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Sassi Gianni

Gianni Sassi nacque a Varese l’8 settembre 1938 da madre bellunese e padre varesino. La famiglia Sassi si trasferì a Milano quando Gianni aveva 12 anni. Qui frequentò le scuole medie e il liceo classico avviando le prime escursioni nelle gallerie d’arte. Molto dotato nel disegno, rinunciò però alla pittura dopo aver visto il “Quadrato bianco su fondo bianco” di Kazimir Malevič. Iniziò così a progettare cataloghi per artisti e una casa editrice, ED912, insieme a Palazzoni, Albergoni e Simonetti.

All’inizio degli anni ‘60 collaborò con gli artisti Piero Manzoni e Mario Mertz. Fondatore del circolo Giaime Pintor, per la promozione di convegni, conferenze, studi e sperimentazione teatrale, iniziò presto la collaborazione con Busnelli progettando “Caleidoscopio”, semestrale di design, tecnica e produzione del mobile, edito e distribuito autonomamente dal Gruppo Industriale Busnelli Export. Quindi con Iris Ceramiche lavorò alla pubblicazione di “Humus”, quadrimestrale di cultura, strategia e tecnica della ceramica edito e distribuito dalla Fondazione Iris. Progettò diversi manifesti per Polistil, e una rivista.

Dei primi anni Settanta sono il manifesto per Iris Ceramiche “Madre terra Padre fuoco”; “Frankestein”, trimestrale di tecnologia, poesia e mercato; e ancora per Iris Ceramiche “Pollution”: per una nuova estetica dell’inquinamento. Suo è il celebre manifesto con un provocatorio Franco Battiato seduto sul divano.

Sempre nei primi anni Settanta, Sassi progettò la creazione di una casa discografica aperta alle nuove tendenze giovanili. Fondò così la Cramps Records, la più importante etichetta discografica indipendente italiana. Lui ne curò l’aspetto artistico, mentre Franco Mamone si occupò del management. Tra i tanti gruppi di cui Mamone era l’impresario vi erano anche gli Area, da poco formati. Per il battesimo della nuova etichetta si pensò proprio a loro, tanto più che nessuna etichetta esistente sembrava disposta ad accettare la loro innovativa proposta musicale. L’incontro tra Sassi e gli Area fu fulminante: l’istinto artistico e quello imprenditoriale gli fecero riconoscere immediatamente il sound che stava cercando. Sassi divenne così non solo il discografico, ma anche guida nonché vero e proprio membro esterno del gruppo, collaborando a tutte le ideazioni grafiche, promozionali e anche alla stesura dei testi (scritti a quattro mani con Sergio Albergoni e firmati con lo pseudonimo di Frankenstein). La sua genialità nell’assemblare gli elementi più antitetici e la capacità di fondere i diversi linguaggi artistici agirono e fecero convergere verso una sintesi i molteplici piani di lavoro degli Area.

Per la Cramps Records, nelle collane Nova Musicha e DIVerso, dedicate alla musica contemporanea, incidono fra gli altri Derek Bailey, Demetrio Stratos, Steve Lacy, Paolo Castaldi, Walter Marchetti, Robert Ashley, Patrizio Fariselli, Luigi Cinque, Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, David Tudor, Alvin Lucier. La pubblicazione Futura, cofanetto di più dischi dedicati alla poesia sonora, raccoglie testimonianze che vanno dal Futurismo italiano alla poesia sonora contemporanea.

Oltre alla numerose pubblicazioni, innumerevoli sono state negli anni le manifestazioni promosse e ideate da Gianni Sassi. Tra le più importanti: “Alfabeta”, rivista mensile di cultura che pubblicherà 114 numeri dal 1979 al 1988 (rinata nel luglio 2010 come “Alfabeta2” e ancora edita); “MilanoSuono”, inventario dei percorsi musicali nella metropoli degli anni ’80; “Omaggio a John Cage. Progetto Savinio, Il Suono”, con concerti e performance; insieme a Radio Città e Association Poliphonix, “Guerra alla guerra” e quindi “Polyphonix 5 Italia”, festival internazionale di poesia “diretta”, video, musica, performance, danza e teatro.

Nel 1984, in collaborazione con la Rassegna Internazionale di Cultura Contemporanea – Premio Mondello, promuove a Palermo il convegno “Il senso della letteratura – Cento intellettuali di discipline artistiche diverse”. Quindi “MilanoPoesia”, festival internazionale di poesia, musica, video, performance e teatro, di cui si terranno edizioni dal 1984 al 1992.

Nel 1985 a Roma, in collaborazione con la Quinzaine Literaire e l’Accademia di Francia, “Io parlo di un certo mio libro” incontro tra scrittori e critici italiani e francesi.

Nel 1986, per il Premio Mondello, il convegno “Tradizione, letteratura, valori, incontro triangolare tra scrittori italiani, statunitensi e sovietici”. In ottobre a Firenze, per le manifestazioni della capitale europea della cultura, “Physis. Abitare la terra”.

In collaborazione col CRIFA, Centro Ricerca Internazionale della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, il convegno “In forma di pane”.

Nel 1987 a Villa Demidoff – Pratolino si tiene “Il fido maestro giardiniere”, festival di musica poesia danza video e performance. A Correggio da ottobre a dicembre si tiene “Il gioco del futuro – Il ruolo dell’Intellettuale oggi, fra creatività e nuove tecnologie”.

Nel 1988 cura per il comune di Milano il convegno “Educazione all’ambiente e ambiente dell’educazione” e quindi per la COOP la mostra “Gli stili del corpo. Il cibo e i suoi simboli nel XX secolo”.

Del 1989 è il convegno ”Donne in poesia”, promosso dal Centro Azione Milano Donne della Presidenza del Comune di Milano. Nell’ambito dell’edizione 1989 di “MilanoPoesia”, organizza la mostra “Gli anni di Demetrio”, a dieci anni dalla scomparsa di Demetrio Stratos.

Nel 1990 insieme a Gino di Maggio coordina la sezione “Ubi fluxus ibi motus“ della Biennale di Venezia, a cura di Achille Bonito Oliva. Quindi “The disappearing pheasant”, convegno di poesia e letteratura in collaborazione con la Casa di Cultura di New York.

Del 1992 è “Vedo Sento Parlo. La formazione dei nuovi linguaggi” dal 5 al 14 marzo a Teramo.

Nel 1993, anno della sua scomparsa, si tiene in collaborazione con l’Association Polyphonix a Parigi il convegno “10 anni di MilanoPoesia”.

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2 comments

  1. Davide Di Maggio

    Ho notato nella sua biografia una dimenticanza importante. Nel 1979 progetta ed edita Alfabeta, rivista mensile di cultura che pubblicherà 114 numeri fino al 1988. Rinata nel luglio 2010 come Alfabeta2 e ancora edita.

  2. Provvediamo immediatamente. Grazie mille Davide!

    p.s. – Siamo comunque certi che l’inesauribile vena creativa di Sassi continuerà a far affiorare nel tempo numerose altre iniziative! La produzione di una mente creativa così brillante non può certo essere riassunta in una semplice pagina web! 😉

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