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Fabio Zuffanti e Macroscream al Progressivamente Free Festival Summer – Cronaca di un evento

zuffanti-e-macroscream-progressivamente-summer-festival-hamelinprogSabato 11 giugno 2016, per la terza serata del Progressivamente Free Festival Summer,  in programma non c’è solo della buona musica, grazie ai Macroscream, ma anche la presentazione del libro “PROG ROCK! 101 Dischi dal 1967 al 1980” di Fabio Zuffanti e Riccardo Storti.

Anche questa sera c’è un buon pubblico in attesa. Ed ecco allora salire sul palco Paolo Carnelli, in veste di presentatore-intervistatore, e Fabio Zuffanti.

1Via alla domande. È così Fabio racconta l’input che ha portato alla nascita del libro. Quella frequenta richiesta, durante gli anni del programma radiofonico “Astrolabio” condiviso con Riccardo Storti, “Quali sono i tuoi dischi prog preferiti?”, ha fatto nascere quasi l’”esigenza” di dover scrivere delle schede, ritenute “troppo personali” dall’editore cui poi sono state proposte. Ecco allora il coinvolgimento di Riccardo Storti, i suoi dati storici hanno “sistemato” quelle schede ottenendo l’approvazione alla stampa da parte di Arcana Edizioni.

coverCarnelli allora chiede “spiegazioni” su alcuni dei dischi presenti nel libro, ad esempio il primo citato, “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles (“ha intuizioni Prog”), o “John Barleycorn Must Die” dei Traffic, album che ha fatto letteralmente sobbalzare Zuffanti per la sua commistione di generi straordinaria.

Spazio poi ai ricordi, da quel Pop conosciuto sin da bambino grazie al fratello maggiore sino al suo forte legame con la musica del Banco. E, dopo averci ricordato che il Prog non è mai morto dopo il ’76-’77 (“ha intrapreso altre strade e ha continuato ad evolversi”) e che l’album “Anima Latina” di Lucio Battisti è decisamente Prog, la piacevole chiacchierata prosegue fino al caldo saluto del pubblico.

3Giunge il momento della musica live. Sale sul palco Guido Bellachioma, a lui l’onore di presentare i Macroscream.

Pochi secondi e il gruppo di Alessandro Patierno s’impossessa subito della scena.

4Ed ecco allora arrivare i suoni da “ogni dove”, sul palco la formazione “fluttua” passando, di brano in brano, da cinque a otto musicisti (voce inclusa) e i loro numerosi strumenti (dal “doppio manico” chitarra-basso alle tastiere, dai fiati al synth, dal violino alla batteria e alla chitarra) ricamano cangianti atmosfere.

5È un lungo viaggio in cui s’attraversano paesaggi sonori articolati e romantici, tarantolati e jazzati, esplosivi e teatrali. È musica ricca di contaminazione, senza patemi i Macroscream fanno comparire tra le proprie mani suggestioni che si muovono tra PFM, King Crimson, Area, Genesis, Soft Machine, Gentle Giant, spruzzate di RIO e tanto altro ancora.

2È una festa di colori, non solo sonori ma anche visivi (grazie ai particolari cortometraggi che scorrono alle spalle del gruppo e che accompagnano ogni brano), è la festa dei Macroscream, è la festa per il loro nuovo album “Macroscream” uscito da poco.

7E così, tra lunghi applausi d’approvazione, i Macroscream lasciano il palco chiudendo alla grande anche questo terzo appuntamento del Progressivamente Free Festival Summer.

HamelinProg, 11 giugno 2016

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