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Geologica – Oltre…

Geologica (2013) OltreGEOLOGICA

Oltre… (2013)

Autoprodotto

 

Al giorno d’oggi riuscire a trovare una giovanissima band disposta ad autoprodursi faticosamente un EP o addirittura un intero album musicale non è certo cosa facile. Lo è ancor meno se ci si rapporta con il variegato mondo del progressive rock, dove tutto risulta molto più difficile se non addirittura impossibile. Una totale follia per gli addetti ai lavori e un’assoluta eresia per gli amanti del genere, ma anche un sogno irresistibile che continua ad affascinare quei pochi giovani temerari musicisti che a questo genere continuano a dedicare la loro ricerca musicale.

In questo sparuto gruppo rientrano anche i giovanissimi Geologica, da alcuni anni attivi nella scena underground della Capitanata, ma da sempre affascinati dal progressive rock e dal new metal, capaci di dare alle stampe Oltre… il loro primo EP autoprodotto.

La band, dopo alcuni fisiologici cambi di line up, vede qui impegnati: Roberto Monterisi (voce), Paolo Dicorato (chitarra), Giuseppe Isernia (chitarra), Pasquale Dipace (basso) e Raffaele Dicorato (batteria).

Ad aprire l’EP sono le atmosfere fredde e malinconiche di After the Winter, brano la cui intro si snoda tra arpeggi e soli melodici di chiara matrice metal. La genuinità e la voglia di (stra)fare, che quasi sempre contraddistinguono le autoproduzioni, influiscono pesantemente sull’incipit dell’opener. Come spesso accade nelle giovani band, le (incontrastate) velleità artistiche del singolo anziché esaltare le qualità del gruppo rischiano involontariamente di oscurarle. Per fortuna la situazione migliora presto, proprio nel momento in cui il suono si fa più omogeneo e corale. L’ingresso della sezione ritmica di Dicorato e Dipace offre una base più solida che permette alle due chitarre di dividersi la scena tra riff e soli molto più godibili. A sorprendere è senza dubbio la versatile voce del giovane Monterisi, calda, delicata, ma anche potente, stentorea, che in alcuni passaggi mostra evidenti rimandi al lirismo di Serj Tankian. È forse proprio l’entrata di Monterisi, supportato anche da interventi corali azzeccati, a rendere il brano più equilibrato ed avvincente. La scansione ritmica dei riff di chitarra è permeata dalle stesse venature blues rock di “The Jane Genie”, anche se qui la materia sonora si fa ancor più solida e robusta. Due parole vanno spese anche per i testi, metà in italiano e metà in inglese, che riescono bene a descrivere le tematiche care alla band (“Il sole fugge e porta via con sé / l’autunno, le foglie e i colori / ma il fiore lassù non chiederà di più / certo che il verde ritornerà”).

Dalle folate di vento di After the Winter si passa ai delicati scrosci di pioggia di The Spring. I delicati arpeggi iniziali di Dicorato (Paolo) e Isernia preludono l’inevitabile apertura prog metal del brano, articolato su più livelli, su alterne soluzioni e su obbligati cambi di scena. Dei tre brani che compongono l’EP questo è senza dubbio l’episodio più ambizioso. La migliore riuscita dei passaggi chitarristici (anche quelli più virtuosi) e una ritrovata intesa permettono alla band di osare di più. I momenti migliori restano comunque quelli in cui si riesce a raggiungere equilibrio ed armonia: riff, ritmica e cori.

Chiude la terna L’Uomo (che vive l’attesa di un viaggio lontano dalla sua città). La formula è sempre la stessa: un’introduzione delicata seguita da un’esplosione misurata e da uno sviluppo solenne e a tratti ritmato. La lunga parentesi chitarristica occupa quasi metà brano, decisamente troppo anche per gli ascoltatori più allenati. Nel complesso però si registra l’ottimo lavoro ritmico di Dipace e Dicorato (Raffaele), con il primo finalmente più in evidenza. Le soluzione più progressive di questo ultimo brano lasciano ben sperare sul futuro della band. I suoni, infatti, richiamano il nuovo filone del prog italiano e forniscono ai Geologica ottimi spunti che speriamo riescano a cogliere quanto prima.

Se la giovane band pugliese riuscirà a dosare velocità e potenza, a non saturare troppo la struttura dei brani e a (ri)cercare pause e spazi utili a rendere meno traumatici i numerosi cambi, raggiungerà risultati più maturi ed equilibrati. Il voler mostrare a tutti i costi i muscoli può spesso risultare un’arma a doppio taglio e inficiare gli sforzi sostenuti.

Le basi ci sono e sembrano anche essere buone. Ci sono ottime idee su cui continuare a lavorare e tematiche che non possono essere sminuite. Ad una lettura più attenta della sequenza tematica dei brani, infatti, si delinea una sorta di mini concept che allude chiaramente all’idea di natura come metafora della vita. Da After the Winter a The Spring, ad esempio, i veri protagonisti sono il tempo, le attese, il susseguirsi delle stagioni, la capacità di vivere una primavera sempre uguale a se stessa, nelle forme e nei colori, che ci fanno scoprire le infinite possibilità di rinnovamento, di cambiamento e di felicità. Un eterno e ciclico rimando temporale nel quale i Geologica concentrano la propria natura romantica, sottolineata anche dall’immagine di copertina che rivisita l’opera “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich.

Non ci resta che fare il nostro più sincero “in bocca al lupo” ai Geologica e ricordare che Oltre…  è in vendita dal  1° aprile 2013 sul web e supportato dalla pagina facebook del gruppo.

Per maggiori info:

http://www.facebook.com/pages/Geologica/305906439537468?fref=ts

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