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Il Fuoco sotto la Cenere – La genesi del nuovo album de Il Cerchio d’Oro

Il Fuoco sotto la Cenere – La genesi del nuovo album de Il Cerchio d'OroLa nostra band si dedica alla musica per passione e come tutti gli hobbies riusciamo a mantenerla viva in mezzo ai vari impegni lavorativi, familiari e sociali. Questo per dire che questi quattro anni che separano l’uscita de Il Fuoco Sotto La Cenere dal precedente Dedalo e Icaro, non sono certo stati impegnati completamente alla preparazione del nuovo album.

Abbiamo partecipato a qualche live, individuato un nuovo chitarrista, Massimo Spica che in prima battuta ha dovuto capire il nostro stile e adeguare la sua tecnica a quella usata dai suoi predecessori al fine di affrontare al meglio le nostre esibizioni dal vivo; quando si è ritenuto che “la preparazione” fosse completata, siamo passati a creare un nuovo lavoro, tutti insieme.

La stesura dei brani, la loro definizione, l’adattamento ai testi, potendo lavorare a spizzichi e bocconi, ci ha impegnato per circa un anno e mezzo non senza difficoltà e confronti dovuti a differenti opinioni. Avevamo un compito gravoso perché il precedente Dedalo e Icaro è stato apprezzato moltissimo da critica e pubblico e dare un seguito ad un buon lavoro non è facile. Tutto questo ci ha reso molto selettivi e pignoli, ma alla fine abbiamo trovato la nostra strada. Molto tempo è stato dedicato anche alla registrazione delle varie tracce, proprio per i problemi accennati prima; l’editing precedente alla realizzazione del mastering si è rivelato particolarmente complicato, in primis perché anche il nostro ingegnere del suono Enzo Albertazzi ci si dedica nei ritagli di tempo (con molta pazienza e capacità) e in secundis perché siamo stati piuttosto esigenti. Volevamo ottenere quel suono “vintage” che è un po’ il nostro marchio di fabbrica insieme all’impasto vocale, ma nello stesso tempo cercando pulizia e buona qualità.

I rimanenti mesi sono stati impiegati per motivi “tecnici”, cioè per quelle fasi che la produzione richiede nella preparazione di tutto ciò che è correlato e che serve a commercializzare il prodotto.

A ottobre sarà disponibile anche la versione in vinile che, oltre al valore aggiunto dell’oggetto quasi sacro per gli estimatori, offrirà una visione migliore della grafica.

Le immagini inserite nel CD e nel vinile sono state realizzate da Pino Paolino che è anche il nostro paroliere storico e ambientate in parte in una fortezza seicentesca, riutilizzata anche durante le due guerre mondiali, situata a Capo Vado, a pochi km da Savona. Sempre su quelle colline abbiamo trovato un bosco, una sughereta per la precisione, che è stata recentemente devastata da un incendio. Un luogo incredibile, quasi magico, rovinato dalle fiamme ma che presentava già qualche mese fa (e ancora di più oggi) i segni di una natura offesa che voleva reagire e risorgere: i due aspetti, quello evidente e quello nascosto…

L’attuale formazione comprende oltre ai componenti originali della prima ora (Gino Terribile, batteria e voce, Giuseppe Terribile, basso e voce, Piuccio Pradal, chitarra acustica e voce, Franco Piccolini, tastiere) anche Massimo Spica, chitarra e cori, con precedenti e significative esperienze  in prog band di ispirazione anglosassone ed americana e Simone Piccolini, tastiere e cori, figlio di Franco con precedenti esperienze in campo rock e blues, prezioso aiuto già in altre nostre registrazioni ed esibizioni live, suonando anche la chitarra. Giovane ma con un po’ di DNA “classico” che gli permette di capire e seguire le nostre esigenze, al punto che ha composto un brano “sposato” con molto piacere alla causa del nuovo album.

Questa “nuova linfa” ci ha dato l’opportunità di impostare qualche differenza nel nostro sound che speriamo venga apprezzata.

Infine, gli ospiti! Le nostre scelte sono state dettate da amicizia e da ricerca.

Paolo Siani, batterista e co-fondatore della Nuova Idea non ha bisogno di presentazioni, ci si conosce da tempo, stima reciproca, ottimo professionista che sa suonare “con il cuore”.

