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“Faces with no traces” – La presentazione del nuovo album di Paolo Siani ft. Nuova Idea a Roma

presentazione Paolo Siani ft. Nuova Idea - Faces with no tracesDiscoteca Laziale, Roma, ore 16.45, sta per avere inizio la presentazione del nuovo album di Paolo Siani ft. Nuova Idea “Faces with no traces”.

Nella sala dedicata all’evento ci sono addetti ai lavori, appassionati e amici giunti per salutare Paolo, tra questi Carlo Bordini, Fabio Pignatelli ed Enzo Vita. Obbligatoria la foto di gruppo.

1È c’è anche la Black Widow Records nella persona di Pino Pintabona, artefice della pubblicazione dell’album.

E dopo un lungo scambio di battute con gli amici e il pubblico, Luigi Viva va ad introdurre l’incontro. Nelle sue parole rivivono gli anni ’70, i concerti della Nuova Idea, l’atmosfera di quel periodo (e anche di quello successivo), sino a giungere ai giorni nostri, alla situazione della musica attuale.

2Ed ecco giungere il momento di Paolo Siani, il quale, con una piacevole chiacchierata con Luigi Viva, ci racconta i suoi oltre quarant’anni di carriera, dalla Nuova Idea ai Track, dall’album “Sacrificio” registrato con l’Equipe ’84 di Maurizio Vandelli alle numerose altre collaborazioni.

3Dopo questa narrazione ricca di particolari e aneddoti, si passa al punto focale dell’incontro di oggi: la presentazione di “Faces with no traces”. E anche qui Siani non si risparmia nel racconto: tanti gli episodi descritti, dal materiale scartato e gettato fisicamente dalla finestra (si, un hard disk contenente le sue prime creazioni ha letteralmente preso il volo!), all’ incontro con la Black Widow Records.

Così, un po’ per volta, in due anni, è nato “Faces with no traces”. Dopo aver creato tutte le basi e i testi, Paolo, racconta, ha chiamato a raccolta gli amici (da Ricky Belloni a Guido Guglielminetti, passando per Marco Zoccheddu, Roberto Tiranti e Giorgio Usai, solo per citarne alcuni), inviato loro le basi e lasciato “carta bianca”. Ricevuto poi il “nuovo” materiale, Siani ha ricomposto i brani eliminando ciò che non suonava bene per il lavoro, confidandoci che anche la BWR ha messo il suo “zampino” escludendo un brano dall’album. Poi, senza giri di parole, chiarisce anche il significato del titolo dell’album: “Faces with no traces” ossia “Paraculi”.

4Torna poi sulla sua vita, ci parla dei suoi studi di musica elettronica, della creazione di musica per teatro e del rapporto con i suoi due figli. Ed è proprio uno dei suoi figli, Alessandro, a fare un doppio regalo inaspettato al padre: innanzitutto, l’invio del brano “Black angel’s claws” a Leeroy Thornhill, ex membro dei Prodigy. Il brano ne esce stravolto. Poi la masterizzazione dello stesso brano da parte di Geoff Pesche nella Mastering Room 5 degli Abbey Road Studios di Londra, e qui Paolo descrive l’emozione del ritrovarsi nel beatlesiano studio. Queste due versioni, su intuizione della BWR, sono state poi inserite, insieme al video di “Three things”, come tracce ROM nel disco.

5Ecco allora giungere il momento dell’ascolto del primo brano tratto da “Faces with no traces”, appunto “Black angel’s claws” nella versione di Siani, composizione in cui lo stesso artista ha suonato tutti gli strumenti (voce inclusa), eccetto il basso affidato a Guido Guglielminetti. Durante l’ascolto Paolo ci confida il suo imbarazzo nell’auto-ascoltarsi.

L’incontro procede piacevolmente sino all’ascolto dell’intensa è drammatica “Three things”, brano per il quale, appunto, è stato anche realizzato il video. Entrambi i brani ascoltati, spiega, sono fortemente autobiografici.

6Poi spazio alle domande sino ai saluti sulle note di “Post war saturday echo”, brano dei Quatermass del 1971, registrato in presa diretta da Paolo Siani alla batteria, Roberto Tiranti al basso e voce solista, Marco Zoccheddu al pianoforte e Giorgio Usai all’organo hammond “rimuovendo” tutto ciò che è prog e rendendolo, di fatto, un blues.

Ore 19, il treno per Genova è in partenza e Paolo, a malincuore, lascia Roma con un arrivederci.

HamelinProg, 10 giugno 2016

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