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Giger Hans Ruedi

Hans Ruedi Giger, nome d’arte di Hans Rudolf Giger, nasce il 5 febbraio 1940 a Coira, in Svizzera, nel Cantone dei Grigioni. Pittore, scultore, designer di ispirazione surrealista e simbolica, Giger è senza dubbio uno degli artisti più brillanti e macabri del XX secolo, noto in tutto il mondo per l’elaborazione della creatura protagonista del film “Alien”.

Figlio di un farmacista, l’artista passa un’infanzia tranquilla e felice nel laboratorio paterno, osservando spesso le boccette, alcune puramente espositive contenenti liquidi dagli strani colori, preparati vari e sanguisughe all’epoca ancora in uso medico. Un giorno il padre riceve da una casa farmaceutica un teschio umano e il figlio, ancora bambino, ne rimane affascinato. Nel tempo, il ragazzo sviluppa una certa attrazione nei confronti del bizzarro e del tetro, ispirato anche da artisti come Salvador Dali e Jean Cocteau. Sua madre Melli, pur non comprendendo appieno questa particolare passione del figlio, non smette di incoraggiarlo.

Crescendo, Giger frequenta la scuola di design industriale e di arti applicate di Zurigo. Qui matura la sua abilità tecnica e la precisione nella definizione dei dettagli meccanici. Negli anni seguenti, espone in diverse mostre, anche a Zurigo; sviluppa una tensione artistica che lo porta ad esprimere al meglio la sua abilità utilizzando tecniche a china ed inchiostri. Successivamente passa alla pittura ad olio.

Sarà però con l’utilizzo dell’acrilico, con tecnica ad aerografo, che firmerà la maggior parte dei suoi lavori noti al grande pubblico. L’estrema potenzialità realistica di questo mezzo, gli dà la possibilità di ottenere effetti unici: grazie ad una perizia maturata con il suo lavoro di designer e negli anni di scuola, con l’utilizzo di un bicromismo tanto essenziale quanto inquietante, Giger comincia a trovare consenso in tutto il mondo. Sua è l’invenzione dei biomeccanoidi, sorta di creature-macchine organiche, organismi futuribili, in cui metallo e carne si fondono.

Nei primi anni settanta viene data alle stampe la monografia A RH+, raccolta di opere realizzate con la tecnica dell’aerografo. Nel 1977 esce la sua prima pubblicazione,“Necronomicon”, che propone gran parte del suo lavoro, essenzialmente composto da disegni a china, aerografo, dipinti ad olio e sculture in metallo. Con la sua impeccabile abilità tecnica, Giger realizza opere decisamente paurose e inquietanti.

I suoi riferimenti estetici partono dal surrealismo comunemente inteso fino ad arrivare al realismo fantastico della Wiener Schule des Phantastischen Realismus, dove alcune opere grafiche di Ernst Fuchs dei primi anni cinquanta, e particolarmente lavori ad inchiostro a tema mistico od infernale, con la ricerca di particolari simmetrie, sembrano anticipare i successivi lavori di Giger. In realtà le ispirazioni partono probabilmente da molto lontano e si può immaginare una linea ideale che, partendo da William Blake, o addirittura dai primi fiamminghi più mistici e surreali come Hieronymus Bosch, arriva fino ai preraffaelliti ed all’arte contemporanea generalmente conosciuta come visionaria. In tutti questi artisti si mescolano un tentativo di realismo esasperato a volte iperrealista spesso di soggetti irreali od onirici, all’affrontare temi trascendenti il mondo fisico, mistici spirituali o psichedelici.

I suoi disegni cupi ed evocativi, vere “fotografie dall’inferno”, mescolano sensualità, irrealtà e orrore, riscuotono un crescente interesse in ambienti trasversali (Timothy Leary scrive la prefazione a uno dei suoi cataloghi) e gli valgono proposte di collaborazione su vari fronti.

Su quest’onda d’interesse nel 1973 è chiamato a realizzare l’artwork per il disco “Brain Salad Surgery” di Emerson, Lake & Palmer. Già nel 1969 aveva realizzato la copertina dell’album “Walpurgis” degli Shiver e, successivamente, realizzerà la cover di “Pictures” degli Island, nel 1977 , e di “Attahk” dei Magma, nel 1978.

Presto l’artista viene notato anche nell’ambiente cinematografico: nel 1978 Ridley Scott decide infatti di contattarlo per il progetto a cui sta lavorando, “Alien”. Il regista ricorderà sempre il primo incontro con Giger, avvenuto in un parco, all’aperto, in una giornata estiva di pieno sole: Giger si presentò pallido, completamente avvolto in un impermeabile invernale.

I suoi progetti comprendono i disegni realizzati per il film di fantascienza “Dune” di Alejandro Jodorowsky, in seguito abbandonato e ripreso da David Lynch, che lo ridimensionerà (Giger si limiterà al design di qualche ambiente).

Dopo “Alien”, riprova la strada del successo con “Specie mortale”, del 1995, disegnando Sil, femmina metà aliena e metà umana. Ma questa volta il regista non è Ridley Scott, ed il film non riscuote particolare plauso dal grosso pubblico, rimanendo confinato in una ristretta cerchia di appassionati, che al contrario lo ritengono un piccolo cult movie.

I sequel di “Alien” vedono solo un apporto minimo da parte di Giger, in quanto le tecniche di modellazione tridimensionale al computer sostituiscono le sue abilità manuali.

A partire dalla prima metà degli anni novanta, Giger ha iniziato a lavorare al Museum H.R. Giger, una casa-museo realizzata all’interno del castello medioevale di St. Germain, nel borgo di Gruyères (Svizzera) ed ufficialmente aperta il 20 giugno del 1998.

H.R. Giger muore il 12 maggio 2014 per le conseguenze di una caduta, viveva e lavorava a Zurigo-Seebach.

Per maggiori info: www.hrgiger.com

 

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