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Illusioni – La genesi del nuovo lavoro dei Quarto Vuoto

Illusioni – La genesi del nuovo lavoro dei Quarto VuotoIl nostro nuovo album “Illusioni” è un concept album di sei brani che rappresenta una totale rottura con quello che è stato il nostro EP di esordio, “Quarto Vuoto”.

Innanzitutto, il cambio stilistico più evidente è nella natura completamente strumentale del nuovo disco: a fine agosto 2015 abbiamo deciso di separare il nostro percorso artistico da quello di Federico, il nostro ex cantante e violinista, intraprendendo così una via che ci sembra più stimolante, più probante per le nostre capacità compositive e tecniche. Con un linguaggio strumentale troviamo inoltre che lo stesso ascoltatore possa trovare una maggiore libertà interpretativa: i nostri brani hanno tutti un significato, una storia da raccontare, ma non vogliamo per questo vincolare chi ascolta a un messaggio univoco e immutabile. Vogliamo piuttosto che si lasci trasportare dal suono, rievocando immagini che per tutti saranno diverse grazie alla naturale differenza che c’è tra ognuno di noi, ma che allo stesso tempo siano legate dal messaggio che desideriamo trasmettere.

Sempre dal punto di vista stilistico, con questo nuovo disco abbiamo cercato di evolvere e, per certi versi, svecchiare le nostre sonorità, approfondendo la ricerca dei suoni nei singoli strumenti e aprendo le nostre influenze creative anche ad artisti più contemporanei e sperimentali. Abbiamo voluto, o quantomeno cercato, di essere progressivi nel senso più puro del termine: i primi musicisti prog erano aperti a quante più contaminazioni possibili e non cercavano di suonare un genere ben definito. Ed è esattamente così che abbiamo voluto affrontare la composizione dei brani di “Illusioni”.

Il concept è racchiuso nel titolo e abbiamo cercato di spiegarlo esclusivamente tramite le sonorità dei brani. Attraverso la nostra musica vogliamo narrare e descrivere la percezione che ha l’uomo della realtà che lo circonda: i nostri affetti, le cose a cui teniamo sono realmente importati nella realizzazione del nostro percorso di vita, o sono semplicemente delle illusioni, appunto, che alla fine della nostra esistenza non portano, cinicamente, a nulla? I sei brani rappresentano differenti fasi della percezione umana: l’innocenza e la fantasia tipica dell’infanzia, la ribellione giovanile, la consapevolezza dell’età adulta, le difficoltà, a volte apparentemente insormontabili, che andiamo ad affrontare, la nostalgia e la saggezza dell’anzianità, fino alla realizzazione del proprio percorso di vita. Ed è solo alla fine di questo percorso che si ottiene la risposta alla domanda di partenza. Non vogliamo provare a dare o suggerire una risposta, sarebbe troppo più grande di noi, ma vogliamo accompagnare l’ascoltatore in una riflessione.

Da un punto di vista più pratico, invece, “Illusioni” rappresenta una svolta dal nostro primo lavoro perché non usciamo più in autoproduzione, ma siamo sostenuti da Lizard Records di Loris Furlan: un’istituzione per gli appassionati di progressive e di musica sperimentale. Siamo entrati in contatto con Loris poco dopo la pubblicazione di “Quarto Vuoto”, grazie all’intermediazione del nostro amico Pierpaolo Lamanna, titolare di Moving Records a Villorba (TV). Entrambi hanno subito creduto in noi, sostenendoci anche nella scelta di diventare un gruppo strumentale.

Loris ci ha lasciato totale libertà di azione nella realizzazione del disco, registrato anche con il supporto di due musicisti ospiti che ci hanno aiutati ad ampliare la nostra tavolozza sonora: Giulio Dalla Mora al sax tenore in “Impasse” e “Apofis” e Mauro Spinazzè al violino in “Tornerò”. Giulio è un bravissimo jazzista e collabora anche con un gruppo reggae, gli Anima Caribe, mentre Mauro è un violinista che gira il mondo eseguendo un repertorio barocco. Nonostante vengano da esperienze musicali differenti, si sono calati alla perfezione nel nostro mondo creativo, interpretando in maniera eccellente le nostre indicazioni.

“Illusioni” è stato registrato a fine febbraio 2017 e principalmente in presa diretta al Teatro delle Voci a Treviso, uno dei più grandi studi d’Europa, mentre il violino è stato ripreso allo Stardust Studio di Villorba (TV). Alcune sovraincisioni di tastiera, infine, sono state realizzate in home recording dal nostro fonico storico per le esibizioni dal vivo, e soprattutto grande amico, Roberto Zugno. I lavori in studio sono stati però seguiti da altri fonici: Francesco Dal Poz e Alberto Bonso, con quest’ultimo che ha anche eseguito la fase di mixing e di mastering dei brani. Sono due ragazzi giovani, nostri coetanei, e anche per questo abbiamo deciso di lavorare con loro: si è rivelata una scelta assolutamente vincente anche per il clima di collaborazione che si è creato nei giorni di registrazione.

La parte grafica del CD e il videoclip che ha accompagnato l’uscita del singolo “Nei colori del silenzio”, sono invece a cura di Lorenzo Giol, un giovane animatore di Pordenone. L’artwork presente nel libretto enfatizza e sviluppa il carattere di ogni brano in una collezione di tavole illustrate, un insieme di percorsi e simbolismi che guidano l’ascoltatore all’intimità artistica dell’intero lavoro. Le evoluzioni di forme e colori vogliono coniugare la percezione uditiva a quella visiva guidando nella più profonda riflessione e introspezione emotiva, in una sorta di viaggio sinestetico.

Nella sua completezza, “Illusioni” sigilla in uno scrigno eterno la musica e il pensiero di Quarto Vuoto.

Quarto Vuoto, luglio 2017

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