Giorgio Usai, storico tastierista della Nuova Idea e dei New Trolls, nonché di altre importanti formazioni che da 40 anni a questa parte ci regalano ottima musica. Anche per lui legami di amicizia e stima reciproca. Entrambi contenti di poter dare il loro apporto.

Pino Ballarini, cantante indimenticato de Il Rovescio della Medaglia. Non ci conoscevamo di persona, ma la Black Widow ci aveva consigliato di contattarlo perché persona disponibile e sensibile. Per noi è stato un tuffo al cuore, come dimenticare la sua voce e il suo stile (Contaminazione è nei nostri cuori). Il feeling è stato immediato e il risultato lo potete giudicare voi. La cosa più curiosa è che Pino si è identificato perfettamente nella storia narrata nel brano (Per Sempre Qui) e questa inaspettata coincidenza con la sua storia personale, l’ha portato ad interpretarlo con grande sentimento.

Da sottolineare che tutti e tre gli ospiti hanno inciso le loro parti su una base molto semplice e approssimativa senza percepire completamente il lavoro finito, quindi siamo onorati della loro fiducia che crediamo sia stata ripagata in quanto si sono dichiarati tutti entusiasti del prodotto finale.

Quando abbiamo completato le registrazioni abbiamo cercato di dare maggior risalto al lavoro che avevano preparato cambiando qualche arrangiamento per esaltare il loro stile.

Una considerazione a parte vale per “Il fuoco sulla collina” cover di un brano del compianto Ivan Graziani. Si tratta della prima volta che pubblichiamo il rifacimento di un brano altrui, ma quando Massimo Gasperini, patron della Black Widow ci ha solleticato con questa proposta, abbiamo accettato la sfida perché a nostro giudizio è perfettamente pertinente al nostro “Concept” e, inoltre, tutti noi amiamo questo brano così come tutta la produzione dello straordinario musicista che era Ivan; purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Abbiamo dedicato attenzione e “cuore” per arrangiare la nostra versione, colorandola di “prog”: crediamo che si senta.

I brani:

Viviamo in un mondo che brucia sotto la cenere e, frequentemente, il fuoco esce fuori con violenza. Anche per noi umani è la stessa cosa

1) Il fuoco sotto la cenere: un percorso intimo nella mente di una persona che, come succede a quasi tutti noi, si deve confrontare con le disavventure e le problematiche quotidiane e alla lunga non riesce più a trattenere la rabbia, la propria forza interiore e l’inquietudine che covavano nel proprio animo.

2) Thomas, l’incendio di Londra: poco da spiegare… l’incendio distrugge ma alla fine permette di intraprendere nuovi percorsi e nuova vita. Il fuoco è reale, la cenere anche, ma da questa cenere, rinasce una possibilità… quasi un’araba fenice.

3) Il rock e l’inferno: il rock è associato nella mente di qualcuno a qualcosa di diabolico, infernale, ma è soprattutto una comunicazione, il trasmettere uno stato d’animo. Anche noi del Cerchio, seppure non più giovani, abbiamo dentro questa fiamma e, come nel caso di questo brano, spunta fuori sotto le sembianze di un rock incalzante che ricorda i vecchi tempi.

4) Il fuoco nel bicchiere: storia di una dipendenza (dall’alcool), il tentativo di allontanarsi da questo fuoco che purtroppo, affiora di continuo e sembra sconfiggere il protagonista, pervaso dalla malinconia e dalla consapevolezza di non riuscire a spegnerlo.

5) I due poli: il bipolarismo è quasi un passaggio obbligato nei nostri racconti. Chi più di un bipolare ha due aspetti in perenne conflitto tra di loro? Un lato apparente e l’altro è “sotto la cenere” e puntualmente si trasforma in “fuoco” scambiandosi il ruolo. Un percorso destinato ad essere irrisolto ed infinito!

6) Per sempre qui: un ipotetico personaggio (nel quale si è identificato lo stesso interprete del brano e insieme a lui molti di noi) che ha passato buona parte della sua vita lontano dalla sua terra, dai suoi affetti, in cambio di prosperità e benessere; ma alla fine, il desiderio di tornare alle sue origini, il suo “fuoco sotto la cenere” ha prevalso su tutto il resto e l’ha spinto a ritornare. Se vogliamo, una sorta di moderno “Ma se ghe pensu” meno drammatico, ma intenso!

Buon ascolto de Il Fuoco sotto la Cenere.

Franco Piccolini – Il Cerchio d’Oro, settembre 2017

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