Magma

Magma - band 24-11-2014

Il percorso dei Magma è tra i più interessanti della scena prog mondiale,  e fa della storia del combo di Christian Vander l’odissea più duratura e più ricca di nuovi sviluppi di tutte le band francesi degli anni sessanta e settanta.

Figlio del leggendario pianista di Claude Nougaro, Maurice Vander, Christian mette a punto un progetto “totale” influenzato dal free jazz di Coltrane e Coleman, da compositori contemporanei come Orff, Bartòk, Stravinski, Stockhausen, da atmosfere wagneriane e da Sun Ra e Soft Machine.

I Magma adottano un logo a forma d’artigli d’aquila che sembra uscito da un libro di fantascienza, indossano costumi di scena simili ai pompieri di “Fahrenheit 451”, e Vander inventa su misura un nuovo mondo (Kobaïa) e una nuova lingua (il kobaïano, con tanto di sintassi grammaticale).

Ciò che risalta di più è la musica ossessiva e spigolosa, angosciante e, in qualche occasione, addirittura “sgradevole”. La grande originalità dei Magma li porta a creare un vero e proprio sottogenere musicale: lo Zeuhl, termine kobaïano che significa “celestiale” e che erroneamente viene interpretato come “musica celestiale”. Lo Zeuhl è il risultato della fusione di generi musicali come il neoclassicismo, il romanticismo, il modernismo e la fusion. Gli elementi comuni sono una sensazione oppressiva o disciplinata, ritmi marziali, bassi pulsanti, pianoforte etereo, piano elettrico, ottoni e cori orffiani.

I Magma sono l’unica formazione non inglese in grado di reggere il confronto con i gruppi storici del progressive di lingua inglese, il marchio più noto e rispettato del rock francese, ma anche una delle band più originali, innovative, inquietanti di tutta la musica moderna.

Costruito sugli eccessi di Christian Vander, batterista assai ispirato, esaltata dal gioco del pianista François Cahen, il chitarrista Claude Engel e lo straordinario cantante Klaus Blasquiz, il gruppo colpisce il pubblico e la stampa. Il primo doppio album omonimo è accolto dalla critica, giustamente, come l’evento dell’anno (1970). Vander narra la saga fantascientifica tra il pianeta Kobaïa e la Terra. La musica non riesce ad avere un’immediata classificazione, anche in ambito progressivo, e suscita scalpore, curiosità e sconcerto.

Presto arrivano anche i conflitti d’ego: Claude Engel lascia il gruppo, seguito da molti altri, stanco di lavorare sotto il pugno di ferro di un Vander che detiene fermamente il potere.

Con “1001° Centigrades” (1971) lo stile Magma man mano prende forma. La musica si fa gradualmente più complessa e minacciosa, ma riesce a catturare col suo fascino sinistro e inquietante.

Le esibizioni dal vivo dei Magma, nel tentativo di descrivere un mondo futuristico fortemente soggiogato da una dittatura infernale e terrificante, diventano rapidamente fonte di malintesi: i Magma condannano il totalitarismo o ne sono il servile propagatore? Un polemica sterile, in verità, ma che taglia le ali alle smisurate ambizioni di Vander e dei suoi uomini.

Il magnifico terzo album, “Mekanïk Destruktïw Kommandöh” (1973), non risolve la situazione e le sue presentazioni dal vivo vengono spesso interrotte da manifestazioni e scontri che scuotono le certezze iniziali del gruppo.

Nel 1974 esce “Köhntarkösz”, disco dal fascino sinistro e inquietante, privo di una melodia canonica, saturo di vocalizzi oscuri e di riferimenti mistici. L’album presenta anche un tributo a Coltrane, una lunga suite divisa in due parti. Sempre nello stesso anno viene pubblicato l’album “Wurdah Ïtah”, colonna sonora per il film “Tristan et Iseult” di Yvan Lagrange. Il disco esce sotto il marchio Magma pur essendo interamente composto dal solo Vander.

