Home / L'artista racconta / Ciro Perrino racconta Il Sistema (8/10)

Ciro Perrino racconta Il Sistema (8/10)

Il 26 Agosto di quel 1971 non tardò ad arrivare. Si trattava del primo importante evento che vedeva il quintetto al gran completo e con, alle spalle, ore ed ore di interminabili prove.

La locandina era piena zeppa di nomi, di tutti quei gruppi protagonisti di quegli anni così vibranti e creativi. Vale la pena di ricordarne alcuni. New Trolls, Nuova Idea, Delirium, La Morte di Irene, Mia Martini, fresca reduce dalla vittoria al Primo Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio, Garybaldi, i Dandy’s di Sergio Gadolla, i Trip, i Latte e Miele, i Maya. Erano anche state annunciate le partecipazioni di Orme e Rovescio della Medaglia, ma che per non ben chiari motivi non si presentarono.

Il prato antistante il palco, che era stato approntato per l’occasione, era gremito di giovani appassionati e sostenitori dei vari partecipanti. Il numero dei presenti fu valutato intorno alle tremila persone. L’organizzazione aveva previsto, al fine di snellire i tempi che intercorrevano fra un’esibizione e l’altra dei complessi, di mettere a disposizione di tutti musicisti gli stessi amplificatori, gli stessi microfoni, e, purtroppo, lo stesso set di batteria. Purtroppo perché in genere i batteristi, oggi come allora, erano molto gelosi della disposizione dei propri tom, dell’inclinazione del rullante, dell’altezza delle aste che sorreggevano i piatti e quant’altro.

Perrino manifestò subito il suo disappunto ed, al fine di poter suonare con il suo strumento, che era davvero particolare, si accordò con gli organizzatori, e soprattutto con tutti i batteristi delle varie formazioni, di poter montare tutto il suo set percussivo. Questo perché Ciro aveva davvero un insieme di percussioni che esulavano dal semplice concetto di batteria rock. Ormai il suo approccio era più sinfonico che non semplicemente legato al ritmo ed all’accompagnamento di base.

Per cui, seppur a malincuore, Perrino concesse a tutti i batteristi di poter usare con la sua adorata Premier. Questo però lo favorì e lo pose in condizione di poter suonare nella massima tranquillità con tamburi e percussioni  che nella batteria messa a disposizione dagli organizzatori non era presenti né previsti. Una volta finito il Festival fu costretto però a cambiare tutte le pelli della batteria, che avevano subito gli assalti e le vigorose incursioni dei migliori e preparati batteristi del rock e del progressive italiano di quei giorni.

Intanto iniziarono le prime esibizioni ed andavano snocciolandosi le varie uscite. Infine arrivò anche il momento del Sistema.  Era già pomeriggio inoltrato ed il sole già scivolava verso ponente ed il caldo era mitigato da una leggera brezza marina che avrebbe aiutato a sentire meno l’afa che aveva contraddistinto la giornata fino ad allora.

I cinque del gruppo salirono sul palco, presero posto dietro ai loro strumenti e microfoni, una rapida occhiata, un breve cenno di intesa ed ecco che dopo un secco uno – due – tre – quattro partirono con il primo brano previsto nella loro scaletta. America dei Nice e subito dopo Bourrée dei Jethro Tull e poi, incalzante, la possente Black Sabbath dei Black Sabbath, breve pausa con la dolcissima ed intensissima I Talk to the Wind dei King Crimson e poi ancora sempre dei King Crimson la poderosa Pictures of the City per andare a concludere con la versione di Una Notte sul Monte Calvo che catturò l’attenzione di tutto il pubblico presente.

Fu veramente un trionfo per la formazione ponentina. Gli applausi non accennavano a diminuire di intensità, un’ondata di persone si fece sotto il palco chiudendo gli accessi alle scale laterali che conducevano al palcoscenico. Fu impedito ai musicisti di scendere dal palco. Vi fu anche un momento di leggero panico.

Tutti scandivano il nome del Sistema ad alta voce ed iniziavano a chiedere insistentemente il bis. Il presentatore della manifestazione Eddie Ponti tentò di spiegare al pubblico che non era possibile replicare tutto il live act del gruppo, dal momento che i tempi erano rigorosamente stati calcolati per poter finire entro una data ora: i regolamenti di pubblica sicurezza parlavano chiaro. A nulla valsero tutti gli appelli al buon senso. Ne fecero le spese i Delirium che videro annullata la loro esibizione a favore del bis del Sistema.

La ripetizione di Bourrée e di Una Notte sul Monte Calvo furono accompagnati da un applauso continuo ed alla fine Eddie Ponti riprese il microfono ed annunciò che entro il mese di novembre di quello stesso anno Il Sistema avrebbe inciso il suo primo album con l’etichetta Fonit Cetra. Fu con grande sorpresa che i componenti del gruppo appresero questa notizia, poiché la appresero insieme al pubblico e la sentirono per la prima volta. Nessuno li aveva avvertiti.

Questo avvenne sull’onda di un entusiasmo che aveva letteralmente travolto tutti, musicisti, organizzatori e pubblico. Non se ne fece nulla poiché, come si vide in seguito, nessun album del Sistema fu mai pubblicato. Il risultato fu anche che Il Sistema, votatissimo all’unanimità dalla giuria insediata dagli organizzatori del raduno, vinse la coppa messa in palio per il gruppo primo classificato. Era inevitabile allora come oggi che in un festival fosse necessario decretare un vincitore con l’immancabile premiazione. Una bellissima coppa con la data ed il luogo dove storicamente veniva indicato che quello era veramente il primo festival di musica pop che si teneva in Liguria. Peccato che in molti se ne siano dimenticati. (continua)

Check Also

Intervista agli Astrolabio

Intervista agli Astrolabio

HP: Gli Astrolabio ospiti della rubrica “L’artista racconta”. Un saluto a Michele Antonelli (M.A.), Massimo …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *