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Jordsjø – Jord

Jordsjø (2018) Jord (9 marzo 2018, KAR138)JORDSJØ

Jord (2017)

Autoproduzione

I Jordsjø nascono ad Oslo, nell’autunno 2014, dalla collaborazione tra Håkon Oftung (voce, flauto, chitarra, tastiere) e Kristian Frøland (batteria). Il nome della band significa TerraMare (Jord = Terra; Sjø = Mare) ed è tratto dalla saga fantasy di Ursula Kroeber Le Guin, portata sullo schermo con un film di animazione dal leggendario studio Ghibli e diretto da Gorō Miyazaki. Il loro sound è inconfondibile, fedele al miglior prog scandinavo degli anni ’90: ricco ma misterioso, delicato ma rabbioso, come la natura nordica. Oftung è un personaggio molto attivo musicalmente: oltre a cantare, comporre e a suonare in studio tutti gli strumenti (tranne la batteria), fa parte dei Tusmørke (con lo pseudonimo Dauinghorn Av Jordsjø) ed è membro aggiunto dei Wobbler.

Il debutto dal vivo della band avviene nell’estate 2015 mentre per la prima uscita discografica, “Jordsjø I”,  bisogna attendere il 9 settembre dello stesso anno. L’album viene pubblicato in musicassetta ed è caratterizzato da sonorità old school. Pochi mesi dopo, il 22 febbraio 2016, è la volta di “Jordsjø II” secondo lavoro, disponibile sempre in musicassetta, al quale segue “Songs from the Wasteland Northern”, una musicassetta divisa con Breidablik. Tutte e tre le musicassette sono state successivamente rilasciate come doppio LP e in formato digitale per soddisfare le richieste di collezionisti e appassionati.

Il 27 gennaio 2017 viene dato alle stampe Jord, quarto album in studio della band, disponibile in due limitatissime musicassette (25 pezzi in nastro marrone e 25 in nastro nero) e in vinile. L’album desta fin da subito l’attenzione della Karisma Records, etichetta norvegese molto attiva in ambito prog, che propone ai Jordsjø di pubblicare Jord per la prima volta in CD il 9 marzo 2018.

Fin dall’opener Over Vidda l’elemento naturale permea le sonorità della band enfatizzando il viscerale legame con la terra natia. Gelide folate di vento accompagnano gli stridenti sibili del flauto di Oftung spalancando le porte ai magici scenari scandinavi sospesi tra fiordi e altopiani ghiacciati.

Abstraksjoner Fra Et Dunkelt Kammer avanza con passo felpato tra morbide soluzioni cinematografiche e nervosi affondi prog. La passione di Oftung e Frøland per le colonne sonore dei vecchi film horror si fonde alle oscure e articolate architetture sonore di Anekdoten ed Änglagård. Il suono che ne scaturisce è cupo, caratterizzato da ripetute variazioni ritmiche, da un basso ossessivo, da tastiere vintage e dall’immancabile flauto. Le asperità fonetiche della lingua madre conferiscono al brano toni drammatici e contorni spigolosi.

Nella vivace e disarticolata Finske Skoger (Foreste finlandesi) rivivono le briose atmosfere settantiane del prog folk scandinavo che Oftung ha modo di approfondire anche con i Tusmørke. Il suo flauto andersoniano, qui rimarcato fedelmente dalla chitarra, monopolizza la scena lasciando poco spazio a tastiere e Hammond. Il contributo al basso di Robert William Dall Frøseth, invece, irrobustisce il sound con calde e avvolgenti vibrazioni che ben si sposano con le dinamiche ritmiche di Frøland.

I due capitoli di Jord esplorano con profondità l’aura di misticismo che avvolge la Terra scandinava. L’ectoplasmatico Mellotron e le malinconiche melodie del flauto fanno di Jord I l’anello di congiunzione tra l’oscuro sottobosco di “Underjordisk Tusmørke” e le sinfonie bucoliche di “Viljans Öga“. Jord II, invece, si lascia dapprima tentare dalle soluzioni crimsoniane degli Änglagård (chitarra fratturata, basso ruvido à la Brand, Mellotron e flauto) per poi immergersi nelle cupe atmosfere di “Storm Corrosion” e amalgamare prog sinfonico, folk nordico e classicismo.

La Meg Forsvinne! (Lasciami morire!) si perde in dilatazioni spaziali che non le impediscono di rimanere ancorata al più oscuro verbo progressivo. Il mood languido e decadente agevola i contributi di Oftung al flauto e alla chitarra, ma è egli stesso a dar vita ad un incalzante dark prog settantiano che cambia volto al brano e scuote il drumming di Frøland.

Chiude l’album Postludium ricercato esercizio di kosmische musik che amplia lo spettro sonoro e, molto probabilmente, apre nuove strade alla band norvegese (già a lavoro per la definizione di “Nattfiolen”, il quinto album in studio).

Per maggiori info: Facebook | Bandcamp

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