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Ciro Perrino racconta Il Sistema (4/10)

Piero Palmieri, all’epoca produttore dei J.E.T. e titolare insieme a Nico Di Palo dei New Trolls dell’agenzia 3P con sede a Genova, in Piazza Fossatello, propose al Sistema, dopo averne attentamente ascoltato le prove e l’esibizione in pubblico, di entrare a far parte della nascente scuderia di gruppi che stava curando. Sempre in quei giorni, nei quali l’attività del complesso si stava facendo davvero frenetica, giunse l’invito da parte del collettivo degli studenti del Liceo Classico G.D. Cassini di Sanremo di partecipare al cosiddetto Baccanale.

Il Baccanale, insieme al Pasquanale, era un vero e proprio concerto che durava un intero pomeriggio ed aveva come cornice il Giardino d’Inverno del Casinò Municipale di Sanremo. Per intenderci era lo stesso palco che fino ai primi degli anni ’70 ospitava il Festival della Canzone Italiana, meglio conosciuto come Festival di Sanremo, prima del suo definitivo trasferimento al Teatro Ariston.

I gruppi che vi aderivano, in base ad un precisa scelta artistica degli studenti stessi, erano numerosi e particolarmente attivi e preparati sia sul piano della ricerca musicale che della carica espressiva. Il comprensorio della Riviera di Ponente è sempre stato molto ricco di musicisti che poi hanno dato lustro alla musica italiana in vari ambiti.

In quell’occasione Il Sistema propose il meglio di quello che in quel momento era il suo repertorio. East of Eden, Pink Floyd, King Crimson, Gentle Giant, Atomic Rooster (quelli della prima formazione in trio con Carl Palmer alla batteria), Blood Sweat & Tears, Nice e gli immancabili Spooky Tooth. La risposta anche in questo caso fu veramente calorosa ed incoraggiante. I ragazzi in sala dopo pochi minuti smisero di ballare e si avvicinarono al palco per assistere a quello che era sicuramente un concerto rock.

Molto meno caloroso fu invece l’apprezzamento da parte della direzione del Casinò che intimò, peraltro senza grande successo, di interrompere immediatamente l’evento in quanto nelle soprastanti sale, a causa delle potenti vibrazioni emesse dagli amplificatori, le fishes ballavano e si spostavano sui tavoli da gioco, pregiudicando le puntate dei giocatori. Il concerto fu portato a termine nella sua interezza ma quella fu l’ultima volta che un Baccanale vide la luce. Dall’anno successivo non fu più organizzato. Ma era comunque il segno che i tempi stavano cambiando.

Va ricordato che fu proprio in quell’occasione che avvenne il primo incontro con Leonardo Lagorio, che di lì a poco sarebbe entrato stabilmente a far parte dell’organico del Sistema. Quale leader dei Woops, Lagorio partecipava all’evento in qualità di sassofonista, flautista e pianista. I musicisti del Sistema furono particolarmente impressionati dal suo talento e nella mente di Cavanna già andava delineandosi il futuro  line-up del Sistema.

Intanto si intensificavano le visite del Sistema in quel di Genova che sarebbe divenuta la sede più importante per i loro contatti.

Nico Di Palo chiese se si sentivano pronti per una nuova sfida.

La nuova sfida si chiamava Piper 2000 di Viareggio. Poter suonare in un locale così prestigioso non era certo cosa da tutti o che potesse capitare ogni giorno. La gioia commista alla paura era davvero tanta. Il gruppo decise di accettare ma chiese, molto responsabilmente, di poter meglio prepararsi per affrontare questo appuntamento nel migliore dei modi.

Fu presa la decisione di tentare prima anche altri contatti presso agenzie diverse e che offrissero l’opportunità di tenere concerti in situazioni dove il rischio fosse limitato e la possibilità di migliorarsi comunque sempre alta. Così tutto il gruppo, a bordo della favolosa Fiat 500 con tettuccio apribile di proprietà di Luciano Cavanna, partì alla volta di Milano per andare al primo appuntamento con un agente che avrebbe loro consentito di toccare le principali piazze ed i locali più importanti a quel tempo.

Una volta sul posto, in presenza di quello che sarebbe divenuto il loro agente, come prima cosa venne loro richiesto: “Avete le plance?”. Sguardi straniti ed interrogativi: “Cosa erano le plance?”. Le plance erano molto semplicemente i manifesti, in un formato molto ampio, con la fotografia del gruppo da affiggere fuori dal locale ed in giro per la città dove si teneva il servizio, la serata o quella che ormai unanimemente veniva definita attrazione.

Fra le tante proposte che vennero fatte ai musicisti del Sistema quella che più di ogni altra incontrò la loro approvazione ed al tempo stesso li riempì di un giusto orgoglio fu la possibilità di suonare al Voom Voom di Milano, che era davvero una delle mete più ambite dove tutti i grandi nomi della scena rock italiana ed internazionale aveva suonato o stavano suonando.

A questo punto era d’obbligo possedere un proprio furgone. Non era più possibile passare da un locale all’altro ricorrendo all’aiuto degli amici che, molto gentilmente, si prestavano con le loro auto a trasportare gli strumenti nei locali e poi riportarli nella sala prove di Pompeiana. Restando in un ambito provinciale non vi erano particolari problemi, ma ora si parlava di uscire dai confini della Riviera di Ponente.

Per cui, anche in virtù delle scarse risorse economiche, i ragazzi del Sistema puntarono la loro attenzione su di un vecchio furgone Fiat modello 1100 T di uno splendido bicolore arancio chiaro ed arancio scuro ma che certamente non nascondeva i suoi anni e le sue corrosioni nella carrozzeria. Lo trovarono presso un autoriparatore, il signor Bruno, che consentì loro di poterlo pagare a rate, ogniqualvolta avessero avuto una anche minima quantità di denaro. Il costo fu fissato intorno al milione di lire.

Revisione completa delle parti meccaniche e… pronti a partire.  (continua)

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