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I am changing – La genesi del nuovo album degli Ancient Veil

I am changing - Genesi Ancient VeilI am changing, la storia

“I am changing” nasce dalla necessità di dare un seguito a quanto Alessandro Serri e Edmondo Romano avevano fatto insieme nel 1991 con “Rings of earthly light” degli Eris Pluvia (gruppo da loro fondato e guidato) e nel 1995 insieme a Fabio Serri con “The ancient veil”.

Dal 1995 Alessandro e Edmondo (a parte qualche collaborazione e vari tributi dedicati alla musica progressive) interrompono la loro collaborazione, pur rimanendo sempre in contatto.  Serri in questi anni di apparente silenzio si è dedicato molto alla composizione e, decidendo di fare una selezione di brani per un nuovo CD, contatta Edmondo che decide, trovandosi davanti a molto materiale già in parte completo, di rivestire in questo CD principalmente il ruolo di produttore e tecnico del suono oltre che quello di musicista. Quindi assieme selezionano i brani e decidono cosa inserire e cosa scartare. Successivamente il compositore inizia a lavorare ai brani scelti e ne parla con Fabio che in quel momento sta lavorando come direttore di un musical a Roma. Dopo una seconda selezione di brani, i due nel 2014 iniziano i lavori per dar vita al nuovo CD. Fabio a questo punto propone la collaborazione con un batterista che suona nell’orchestra del musical romano, Stefano Marazzi.

Iniziano così le registrazioni degli ospiti di questo disco, registrazioni che si svolgeranno tutte nei personali Home Studio. Le parti orchestrali vengono composte ed eseguite con i campionatori nella versione registrata da Alessandro e successivamente sostituite con strumenti veri. Quindi si contatta il violoncellista degli Gnu Quartet, Stefano Cabrera (che aveva già suonato in “The ancient veil”), Edmondo propone Roberto Piga per viola e violino, ai fiati si aggiungono Marco Gnecco all’oboe ed Elisabetta Comotto al flauto traverso, che con Edmondo ai clarinetti completano la sezione dei legni. Il tocco finale viene dato da Massimo De Stefano con il pianoforte a coda. Altre collaborazioni importanti sono quella di John Bickham leader degli “All light orchestra” con i suoi interventi come backing vocal e percussioni in tre brani, Mauro Montobbio, leader dei Narrow Pass, con la chitarra classica in due brani, Sirio Restani con la english concertina, Daviano Rotella come batterista in due brani e Martino Murtas (già batterista degli Eris Pluvia nel ‘91) come percussionista in un brano.

A completare lo spettro sonoro le due importanti voci femminili del disco: Anna Marra e Valeria Caucino. Con Anna, Alessandro e Edmondo hanno collaborato nell’ultimo lavoro dei Narrow Pass “A new day”, Valeria Caucino ha collaborato con loro sin dal primo lavoro composto quasi nella sua interezza da Alessandro ed Edmondo “Rings of earthly light” degli Eris Pluvia.

Tutta l’ultima parte del lavoro viene quasi interamente eseguita da Edmondo: editing, mixaggi e mastering, come la parte grafica, sia quella creativa che esecutiva. Per le immagini si avvale di due quadri della pittrice Francesca Ghizzardi (aveva già collaborato con loro nel periodo 1985/90 dove i due musicarono delle sue performance teatrali e aveva scritto molti dei testi di “Rings of earthly light”, compresa “Sell my feelings” cantata da Caucino), creatrice di forti immagini nonché madre di Edmondo.

Ultimo importante tassello di questo lavoro è l’incontro con il produttore Loris Furlan della Lizard Records, persona che stima realmente il lavoro degli Ancient Veil, riconoscendone una forte personalità. Da qui nasce una importante e forte sinergia per la realizzazione fisica e la promozione del CD. La distribuzione digitale viene invece affidata alla casa discografica Felmay di Beppe Greppi con cui Edmondo collabora da anni, una delle etichette italiane più importanti e longeve del territorio.

 

I am changing, la struttura

Ogni brano ha una sua storia e nasce in un periodo storico diverso. Possiamo provare a parlarne seguendo l’ordine in cui sono stati messi sul CD che non è chiaramente cronologico.

1) “Bright autumn dawn”

Composto a settembre 2012, è un brano strumentale che comincia acustico, diventa elettrico, ritorna acustico con l’orchestra ed il pianoforte e finisce elettrico. Vuole rappresentare un mattino luminoso d’autunno, dove gli stati d’animo si rincorrono, quindi si può trovare la tranquillità dell’inizio, l’agitazione nelle parti rock, la nostalgia nella parte orchestrale e la gioia nel finale.

