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Ciro Perrino racconta Il Sistema (2/10)

Anselmo Genovese, noto cantante ed accreditato autore di molti brani di successo per Mina, Ornella Vanoni ed altri interpreti, era alla ricerca di un quartetto già formato che potesse accompagnarlo nelle sue serate e nelle sue tournée in giro per l’Italia.

Senza abbandonare la propria ricerca musicale al fine di avere un repertorio di composizioni originali, Il Sistema iniziò nei primi mesi del 1970 a provare lo spettacolo di Genovese in attesa di partire per le prime date dell’imminente tour. I titoli dei brani eseguiti dal Sistema facevano parte del repertorio tratto dai principali protagonisti della scena rock internazionale di quell’inizio degli anni settanta e spaziavano dai Black Sabbath, ai Gentle Giant, ai Jethro Tull, ai Blood Sweat and Tear, ai Free fino ad arrivare ai Santana, ai King Crimson ed a Brian Auger & the Trinity, Uriah Heep, Pink Floyd, The Nice, ed i tanto adorati Spooky Tooth.

Per tutta la durata dell’estate del 1970 Il Sistema, per poter provare con calma e senza disturbare il vicinato, trovò ospitalità in un magazzino di fiori di Vallecrosia – località a metà strada fra Bordighera e Ventimiglia -, iniziando così il suo nuovo percorso. In quei giorni le prove prevedevano in parte la creazione del proprio repertorio ed in parte la preparazione dello spettacolo del cantante e compositore Anselmo Genovese.

Arrivarono quasi subito le prime serate. Vanno ricordati i concerti tenuti a Genova e al Dancing Morgana di Sanremo, locale che aveva visto spesso nascere gruppi e cantanti che poi sarebbero divenuti stelle di prima grandezza del panorama musicale italiano. Il Dancing Morgana, storica struttura adagiata sul mare – oggi trasformata in ristorante alla moda – era una meta molto ambita da tutti i musicisti della Riviera e non solo. Memorabili i concerti di Mal con i Primitives, della primissima Formula Tre, dei New Trolls e tanti altri.

Sempre in quel periodo si prospettò per i componenti del Sistema l’opportunità di poter suonare in una vera sala d’incisione. Infatti Anselmo Genovese doveva effettuare alcuni provini di sue nuove composizioni e pensò bene di convocare il suo gruppo accompagnatore per registrare le basi con una formazione al completo e non, come spesso accadeva in quegli anni, con una semplice chitarra acustica ed un pianoforte. L’appuntamento era fissato a Genova nel mitico Studio Lisa posto in cima ad un grattacielo.

L’impressione che Ciro, Enzo, Floriano e Luciano ricavarono da quell’esperienza fu grandissima e si convinsero ulteriormente, ascoltando le registrazioni, della bontà delle proprie scelte e delle proprie possibilità.

Poco prima della fine di quell’estate del 1970 fu offerta al gruppo l’opportunità di potersi esibire per la prima volta da solo senza dover accompagnare nessun cantante od interprete. Sul cartellone affisso fuori del teatro dei Padri Salesiani di Vallecrosia era scritto semplicemente “Serata con Il Sistema”.

Definire un’esibizione musicale di un complesso con il termine concerto era di là da venire.  In un teatro aperto al pubblico ma comunque gestito da una comunità di religiosi fu indubbiamente provocatorio iniziare a suonare con il brano intitolato Black Sabbath tratto dal primo album, appunto, dei Black Sabbath. Per continuare in seguito con Gipsy degli Uriah Heep, All right now dei Free e così via. Grande l’attenzione del pubblico presente, che per la prima volta sentiva musica tanto particolare e, per così dire, robusta.

Va ricordato che in quell’inizio di nuovo decennio la diffusione di nuove proposte musicali da parte dell’industria discografica italiana era piuttosto scarsa, per cui l’informazione riguardo agli scenari che venivano delineandosi era povera ed avara. Esisteva già da alcuni anni Radio Lussemburgo che consentiva, a chi riusciva a riceverla, di tenersi aggiornati sui nuovi artisti, sulle uscite di dischi dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti.A questo proposito anche Radio Montecarlo offriva la possibilità di avere un’idea di ciò che accadeva fuori dai confini italiani, ma con minore incisività e ricchezza di proposte.

Per dare un’idea di quale fosse la situazione è curioso ricordare che Perrino comprò il primo album dei Black Sabbath e l’indimenticabile In the Court of the Crimson King dei King Crimson in un negozio di elettrodomestici di Diano Marina. Il proprietario dell’esercizio li aveva acquistati durante un suo viaggio a Londra poiché affascinato dalla particolarità e dalla bellezza delle copertine, ma era totalmente ignaro di che cosa si celasse nei solchi di quei due favolosi capolavori che di lì a poco avrebbero cambiato il destino di molti musicisti in tutto il mondo.

Perrino e Roggero passarono un’intera notte ad ascoltare al buio i due album più un altro che si intitolava “Nice enough to eat” e presentava tutta una serie di gruppi emergenti della nascente etichetta Island, gruppi che, eccezion fatta che per pochi di loro, rapidamente divennero popolari sulla scena rock mondiale. I nomi di maggior spicco erano i Jethro Tull, i Mott the Hoople, i Free, gli Spooky Tooth, i Traffic, i King Crimson.

Dal momento che le possibilità di trovare nuovi interpreti e nuovi album risultava piuttosto difficile in Italia divennero sempre più frequenti le incursioni nei negozi di dischi della vicina Francia. Non è che nella terra dei nostri cugini la situazione fosse particolarmente migliore; anche lì molti album furono trovati in vendita nei negozi di articoli elettrici ed elettrodomestici, mentre alcuni nei primi punti vendita specializzati.

La collezione di dischi di Perrino si arricchiva ogni giorno di più di titoli straordinari ed il repertorio del Sistema si affinava, anche lui, sempre di più.

Sembra un secolo fa ma, un giorno al ritorno da una delle frequenti uscite in Francia alla ricerca di nuovi stimoli ed album, Perrino, Cavanna e Roggero rischiarono di essere multati alla frontiera poiché trovati in possesso di un numero di prodotti, i dischi appunto, ritenuti eccessivi e dannosi per il mercato italiano. Questo fu quanto venne loro contestato. Comunque di lì a poco vi fu un chiarimento e l’ufficiale della Guardia di Finanza chiamato a chiarire la questione andò in seguito addirittura ad assistere ad una serata del Sistema.

Le frequenti visite oltralpe non riguardavano solamente la ricerca di dischi ma spesso, ponendo attenzione già da allora a quella che era la ricerca di un look personalizzato, di capi di abbigliamento tipici di quegli anni. Quindi pantaloni a zampa di elefante o scampanati, come si diceva a quel tempo, magliette che lasciavano scoperto l’ombelico e stivaletti con il tacco. Il tempio del buon gusto era a Monte Carlo in Boulevard d’Italie: il tanto amato Lady M. I ragazzi del Sistema era clienti affezionati e si servivano quasi esclusivamente lì per il loro guardaroba.  (continua)

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