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Fabio Zuffanti Live@SpazioAnteprima – Cronaca di un evento

Fabio Zuffanti - Live@SpazioAnteprima

Sabato 17 giugno il circolo culturale SpazioAnteprima di Saronno ospita Fabio Zuffanti che per l’occasione presenta il suo nuovo EP, “Amore Onirico”. Il titolo che l’artista genovese ha voluto dare a questa serie di concerti in solitaria trova conferma nella sua produzione più incentrata sulla forma-canzone. I concerti hanno come finalità quella di presentare il lato più introverso e riflessivo della musica di Zuffanti.

Ad aprire la serata è il Poetry Slam, organizzato da Giacomo Ranco, incentrato sull’universo femminile, raccontato dalle donne per le donne, che nel finale sconfina in tematiche ambientali ed emozionanti ricordi d’infanzia.

Alle 23:00 in punto entra in sala Zuffanti, accompagnato da un ospite d’eccezione: Mox Cristadoro (conduttore radiofonico, critico musicale, collezionista di dischi, batterista ex membro di Carnival of Fools, La Crus e Santa Sangre). La mente corre alla loro recente collaborazione consumata nella definizione dell’omonimo esordio discografico dei Christadoro.

Dalla strumentazione disposta sul palco si intuisce subito che la presentazione delle canzoni sarà ridotta all’osso: solo una chitarra acustica e una batteria a sostegno della flebile voce di Fabio. La scaletta prevede una serie di pezzi – editi e non – che hanno come filo conduttore una visione del sentimento amoroso sospesa tra sogno e realtà, a rappresentare le sfumature piuttosto che i dati di fatto (ben raffigurato nella locandina di Simone Losa dall’occhio malinconico che scruta il cuore/grammofono).

L’intesa tra Fabio e Mox è pressoché tangibile: il dialogo spontaneo, la simmetrica disposizione spaziale, il reciproco rispetto, la naturale complicità, la vasta cultura musicale e la comune passione per il progressive rock (e non solo!). I presupposti per una serata di buona musica ci sono tutti.

Mentre Fabio imbraccia la chitarra e si lancia nelle riletture acustiche di “Fell from the Sun” dei Clay Allison (i futuri Opal) e di “1986 (On a solitary beach)”, Mox avvicina a sé un “cilindro magico” dal quale inizia ad estrarre veri e propri gioielli musicali. Il primo è “Aria”, album di debutto di Alan Sorrenti pubblicato nel 1972 dalla Harvest Records. Fabio, fingendo stupore, chiede se procedere con l’omonima suite o con la più “accessibile” “Vorrei incontrarti”. Nel sottolineare le ardite soluzioni vocali di Sorrenti, a metà tra Hammill e Buckley, la rivisitazione prende corpo emozionando i presenti nei passaggi più intensi, “Vorrei incontrarti fuori i cancelli di una fabbrica, vorrei incontrarti lungo le strade che portano in India, vorrei incontrarti ma non so cosa farei: forse di gioia io di colpo piangerei.”. Segue poi un’anticipazione dell’album in lavorazione, “In/Out”, la cui pubblicazione è prevista per marzo 2018. Il brano mostra un curioso mood battistiano, ma la minimale veste acustica non offre elementi sufficienti a carpire il sound del nuovo lavoro. Mox non perde tempo ed estrae il vinile del debut album del progetto La curva di Lesmo. La scelta poteva orientarsi verso “La posa dei morti”, brano dal minutaggio contenuto e più in linea alla natura pop surrealista della serata. Ma le scelte di Fabio, si sa, non sono poi così scontate. Ecco quindi un originale estratto de “L’isola delle lacrime” che evidenzia passaggi essenziali come “Si cade e si ricade sempre nello stesso errore. Certo è il mal d’amore, la scusa per farsi male. Meglio sarebbe soffrissi di mal di mare”. Mox inizia a provarci gusto e stavolta tira fuori il primo album dei Matching Mole, del 1972, sottolineando il peso specifico di Wyatt, Miller e Sinclair. La scelta cade sull’opener “O Caroline” canto d’amore che Wyatt dedicò all’allora compagna Caroline Coon. Entrando nel vivo del concerto si delineano le scelte di Fabio: queste canzoni parlano di unione e disunione, di ombre, di ironia e disincanto, di pioggia e luce, tradimenti solo immaginati, parole dette e non dette, discorsi lasciati cadere nel vuoto. Tutto ciò prelude il segmento finale dedicato ai brani di “Amore Onirico”. Il carattere cantautorale di “Canzone per aver paura” viene evidenziato, nella presentazione di Mox, fin dal titolo gucciniano adottato da Zuffanti. Seguono “Fuori dal locale”, “Io non so cosa fai” e “Il mio gatto è un cane” che il più loquace Mox non esita a definire “pezzi allucinati”. Si realizza di essere giunti al termine nel momento in cui Fabio, con tono sommesso, svela la dolorosa scrittura di “Tua madre ti ha preso” fornendo diverse chiavi di lettura. Chiude il concerto “una chicca per veri intenditori”: “Mi piacerebbe diventar vecchio insieme a te”, brano tratto dall’album “Al mercato degli uomini piccoli” di Mauro Pelosi. Mox si avventura in una simpatica descrizione dell’opera che non risparmia dettagli musicali, disco/grafici e socio-culturali.

Scesi dal palchetto, i due si mescolano ai presenti bevendo una bibita, firmando autografi e dando vita a piacevolissime discussioni. Lentamente la sala si svuota facendo apparire i volti degli addetti ai lavori tra i quali si riconoscono, oltre e Fabio e Mox, anche i “padroni di casa” Noemi Bolis, Davide Freguglia e Alex Carsetti, membri della band Kalisantrope. Il clima confidenziale porta a parlare di “Anatomy of the World” e della genesi del recentissimo “Brinicle“. Noemi, Davide e Alex svelano anche alcuni degli importanti impegni che caratterizzeranno il loro prossimo autunno. Mox illustra la grafica del booklet di “Christadoro” e la nuova edizione aggiornata del suo libro “I 100 Migliori Dischi del Progressive Italiano”. Fabio ascolta interessato, interviene, dispensa consigli e sorride soddisfatto. C’è ancora passione, vitalità e voglia di buona musica in questa nostra lingua di terra chiamata Italia.

Redazione HamelinProg.com, 17 giugno 2017

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