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feat.Esserelà – Tuorl

feat-Esserela-2015-Tuorl-HamelinProgFEAT. ESSERELÀ

Tuorl (2015)

Joe Frassino Records / Lizard Records

“feat.Esserelà”, “Tuorl” e poi “Don’t leave your dinosauri at home”, “Il nostro batterista ha un buco nella gamba” e “Stichituffelpa rampa esserelà tum perugià”: ma che roba è?!

Ecco svelato l’“arcano”: feat.Esserelà è un trio bolognese formato da Francesco Ciampolini (pianoforte e tastiere), Renato Minguzzi (chitarre) e Lorenzo Muggia (batteria), e Tuorl è il loro disco d’esordio. E i titoli dei brani? Eccezion fatta per quelli già citati, a voi scoprirli di volta in volta durante la lettura dell’analisi ed interpretarli!

Se non vi basta, allora, si può dire anche che il terzetto suona un ProgRockJazzFusionFunkAcid cui va aggiunta una spruzzata di RIO (un po’ alla Samla Mammas Manna di “Klossa Knapitatet” per intenderci) che di certo non guasta. È tutto più chiaro, no?

Il nome della band nasce dall’inglese featuring, ossia collaborare, suonare con l’Esserelà, il fantoccio che è la fonte d’ispirazione della band, nonché “frontman”, autore dei testi più introspettivi ed esperto conoscitore di musica bosniaca contemporanea (vedi fotogallery). Tuorl, invece, è un album strumentale, un concentrato di energia, divertimento e “follia” che denota un’emancipazione sonora davvero notevole.

Particolare, ben curato e in linea con il contenuto “scritto e suonato” dell’album è l’artwork creato da Michele Tomasini in cui si è catapultati nel mondo onirico del leader Esserelà che, in compagnia del sorridente tuorlo (ingurgitato poco prima), viaggia tra dinosauri e canguri, attraverso la floydiana Battersea Power Station e l’antica città di Perugia con la sua Fontana Maggiore sino a tuffarsi nella “Cascata” di Escher, prima di risvegliarsi. È durante questo “viaggio” che troverà ispirazione per i brani del disco e i rispettivi titoli.

Don’t leave your dinosauri at home. La partenza di Tuorl è di quelle che lasciano il segno, si è investiti sin dalle primissime battute da raffiche di note e colpi che “stordiscono”: mentre Muggia è intento a costruire una base ritmica che di regolare ha ben poco, Minguzzi e Ciampolini si affrontano in un duello senza esclusione di colpi, fatto soprattutto di sferzate rapide e taglienti. Una complessità sonora degna degli Accordo dei Contrari. E sono solo in tre!

Trattenete il respiro perché si resta ancora in apnea con Anche cotoletta. La chitarra di Minguzzi decide di non regalarsi un attimo di pausa spaziando (e zigzagando) liberamente nei poco più di tre minuti del brano. Ciampolini e Muggia, ovviamente, “non si fanno pregare” e assecondano in lungo e in largo il compagno (tra gli altri, da evidenziare il delizioso tocco classico del piano nella prima parte). Qui e là (come in altri punti dell’album) si scorgono sottili rimandi a band tutt’altro che “normali” quali Le Silo e Poil (cui rinvia anche la formazione a tre).

Il nostro batterista ha un buco nella gamba. Dopo un avvio che sa quasi di elettronico, inizia un’interessante e articolata corsa a tre che non vede un vincitore ma un triplo ex aequo, anche se Minguzzi tenta l’allungo sul finire con un grande solo.

Quasi “introspettivo” (e sviante) il leggero avvio di Canguros de la ventana. Poi Muggia inizia a battere e il piano di Ciampolini prende la “palla al balzo” per spiccare un nuovo volo. Minguzzini, come prevedibile, non resta con le “mani in mano” e dà il suo “ruvido” contributo.

E con i primi minuti di S.r.l.à, i feat.Esserelà varcano i confini della kosmische musik muovendosi tra Cluster e Tangerine Dream. Poi, col trascorrere dei minuti, l’atmosfera muta sensibilmente sino a sfociare in un nuovo “attacco frontale” dinamico e articolato.

No ( ) è il brano di Ciampolini: è il suo mutevole piano, che spazia dal Rick Wakeman “solitario” a Stefano Bollani e Claude Debussy (così come “confessato” dalla stessa band) a dettare le linee guida del brano (alcune sporadiche note erano già “sfuggite” sul finire del brano precedente e, non a caso, il ringraziamento a Bollani e Debussy, ma anche alla Dave Matthews Band, riguarda entrambi i brani). Muggia e Minguzzi danno il loro corposo contributo fatto di ritmiche “oscillanti” e assoli ruvidi.

Si procede con /°\ \°/ /°\ \°/ /°\ \°/ (si, il titolo è proprio questo! e, interpretandolo con molta malizia, si potrebbe riconoscere in esso una serie alternata di genitali maschili e femminili…). Alla partenza funkeggiante e un po’ alla Calibro 35 segue un nuovo complesso percorso fatto di rapidità (in cui alla mente tornano ancora gli Accordo dei Contrari), frangenti che strizzano un occhio al metal e momenti molto free.

Si continua sul filo della vitalità funky con What a (tetra) pack, episodio che introduce l’articolata e matura Un duettrè qqua. La prima parte è occupata da raffinati momenti jazz, contraddistinti dal delicato tocco del piano di Ciampolini e dai giochi ritmici mai invasivi di Muggia. Intorno ai due minuti i due decidono di svoltare verso strade più “ripide”, trascinando con sé Minguzzi che di certo non si tira indietro, offrendo un assolo degno della svolta. Il brano poi scorre su alti livelli interpretativi in cui spicca, tra gli altri, l’hammond di Ciampolini.

Molto fresca e vivace anche Stichituffelpa rampa esserelà tum perugià. Ancora una volta il trio costruisce una trama multiforme che si snoda tra ritmiche esuberanti e mai banali, tastiere vigorose e chitarre mai dome.

Il disco si chiude con l’esecuzione live di Loop o’ pool. Qui, tra vociare e applausi ritmati, la chitarra di Minguzzi va in loop, seguito ben presto da Muggia, mentre Ciampolini, poco oltre, si lascia andare ad un’improvvisazione. Solo sul finire il “cerchio” si spezza. Non finisce qui: c’è spazio anche per una ghost track. La natura “sopra le righe” di Tuorl è confermata anche da questo breve segmento di canto a cappella.

Una band intelligente che sa coniugare sapientemente ironia e tecnica in un esordio discografico, come detto in chiusura di Loop o’ pool, “sopra le righe”. Una gran bella scoperta per l’accoppiata Joe Frassino Records / Lizard Records.

Per maggiori info: http://esserela.ilbello.com/

Per acquistare l’album: http://www.lizardrecords.it/

Fotogallery

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