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Djam Karet

Djam Karet - band 2017

Djam Karet è un gruppo statunitense di rock progressivo nato in California. La band viene formata al Pitzer College, nel 1984, da Gayle Ellett (chitarra), Mike Henderson (chitarra), Henry J. Osborne (basso) e Chuck Oken, Jr. (batteria). Il nome della band è una parola indonesiana (pronuncia jam care-ray) che tradotta significa elastic time (tempo elastico).

Inizialmente Djam Karet è una proto-jam band le cui esibizioni dal vivo, totalmente improvvisate, nel circuito del sud della California e dell’area di Los Angeles, sono caratterizzate da una miscela di rock strumentale e drone music, come testimonia il primo lavoro, “No Commercial Potential”, del 1985.

Il modo di lavorare e il repertorio dei Djam Karet progressivamente si ampliano andando oltre l’improvvisazione per includere elementi compositivi, field recordings e lavoro in studio.

Il 1° febbraio 1987 la band pubblica “The Ritual Continues”, scelto dalla rivista Electronic Musician come “Number 2 Album Of The Year”.

Due anni dopo, ad inizio gennaio del 1989, la band pubblica “Reflections From The Firepool” (in seguito ristampato dalla Cuneiform Records), che ottiene da Rolling Stone il riconoscimento di “Number 2 Independent Album Of The Year”.

Il 1° maggio 1991, la band pubblica contemporaneamente due distinti lavori, “Burning The Hard City” e “Suspension & Displacement”, che mostrano le due estreme personalità della band. Il primo è un’escursione nell’heavy power rock con soli anarchici di chitarra, il secondo è un brillante diario di terribili soundscape dark ambient.

Il 27 febbraio 1994, i Djam Karet pubblicano “Collaborator”, album che vede la partecipazione di numerosi ospiti: Jeff Greinke, Kit Watkins, Marc Anderson, Steve Roach, Carl Weingarten e molti altri.

Alla fine del XX secolo la band firma con la Cuneiform Records, avviando un programma di repackage e ristampa del loro catalogo.

Nel gennaio del 1997, la band pubblica il suo primo album con la nuova etichetta, “The Devouring”, album caratterizzato da un suono più dilatato con un massiccio uso di tastiere.

Nel 1998 i Djam Karet suonano al West and East Coast, registrando un live album per la Cuneiform Records intitolato “Live At Orion”, pubblicato il 25 settembre, applaudito come “una delle migliori registrazioni dal vivo mai sentite” e inserito da Expose Magazine nella “Top 10 Album of 1999”.

La band torna in studio e il 1° settembre 2001 pubblica per la Cuneiform Records l’album “New Dark Age”, in contemporanea l’edizione limitata di “Ascension”.

Nel frattempo i Djam Karet iniziano un’intensa attività live che li porta ad esibirsi al Day Zero e al ProgDay a San Francisco, nel 1999; al NEARfest 2001, la più importante vetrina americana di progressive rock; al ProgWest 2001 (Claremont), al ProgDay (North Carolina), nel 2002; al The Immersion Festival del 2009 e al Crescendo Festival in Francia.

Nello stesso periodo, complementare al lavoro con la Cuneiform, la band realizza una serie limitata di CD-R per i fan. In circa due anni vengono autoprodotti diversi lavori.

Da questa rinascita creativa nasce “A Night For Baku” che vede la presenza in formazione di un nuovo membro, Aaron Kenyon al basso. Il titolo deriva dal folklore giapponese: Baku è una creatura benigna capace di allontanare il male, ma è soprattutto conosciuto per la sua capacità di divorare gli incubi degli esseri umani e la sfortuna che li accompagna. L’album presenta un suono caratterizzato da un maggior utilizzo di tastiere ed elettronica e vede nuovamente la collaborazione su una traccia del musicista elettronico Steve Roach.

Il 27 febbraio 2005, con l’ampliata formazione a cinque, la band pubblica “Recollection Harvest” album diviso in due capitoli: il primo contrassegnato da musica melodica e jazzy, con un forte focus su composizione, Mellotron e melodie chitarristiche soulful; il secondo, intitolato “Indian Summer”, presenta una raccolta di composizioni colorate con bellissime chitarre acustiche.

