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Machina Coeli – Gnosis

Machina Coeli (2017) GnosisMACHINA COELI

Gnosis (2017)

Masked Dead Records

Dopo aver (quasi) recuperato dall’oblio l’album “Finitor Visus Nostri” di Machina Coeli nel 2016, la Masked Dead Records concede il bis pubblicando il doppio mini-CD Gnosis. Composto e registrato verosimilmente nel 2009, il nuovo album della one man band dietro cui si cela Coatl M. Evil, è un viaggio spirituale ed evocativo basato sul ritrovamento dei vangeli apocrifi di Nag Hammâdi e sul misticismo gnostico.

I due capitoli di Gnosis, Abraxas e Chnoubis, si sviluppano tra sonorità ambient dalle tinte scure e una miscela di frammenti classici, solenni e medievaleggianti affidati esclusivamente alle tastiere “narranti” di Coatl M. Evil.

L’anima gnostica ed esoterica del lavoro emerge già dalla parte grafica che vede raffigurati Abraxas (divergenti e numerosi sono i significati e le interpretazioni date al nome. I vangeli di Nag Hammâdi, tra gli altri, lo presentano come un importante Eone, una delle emanazioni più importanti del Dio primo), l’Uovo Orfico (archetipo cosmogonico presente in numerose culture antiche), Chnoubis (serpente leontocefalo, uno dei 36 Decani della cultura egizia, gli dèi che governavano il cerchio zodiacale. Nello specifico era il primo Decano del Leone, mentre dagli gnostici viene raffigurato come dio creatore) e l’Ouroboros della Chrysopoeia di Cleopatra (il serpente, o drago, che si morde la coda è un simbolo molto antico dai tanti significati: l’infinito, l’eternità, il tempo ciclico, la perfezione e altri ancora. Gli gnostici gli attribuivano facoltà demiurgiche e, a volte, lo associavano al Cristo. Nello specifico si fa riferimento alla raffigurazione presente nel testo alchemico “Chrysopoeia di Cleopatra” al cui interno si leggono le parole “Ἓν τὸ πᾶν” – “L’Uno (è) il Tutto”).

La prima parte di Gnosis (Abraxas) si apre con la policroma Easter, 367 AD / December, 1945 AD. Dopo il “benvenuto” fatto di vocalizzi sacri, le tastiere prendono in mano la scena, dapprima con un’andatura che si muove tra Kraftwerk e I Signori della Galassia, poi con il tocco solenne alla Bartoccetti. E dopo una sosta eterea e una ripresa che fonde elementi medievaleggianti con l’elettronica, il finale scorre ricordando l’intro del brano “L’ombrello e la macchina da cucire” di Franco Battiato.

Quasi impalpabile la prima metà di Pleroma, un viaggio nello spazio profondo e nella kosmische musik dei Tangerine Dream. Tenera, ariosa e avvolgente la seconda parte, con un intreccio morbido ed evocativo di tastiere.

Accoglienza oldfieldiana per Sophia Achamoth (Separation), poi il flusso si fa più denso e descrittivo, sempre guidato, ovviamente, dalle tastiere di Coatl M. Evil, prima di chiudere il “cerchio tubulare”.

Avviluppante e poetica Eve and the Snake (Dialogue), caratterizzata da una soffice andatura dall’indole fiabesca, leggiadra, femminile (Eva). Sul finire il “cattivo” (Serpente) entra in scena e le tenebre ammantano il tutto.

La seconda parte di Gnosis (Chnoubis) prende il via con Creation (Samael – Chaos – Order – Slavery – Sadness), episodio che vede il ritorno in campo del solenne organo di Coatl M. Evil, con inserti elettronici cinematografici (dalle tinte morriconiane) a fare da secondo protagonista, prima che l’atmosfera si “frantumi”. A seguire lunghi momenti di smarrimento interrotti da suoni sintetici neri e corposi, a loro volta stoppati improvvisamente da vuoti e “cristalli”.

Con l’avvio di Re-Integration of Sophia (Leaving Darkness – Celestial Journey – Home Again – Completing The Aeon), Coatl M. Evil diventa un menestrello elettronico, quasi un Branduardi 2.0, prima di “smarrirsi” tra i meandri del cosmo e riprendere vigore poco oltre, tra passaggi tensivi e andature folkeggianti.

A New Aeon è forse l’episodio più “diretto”, quello che coglie il centro al primo colpo. Già l’intreccio tastieristico iniziale emana un’essenza “classica”, e a tratti progressiva, che viene poi svelata completamente dal piacevole segmento al piano (vedi Ludovico Einaudi) e arricchita dai numerosi elementi sintetici. Tutto molto ben orchestrato dalla mente creativa di Coatl M. Evil.

Si chiude con l’ipnotica Unity. Il loop in crescendo di organo è la guida degli ultimi quattro minuti di Gnosis. Tra i suoi “flutti” affiorano, per poi riscomparire, elementi elettronici che seguono relativamente il suo tracciato.

Gnosis illumina, brilla e trasporta.

Per maggiori info e per ascoltare l’album: Machina Coeli – Gnosis

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