2) “If I only knew”

Composta il 24 gennaio 2005, è una canzone che parla dell’amore perduto con il rimpianto del “se solo avessi saputo…”. Il testo è stato scritto insieme a Massimiliano Bet e rispecchia molto l’atmosfera di nostalgia mista a tristezza del brano, che culmina nello struggente assolo di chitarra elettrica.

3)”You will see me (intro)”

Introduzione del trittico “You will see me” che richiama con il solo uso dell’orchestra e del pianoforte, alcuni momenti del brano che arriverà soltanto dopo altri due brani, un po’ come un ouverture richiama le melodie di un’opera. Scrive Alessandro Serri: Mi è piaciuto molto scrivere questa parte, e comunque è sempre stato il mio sogno sentire un mio brano suonato da un’orchestra anche se lo avevo già realizzato nei brani “Flying” e “You’ll become rain pt II” in “The ancient veil”.

4) “I am changing”

Composta all’incirca nel 1996, nasceva dall’idea di fare una nuova suite sulla scia di “Rings of earthly light” ma alla fine il brano, pur mantenendo la struttura della suite, in realtà ha la durata di un brano normale.  Il testo è stato scritto da Alessandro Serri in italiano mentre la versione in inglese presente nel CD è stata curata da Richard Harris.

5) “Only when they’re broken”

Composta all’incirca nel 1997, è una canzone che nella sua struttura semplice non rinuncia all’utilizzo dell’orchestra. Il testo è stato scritto da Alessandro Serri insieme a Richard Harris. La seconda voce è di John Bickham, la chitarra classica solista è eseguita da Mauro Montobbio. Oltre all’orchestra c’è un piccolo intervento di English Concertina suonata da Sirio Restani.

6) “You will see me”

Composta il 9 gennaio 2009, parte centrale del trittico dove risuonano le melodie sia dell’intro che del finale. Dopo un’introduzione strumentale, si passa ad una parte cantata a due voci, (maschile Alessandro Serri e femminile Anna Marra). Non si può parlare di un classico duetto perché le due voci eseguono melodie completamente diverse che si sovrappongono come in un contrappunto. La storia parla di due persone che si trovano ai lati opposti di un muro di due paesi confinanti. Si conoscono soltanto attraverso le voci, e questo è bastato per farle innamorare. Cercano in tutti i modi un modo per raggiungersi e anche se alla fine non ci riescono, continuano comunque ad amarsi.  Il testo è stato scritto insieme a Massimiliano Bet.

7) “Fading light”

Composta il 6 febbraio 2009, brano rock strumentale con il pianoforte che mantiene una melodia ostinata in minore e le chitarre che oltre ad accompagnare eseguono la melodia che dapprima è molto triste, ma al passaggio in maggiore si rallegra e le chitarre passano a supportare il moog che esegue la linea melodica.

8) “ The fly”

Composta all’incirca nel 1996, brano completamente acustico dove ci sono praticamente solo chitarre (Alessandro Serri), batteria (Daviano Rotella) e percussioni (John Bickham) ad accompagnare le voci cantate all’ottava di Alessandro Serri. Anche in questo caso il testo è stato scritto da Alessandro Serri in italiano mentre la versione in inglese presente nel CD è stata curata da Richard Harris. Si tratta di un viaggio alla ricerca di se stessi dove ad un certo punto il protagonista comincia a volare. La frase finale dice “Guarda dentro di te qualche volta, anche tu potrai cominciare a volare” significa che se guardiamo sempre al di fuori di noi non riusciremo a migliorare mentre se guardiamo dentro di noi, non ci sono limiti alle nostre possibilità.

9) “Chime of the times”

Composta all’incirca nel 1985 con il titolo “Walking around” e completata nel 1988 con la parte introduttiva. Questo brano era compreso nel demo-tape degli Eris Pluvia. Inizialmente la voce doveva essere quella di Alessandro Serri, ma poi con Edmondo Romano è stato deciso di farla cantare a Valeria Caucino (voce di “Sell my feelings” in “Rings of eartly light”). Il testo è stato scritto da Alessandro Serri insieme a Richard Harris.

10) “You will see me (finale)”

Capitolo finale del trittico, e l’organico si riduce e diventa sempre più essenziale, infatti gli strumenti sono soltanto il pianoforte (Massimo De Stefano) ed il Moog (Alessandro Serri).

11) “A mountain of dust”

Composta all’incirca nel 2010. Anche questo brano ha la struttura di una suite. Sono stati utilizzati diversi strumenti a fiato, tra i quali spicca, oltre all’oboe ed al flauto traverso, la French Pipe suonata da Edmondo Romano. Il testo è stato scritto insieme a Massimiliano Bet. Alla fine di questo brano, dopo qualche secondo, è presente una ghost track che consiste in un’improvvisazione di pianoforte solo, eseguita da Massimo De Stefano.

Ancient Veil, marzo 2017

 

 

 

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