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Il ricordo di Giorgio Carana nelle parole di Irene Caruso

giorgio-carana-irene-caruso-HamelinProgLuglio 2016, l’ultimo mese che vide Giorgio Carana tra noi.

Non vi dirò chi era ma chi è, perché di Giorgio ne nasce uno al mondo e vi rimane in un modo o nell’altro. Senti il privilegio di averlo vissuto ed è impossibile strapparselo di dosso.  Penso che la vita di chi lo conobbe, e intendo lo conobbe, anche solo sfiorandolo ad un suo passaggio, ebbe da arricchirsi di luci e colori differenti da quelli usuali. La sua immensa eredità lasciata ad un tavolo di un caffè, su di un palco o in metropolitana, dal Giappone alla Sicilia, dal suo primo sguardo all’ultimo della sua vita. Ebbe da far danno a chi non amava sentire troppo, ebbe da insegnare a chi non pensava di imparare.

Ebbene si, non ho da parlare di ricchezze materiali, fossero semplici riconoscimenti, perché Giorgio non cedette a nessun compromesso per ottenerle ed è questo che lo distingue e lo eleva al di sopra di quei tanti artisti più conosciuti, certo non più bravi, per i quali in troppi, alla loro morte, piangono lacrime indotte da chi ha deciso che debbano essere ricordati per semplice tornaconto.

Eppure, nel tacere quello, ci sarebbe altro da dire su Giorgio. Si potrebbe parlare di ciò che potrebbe chiamarsi impegno sociale, un impegno che va oltre l’immaginabile. Ebbene non ho da parlare nemmeno di questo, nessuno ha meritato e meriterebbe tanto…

Chi sono io? Sono lei, Irene, la donna che ha avuto l’onore di accompagnarlo negli anni più importanti e preziosi della sua vita: gli ultimi, quelli dove egli arrivò saturo di conoscenza, saggezza e splendore; gli anni delle scelte importanti che concludono una vita speciale, ed io tra queste scelte non lo deluderò fino alla mia morte ed oltre.

Per sempre vivo.

Vi lascio con una riflessione di Giorgio che riassume l’assurdo gioco della vita. Gioco che per lui non era più segreto:

“Molte delle cose che facciamo e che danno un carattere al nostro percorso di vita nascono casualmente; anzi, se valutiamo le innumerevoli possibilità che un’azione mette in moto, ci accorgiamo di come tutta la nostra vita sia il frutto di concause casuali.

Però, se si riesce a cogliere questa casualità, ecco che la stessa scompare e svela il percorso che si snoda in una serie di fatti che, messi insieme, formano la nostra unicità.

La persona sensibile, attenta, scoprirà che il caos degli eventi che veicola le scelte quotidiane non è più tale ma fa parte di una legge armonica che regola l’universo e le nostre esistenze in una logica coerente che altrimenti ci sfugge.” (Giorgio Carana)

Irene Caruso

L’artista Giorgio Carana: clicca qui.

L’esperienza Leviathan nel ricordo di Andrea Moneta: clicca qui.

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3 comments

  1. patrizia solazzi

    Cara Irene…leggo con grandissimo dolore solo oggi della scomparsa di ormai un anno fa di Giorgio…ancora non ci credo….Ero una sua amica e gli volevo bene. Posso sapere qualcosa in più, ti prego scivimi.

    E pensare che ho pubblicato proprio ieri una performance di musica su cui ho messo un testo poetico e voce che avevo creato di mia iniziativa,.
    Il brano scritto da lui agli esordi, di musica elettronica , era su una sua base che trovai per caso su internet e così ci conoscemmo 7 anni fa.
    Nonostante ci fossimo poi poco frequentati successivamente , ho avuto modo di capire la sua grande personalità e lo ho sempre ammirato per l’impegno sociale. Una grande persona, putroppo molto sforunata. La sua morte mi affligge ora moltissimo. Tu che gli sei stata vicina dimmi se puoi qualcosa in più, ti prego.
    Ti metto qui il video che feci allora.
    Un abbraccio
    https://vimeo.com/11031785?ref=fb-share&1
    Patrizia

  2. Ciao Patrizia, grazie per la testimonianza. Il tuo messaggio è stato inoltrato ad Irene.
    Un saluto

  3. Ciao Patrizia, non avevo notato il tuo messaggio su questa pagina. Anche se ci siamo già lungamente parlate, è stato molto gradito il gentile pensiero di Alex Ruggi e del suo staff di farmi recapitare il tuo messaggio via posta. Doppiamente grazie a loro perché hai subito trovato il mio nome tramite questo articolo di un anno fa, quando scelsero di dare spazio al mio personale saluto a Giorgio. Che dire, questa rivista è gestita da persone speciali. A te, cara Patrizia, sensibile e poliedrica artista non meno di Giorgio, esprimo nuovamente tutto il piacere di averti conosciuta. La composizione che hai utilizzato è uno dei primi esperimenti elettronici di Giorgio con i quali dimostrò come le arti visive potessero essere lette in suoni; fu la scoperta di un algoritmo di conversione tra differenti unità di misura che suscitò all’epoca non poca curiosità. Troverai presto il tuo suggestivo video nella pagina facebook “Ricordando Giorgio Carana”.
    Grazie Patrizia, grazie Alex, grazie HamelinProg, grazie Giorgio.

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