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Jade Warrior – Released

Jade Warrior (1971) ReleasedJADE WARRIOR

Released (1971)

Vertigo

 

Nell’aprile del 1971 Jade Warrior, formazione culto della scena progressiva britannica che prende il nome dalle antiche tradizioni dei samurai giapponesi, pubblica il suo secondo album in studio, Released, a distanza di pochi mesi dall’omonimo album d’esordio.

L’originale trio composto da Tony Duhig (chitarra), Jon Field (flauto, congas, percussioni) e Glyn Havard (voce, basso), assistito dagli ospiti Dave Conners (sax tenore, sax alto, flauto) e Alan Price (batteria), continua nell’originalissima fusione tra musica occidentale e orientale tracciata già nel precedente lavoro, proponendo un mix di musica etnica, jazz rock, acid folk, blues, hard e venature esotiche e psichedeliche. Le uniche differenze rispetto all’album precedente riguardano il minor numero di brani e la conseguente maggior lunghezza degli stessi, nonché il prezioso apporto dei due ospiti che consentono ai Jade Warrior di poter contare su un più massiccio utilizzo di fiati e percussioni. Una significativa novità è tuttavia rappresentata dall’adozione di soluzioni jazz delicate e raffinate che col tempo dirigeranno il suono verso i lidi più tranquilli della successiva produzione (da “Floating World” in poi).

L’album si apre con Three-Horned Dragon King, brano vivacissimo che accosta la ruvida chitarra zeppeliana di Duhig alle percussioni etniche di Field, tra le quali si insinua il sax di Conners e, a far da base, la batteria jazz di Price. Balza subito agli occhi (o meglio agli orecchi) la varietà di generi musicali che influenza il suono della band, diventandone di fatto il vero punto di forza.

Eyes On You non avrebbe affatto sfigurato in “This Was” dei Jethro Tull. Le soluzioni hard di chitarra, basso e batteria, infatti, sono ampiamente stemperate dall’invasivo intreccio di flauto e sax, che contribuisce a creare un’atmosfera decisamente blues rock.

Bride Of Summer è una delicata ballata per chitarra flauto e voce. Il rassicurante canto di Havard  evoca visioni di paradisi bucolici resi acidi dai suoni ruvidi della chitarra di Duhig nella seconda parte del brano.

Water Curtain Cave è un brano strutturato su più parti: guidato inizialmente dal sax di Conners, che sembra andare ad intuito, il testimone passa in seguito alla sottilissima chitarra di Duhig.

In linea con i brani di apertura anche Minnamoto’s Dream, guidata dalla tormentata chitarra di Duhig e da un’andatura rhythm & blues su cui Field e Conners vanno ad inserire elementi estranei che ne decontestualizzano l’originaria matrice, con un uso ritmico, modulato dei fiati che ricorda i Van der Graaf Generator.

Quello di We Have Reason To Believe è rock’n’roll allo stato puro, in cui sono proprio l’acido sax di Conners e la chitarra rockabilly di Duhig a dividersi la scena, con la sezione ritmica impegnata a garantire il giusto supporto. Una scelta sfacciata questa dei Jade Warrior che si rispecchia anche nella differente vocalità di Havard e dei cori che lo sostengono nei passaggi più vivaci.

Lo strumentale Barazinbar, con i suoi scarsi quindici minuti, è il brano più lungo dell’album. Una lunga jam il cui obiettivo principale è quello di riuscire a far convivere i più disparati elementi sonori: dai granitici riff di chitarra di Duhig ai fraseggi fiatistici di Field e Conners, dalle calde e coinvolgenti percussioni all’estemporaneità jazz. Le liquide atmosfere iniziali, parzialmente scandite dalle percussioni, vengono spazzate via dall’energica massa sonora che fonde folk, free jazz e hard rock.

Chiude l’album la placida Yellow Eyes, una vera e propria ninna nanna in cui le dolci melodie del flauto di Field e i delicati arpeggi della chitarra acustica di Duhig accompagnano la flebile voce di Havard nel soave congedo finale.

Nel complesso Released propone una band e un suono decisamente fuori da qualsiasi canone stilistico, con forti influenze dovute soprattutto alle precedenti esperienze dei membri della band (July su tutti, da cui provenivano Duhig e Field).

Per maggiori info:

www.jadewarrior.com

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2 comments

  1. Denis Di Nicolò

    I Jade Warrior…ovvero quando l’originalità viene prima di tutto. Difatti secondo me questo gruppo non ha quasi nessun punto in comune con le altre band coeve,denotando un gusto ed un’originalità davvero incredibile! Il primo disco (seppur tormentato da una produzione e da un mixaggio abbastanza grezzo) già faceva intuire le grandi potenzialità del gruppo,adottando e plasmando diversi stili fra di loro (in quel caso psichedelia,blues, musica etnica orientale e folk),ma già dal secondo disco (questo superbo “Released”) i musicisti arricchiscono ulteriormente il loro bagaglio musicale incorporando elementi hard rock ( certi riff di chitarra sono davvero molto spigolosi e taglienti) e jazz che viaggiano all’unisono in maniera sempre molto equilibrata ed interessante! Per quanto concerne i miei gusti personali “Released” rimane il loro lavoro migliore,forte anche di alcuni brani da far venire la pelle d’oca (la pazzesca e caleidoscopica “Baranzibar” o ” Water curtain cave” tanto per citarne alcuni)! Ad onor del vero anche i successivi dischi sono altrettanto belli (e tutti incredibilmente diversi tra di loro!). Il perchè questi geniali musicisti non abbiano mai ottenuto uno straccio di riconoscimento, per me rimane un vero mistero! MAH!! Meno male che ci siete voi a ricordare certe band FONDAMENTALI! La recensione descrive al meglio il contenuto del disco (il che non è per niente facile,visto la grande mole di roba contenuta al suo interno). Complimenti vivissimi ragazzi!

  2. Grazie mille Denis!!! 😉

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