che rappresentava in quegli anni uno dei luoghi dove si esibivano preferibilmente gruppi di tendenza e d’avanguardia. Il repertorio in questo caso era incentrato su brani dei Led Zeppelin, degli Steppenwolf, di Jimi Hendrix e dei Cream.

 

Il Sistema

Verso la fine del 1969 Luciano Cavanna, chitarrista de “I Cavalieri del Sole” avvicinò Ciro Perrino e Floriano Roggero, che erano stati rispettivamente batterista ed organista dei “The Love” prima e degli “Easy Rider” subito dopo, per invitarli ad una sessione di prove al fine di valutare le eventuali compatibilità ed affinità fra i loro stili musicali. L’altro elemento sarebbe stato Enzo Merogno, chitarra solista degli stessi Cavalieri del Sole.

Erano note le aspirazioni dei due ex membri dei The Love e degli Easy Rider, soprattutto di Perrino, ad evolversi nella direzione di un più serio impegno, puntando in special modo sulla composizione di brani originali ed orientati verso quello che sarebbe poi stato chiamato Progressive Rock. Già Perrino, non senza fatica, era riuscito a far mettere in repertorio nelle  band nelle quali militava brani di Jimi Hendrix, Cream ed altri gruppi e musicisti della metà degli anni sessanta, che costituivano la punta di diamante del nuovo corso che andava affermandosi.

Una volta assodato, dopo varie prove compiute, che l’amalgama con questa formazione, era decisamente possibile e stimolante, Luciano, Enzo, Ciro e Floriano decisero di lasciare i loro compagni di viaggio dei Cavalieri del Sole e degli Easy Rider per iniziare questa nuova avventura carica di buoni propositi e che faceva presagire un futuro ricco di soddisfazioni.

Mancava però il suggello del nome da assegnare a questo nuovo organico. In un periodo nel quale tutti i complessi optavano per nomi che usavano quasi sempre il plurale (I Ragazzi del…, Gli Amici di…, I …, ecc.)  la scelta cadde fatalmente su un qualche cosa che doveva essere al singolare e rappresentare una sorta di contenitore senza peraltro definirlo. “Il Sistema” parve immediatamente come la migliore soluzione possibile.

A questo punto arrivò anche il primo ingaggio.  (continua)

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