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Homunculus Res

Homunculus Res - band

Homunculus Res è un originale progetto, con sede a Palermo, la cui musica si rifà al più leggero sound di Canterbury e al prog italiano degli anni ’70, con elementi retrò, ma anche con la complessità compositiva e la produzione che ci si aspetta da un’opera contemporanea.

La band siciliana ruota attorno ad un gruppo di musicisti che include: Dario D’Alessandro (chitarra, voci, minimoog, Casiotone, memotron, glockenspiel, percussioni), Davide Di Giovanni (piano, organo, batteria basso, chitarra acustica), Federico Cardaci (minimoog, memotron, organo), Daniele Di Giovanni (batteria, percussioni, chitarra acustica, voce), Domenico Salamone (basso), Dario Lo Cicero (flauti) e Mauro Turdo (seconda chitarra).

Tra gli illustri predecessori di Homunculus Res ci sono sicuramente i Picchio dal Pozzo, formazione genovese nata nel 1976 e considerata una delle più autorevoli risposte italiane al Canterbury sound. Come i Picchio dal Pozzo, anche Homunculus Res evita il lato più magniloquente del prog, rivolgendo la propria attenzione verso l’originale scuola di Canterbury (quella di Soft Machine, Kevin Ayers e Caravan, per intenderci). La band, tuttavia, si lascia influenzare anche da gruppi italiani degli anni ’60 e ’70, presentando diverse analogie con le prime produzioni de Le Orme e Premiata Forneria Marconi, specie nelle armonie vocali, nei lampi di neo-psichedelia e nella sperimentazione strumentale.

Il primo album di Homunculus Res si intitola “Limiti all’eguaglianza della Parte con il Tutto”. Pubblicato il 10 giugno del 2013 – in contemporanea con “Sensitività” de La Coscienza di Zeno, il debutto omonimo di Not A Good Sign e a “Їh” dei francesi Rhùn – l’album vede anche la partecipazione del tastierista Paolo “Ske” Botta (Ske, Yugen, Not A Good Sign).

Il 20 novembre 2015 viene dato alle stampe “Come si diventa ciò che si era”, secondo album che conferma l’originalità del primo album e la piena maturità compositiva raggiunta dal gruppo. I riferimenti principali rimangono il miglior Canterbury, i nostrani Picchio dal Pozzo e più in generale un approccio musicale aperto che coniuga melodia e struttura. I testi, al solito divertenti e paradossali, hanno un filo conduttore, trattandosi di un concept ambientato in un ospedale civico. Il disco è arricchito da numerosi ospiti speciali quali David Newhouse (The Muffins), Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo), Steven Kretzmer (Rascal Reporters), Alco Frisbass, Regal Worm, Wyatt Moss-Wellington, Paolo “Ske” Botta.

Il 9 marzo 2018 la AltrOck Productions, con la collaborazione della Ma.Ra.Cash Records, dà alle stampe “Della stessa sostanza dei sogni”, terzo album in studio per la band siciliana che ripropone le proverbiali alchimie stilistiche Canterbury sound, prog, pop, RIO. Tutto pervaso dalla consueta ironia e da piacevoli incastri testuali. La formazione palermitana trova una sua identità stilistica, un timbro unico e caratteristico, un progetto coerente, intelligente. Al solito innumerevoli sono gli ospiti della scena Canterbury e RIO nel disco. Veri contributi creativi e di valore, non di facciata. Tutti questi elementi mixati assieme propongono un album maturo, equilibrato e allo stesso tempo decisamente fruibile. Un classico del futuro.

Per maggiori info: Facebook

Formazione:

Dario D’Alessandro: chitarra, voci, basso, Minimoog, Casiotone, Memotron, glockenspiel, percussioni

Davide Di Giovanni: piano, organo, tastiere, batteria, basso, chitarra acustica, cori

Daniele Di Giovanni: batteria, percussioni, chitarra acustica, voce

Daniele Crisci: basso

Mauro Turdo: chitarra

Collaboratori:

Paolo “Ske” Botta: Hammond, Wurlitzer, glockenspiel, Farfisa, Arp Odyssey, synth

Dave Newhouse: sassofoni, clarinetti, flauto (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Luciano Margorani: chitarra in “Mentre dormi” e “Dopamine” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Tommaso Leddi: mandolino in “Mentre dormi”, trombone in “Dopamine” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Lorenzo Leddi: chitarra in “Se la mente mentisse” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Rocco Lomonaco: fiati in “Bianco supremo”, chitarre e basso in “Preludio e distrazioni” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Petter Herbertsson: Rhodes, tastiere, vibrafono, basso in “Rimedi ancestrali” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Alessandra Oria Bollino: voce in “Se la mente mentisse” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Valerio Mirone: voce in “Faccio una pazzia” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Sara Zerilli: voce in “La casa dei sogni” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Pivio: elettronica e sample in “Mentre dormi” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Giovanni Rotondi: clarinetto in “Preludio e distrazioni” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Marco Monterosso: whistle in “Denti cadenti” (“Della stessa sostanza dei sogni”)

Giovanni Di Martino: Microkorg

Totò Puleo: tromba

Dario Lo Cicero: flauti

Domenico Salamone: basso

Federico Cardaci: Minimoog, Memotron, organo

David Newhouse: saxo, clarinetto basso

Aldo de Scalzi: voce, organo, chitarra

Steven Kretzmer: piano

Alco Frisbass: synth

Regal Worm: synth, organo, Mellotron

Wyatt Moss-Wellington: cori

Giorgio Trombino: sax alto

Giuseppe Turdo: oboe, corno inglese

Discografia:

2013 – Limiti all’eguaglianza della Parte con il Tutto (AltrOck Productions, ALT035)

2015 – Come si diventa ciò che si era (AltrOck Productions, ALT050)

2018 – Della stessa sostanza dei sogni (AltrOck Productions, ALT059)

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