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Ciro Perrino racconta Il Sistema (6/10)

Era ormai l’inizio della primavera del 1971 ed il gruppo fu chiamato dall’agenzia 3P di Genova per sapere se si riteneva pronto per sostenere un’uscita al Piper 2000 di Viareggio. Ormai non era più possibile rimandare. I tempi erano certamente maturi e l’organico, per ora ancora un quartetto, pronto ad affrontare un palco così ambito e prestigioso. Per cui con il furgone, nel frattempo rimesso a nuovo e ridipinto con uno scioccante colore nero con scritte in azzurro e celeste, Il Sistema partì in una piovosissima serata alla volta della Versilia.

Scoprirono di essere stati preceduti dalla loro fama di gruppo molto preparato ed attento alle nuove tendenze. Capitò loro anche un fatto abbastanza curioso che vale la pena ricordare, poiché faceva parte di un certo costume tipico dell’epoca. Alla fine delle loro esibizioni, durate l’arco di due giorni, furono avvicinati da un strano personaggio che si presentò come una sorta di capopopolo in rappresentanza degli affezionati frequentatori del Piper 2000 di Viareggio.

Cranio completamente rasato, stivaloni militari e pesante spolverino in pelle modello Gestapo. “Bravi ragazzi mi siete piaciuti molto. Siete davvero bravissimi. Sappiate che qui se un gruppo non ci aggrada, noi gli rovesciamo tutti gli strumenti giù dal palco e li cacciamo a calci in c…….” Più chiaro di così! “La scorsa settimana – continuò – abbiamo fatto questo bel servizio ai ……”, evitiamo di fare il nome di questo gruppo ma i musicisti del Sistema rimasero sorpresi che una compagine così famosa e di cui erano ferventi ammiratori, avesse potuto ricevere una accoglienza così particolare.

Pochi mesi più tardi in occasione di un appuntamento musicale molto importante i musicisti del Sistema si ritrovarono ad incontrare quello che ormai era diventato un loro fan tanto sfegatato da spostarsi da Viareggio per andarli a sentire.

Alla loro seconda apparizione, sempre al Piper 2000, poche settimane dopo, la voce si era già sparsa al di fuori del comprensorio toscano. Fra il pubblico, oltre ad alcune persone provenienti da Firenze, con grande sorpresa si presentarono alcuni ragazzi che avevano affrontato il viaggio sia da Roma che da Napoli per essere sotto il palco dove si esibiva Il Sistema.

Al ritorno da questo secondo appuntamento iniziarono le prove con Leonardo Lagorio che ora era davvero un membro effettivo del Sistema. E fu qui che avvenne la svolta che avrebbe caratterizzato il futuro del gruppo. Infatti nella mente di Cavanna, leader carismatico ed incontrastato dell’organico, ormai da tempo andava formandosi l’idea di quella che doveva essere la strada da percorrere. La rilettura in chiave rock dei capolavori della musica classica.

Durante una delle tante escursioni in terra di Francia, oltre a procurarsi album e dischi di nuove proposte introvabili in Italia, Luciano e Ciro andarono in un negozio di musica della Nizza vecchia specializzato nella vendita di partiture complete per orchestra sinfonica. L’intento era chiaro. Trovare la musica di “Una Notte sul Monte Calvo” di Modesto Mussorgskji per poi poterla ridurre ed adattare per il nuovo organico che, grazie alla presenza di Lagorio, poteva ora contare sull’esecuzione di più parti contemporaneamente.

Occorre qui ricordare che durante le esibizioni al Piper 2000 di Viareggio Il Sistema fu notato da alcuni osservatori dell’ambiente musicale che proprio in quei frangenti stavano iniziando a preparare quelle serie di eventi che sarebbero poi divenuti i primi Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze e Festival Pop. Fu proprio Perrino che un pomeriggio ricevette una telefonata da parte di Alberigo Crocetta che, senza mezzi termini, manifestò la sua ferma intenzione di puntare moltissimo su questo organico e sulle qualità, a suo dire, dei musicisti del Sistema che definì estremamente avanti per i tempi e rivoluzionario per l’approccio ed il tipo di proposta musicale.

L’invito a partecipare al primo Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio, che si sarebbe tenuto fra il 27 maggio ed il 2 giugno del 1971, era senza dubbio un appuntamento da non mancare, poiché un certo tipo di risultato veniva dato quasi per scontato dall’avvocato, scopritore di talenti ed animatore della scena musicale italiana di quegli anni. Ma Il Sistema non partecipò a quello straordinario e storico evento.

Il chitarrista Enzo Merogno pochi giorni prima di quell’importante appuntamento dichiarò agli altri elementi del gruppo che non avrebbe potuto partecipare, poiché riteneva più giusto essere presente ad un appello per un esame universitario e non su quel palco che avrebbe decretato sicuramente Il Sistema come uno dei gruppi più importanti fra le formazioni emergenti della musica italiana. All’indomani della mancata esibizione ancora l’avvocato Crocetta chiamò Perrino, rammaricandosi per l’accaduto, ed invitò Ciro a prendere in seria considerazione quale dovesse essere la sua scelta di vita. Fu lapidario. “Perrino, decida adesso se vuole essere artista o leguleio.”

Ciro, all’epoca studente universitario iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Genova, colse appieno il messaggio e capì dove indirizzare le sue presenti e future energie. (continua)

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