Nel 2009 la band prende parte al famosissimo Crescendo Festival. Per ottenere un suono dal vivo più ampio e massiccio, la band arruola il chitarrista Mike Murray, permettendo a Gayle Ellett di concentrarsi maggiormente sulle tastiere. Tornati negli Stati Uniti i Djam Karet decidono di registrare “The Heavy Soul Sessions” per documentare al meglio il loro nuovo suono dal vivo. Per ottenere un suono più vivace e dinamico, tutta la musica viene eseguita dal vivo in studio senza alcuna sovraincisione. L’album viene pubblicato il 17 ottobre 2010 ed è caratterizzato da un suono molto dinamico, incisivo e potente, in cui batteria e basso risultano cristallini e aggressivi, e chitarre e tastiere sono calde e invitanti.

Il 23 aprile 2013 si registra l’uscita di “The Trip”, album contenente un’unica traccia della durata di 47 minuti. Spaziale e sognante, “The Trip” è un viaggio verso luoghi familiari ma anche esotici.

Il 25 febbraio 2014, in occasione del loro 30° anno di attività, i Djam Karet pubblicano il loro diciassettesimo album in studio, “Regenerator 3017”. L’album si compone di sette brani registrati con una qualità del suono pura, senza alcuna manipolazione digitale. Tutta la musica viene suonata alla vecchia maniera. Batteria incisiva e basso corposo dettano ritmi lenti, mentre Rhodes e chitarre elettriche offrono spunti più vivaci. È interessante notare che molti degli strumenti usati in questo album sono di proprietà dei membri della band da oltre trent’anni. A tal proposito Gayle Ellett ha dichiarato: “Volevamo creare un album melodico con un suono classico. Molti di noi sono nati intorno al 1960, quindi gli anni ’70 sono stati il ​​decennio della nostra gioventù, la nostra adolescenza. La musica di quel periodo, e i valori che ha abbracciato, sono stati molto importanti nello sviluppo del nostro suono. Questo era un periodo in cui fusion, psichedelia, southern rock e altri stili erano tutti molto popolari. Con “Regenerator 3017″ abbiamo cercato di ricreare quell’era”.

Il 27 gennaio 2017 la HC Productions pubblica “Sonic Celluloid“. Tenendo fede al verbo del progressive rock più atmosferico, la band prova con il suo diciottesimo album in studio a tracciare i contorni di un sound sempre più immaginifico, cinematografico.

Formazione:

Gayle Ellett: chitarra, tastiere, percussioni, effetti

Mike Henderson: chitarra, tastiere, percussioni, effetti

Henry J. Osborne: basso, tastiere, percussioni

Aaron Kenyon: basso

Chuck Oken, Jr.: batteria, synth, tastiere, percussioni

M. G. Murray: chitarra, effetti

Ospiti:

Judy Garp: violino in “Lights Over Roswell” nell’album “The Devouring”

Loren Nerell: Oberheim synth in “Demon Train” e “Eulogy” nell’album “New Dark Age”

Michael Ostrich: Melodic Lead Synth Lines in “Requiem” nell’album “Recollection Harvest”

Steve Roach: chitarra in “Ukab Maerd” nell’album “A Night for Baku”

Dion Sorrell: violoncello in “Raising Orpheus” nell’album “New Dark Age”

Discografia:

1985 – No Commercial Potential (HC Productions, HC002)

1987 – The Ritual Continues (Musicassetta, HC Productions, HC003)

1988 – Kafka’s Breakfast (Musicassetta, Auricle, 033)

1989 – The Ritual Continues (LP, Faunus, 549.042)

1989 – Reflections From The Firepool (HC Productions, HC004)

1991 – Suspension & Displacement (Musicassetta, HC Productions, HC005)

1991 – Suspension & Displacement (HC Productions, HC006)

1991 – Burning The Hard City (HC Productions, HC006)

1993 – The Ritual Continues (CD, HC Productions, HC007)

1994 – Collaborator (HC Productions, HC008)

1997 – The Devouring (Cuneiform Records, RUNE99)

1998 – Still No Commercial Potential (HC Productions, HC009)

1998 – Live At Orion (Cuneiform Records, RUNE 119)

2001 – Ascension (HC Productions, HC 012)

2001 – New Dark Age (Cuneiform Records, RUNE 149)

2003 – A Night for Baku (Cuneiform Records, RUNE 169)

2004 – Live At NEARfest 2001(NEARfest Records, NFR002)

2005 – Recollection Harvest (Cuneiform Records, RUNE 219)

2010 – The Heavy Soul Sessions (HC Productions, HC015)

2013 – The Trip (HC Productions, HC016)

2014 – Regenerator 3017 (HC Productions, HC017)

2015 – Swamp Of Dreams (HC Productions, HC018)

2017 – Sonic Celluloid (HC Productions, HC019)

2017 – Kafka’s Breakfast (CD, Auricle, AMCDR 245)

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