Nel 1975 la band pubblica il Live “Hhaï”, registrato nello stesso anno a Parigi. È uno dei live più sconcertanti del progressive, testimonianza esclusiva di uno spettacolo unico per effetti scenici e proposta musicale.

Il 1976 è l’anno di “Üdü Wüdü”, disco dalle atmosfere cupe che presenta la suite “De Futura”, composta dal bassista Jannick Top, che occupa per intero la seconda facciata.

Nel 1978 i Magma rilasciano “Attahk”, album che segna una maggiore apertura musicale, ma che sancisce la fine del periodo d’oro della band francese.

Dalla fine degli anni settanta si succedono numerose reunion, fino al definitivo ritorno nel 1996, con una formazione allargata e continuamente rimaneggiata che, tuttavia, riesce a ricollegarsi alla musica e alle tematiche dei capolavori degli anni settanta.

Nel 2004 arriva la pubblicazione di un nuovo album, “K.A (Kohntarkosz Anteria)”, con materiale scritto tra il 1974 e il 1975. L’opera altro non è che il secondo capitolo della trilogia di “Köhntarkösz”, che si completerà nel 2009 con la pubblicazione del terzo ed ultimo capitolo, “Ëmëhntëhtt-Ré”, che chiude l’epopea kobaïana.

Nel 2012 la band pubblica “Félicité Thösz”, disco che presenta composizioni di recentissima realizzazione. La ritrovata vitalità vede i Magma tra le band storiche più attive del panorama progressivo odierno.

Il 10 gennaio 2015 i Magma pubblicano “Slang Tanz”, album composto da 8 brevi brani (il più lungo dura solo 3’30”) per una durata complessiva di circa venti minuti di musica. Alla brevità del lavoro, tuttavia, corrisponde un’esplosione di suoni e ritmi capace di far convivere Stravinskij con soluzioni dure e cupe.

Per maggiori info: www.furious.com/perfect/magma.html

Formazioni Magma:

Magma (1970)

Christian Vander: batteria, voce

Claude Engel: chitarre, flauto, voce

Francis Moze: basso, contrabbasso

François Cahen: piano

Teddy Lasry: sax soprano, flauto

Richard Raux: sax contralto e tenore, flauto

Alain “Paco” Charlery: tromba, percussioni

Klaus Blasquiz: voce

1001° Centigrades (1971)

Christian Vander: batteria, voce, percussioni

Klaus Blasquiz: voce, percussioni

François Cahen: piano

Francis Moze: basso

Teddy Lasry: clarinetto, sax soprano, flauto, voce

Jeff Seffer: sax, clarinetto basso

Louis Toesca: tromba

Mekanïk Destruktïw Kommandöh (1973)

Christian Vander: batteria, voce, organo, percussioni

Jannick Top: basso

Klaus Blasquiz: voce, percussioni

Jean Luc Manderlier: piano, organo

Rene Garber: clarinetto basso, voce

Claude Olmos: chitarra

Stella Vander: voce

Muriel Streisfield: voce

Evelyne Razymovski: voce

Michele Saulnier: voce

Doris Reinhardt: voce

Teddy Lasry: ottoni, flauto

Ẁurdah Ïtah (1974)

Christian Vander: batteria, piano, Rhodes, percussioni, voce

Stella Vander: voce

Klaus Blasquiz: voce, percussioni

Jannick Top: basso

Köhntarkösz (1974)

Christian Vander: batteria, voce, piano, percussioni

Jannick Top: basso, violoncello, voce, piano

Klaus Basquiz: voce, percussioni

Gerard Bikialo: piano, organo

Michel Graillier: piano, clarinetto

Stella Vander: voce

Brian Godding: chitarra

Live/Hhaï (1975)

Christian Vander: batteria

Klaus Blasquiz: voce

Stella Vander: voce

Bernard Paganotti: basso

Gabrial Federow: chitarra

Didier Lockwood: violino

Benoit Widemann: tastiere

Jean Pierre Asseline: tastiere

Üdü Wüdü (1976)

Christian Vander: batteria, percussioni, voce, piano, tastiere

Jannick Top: basso, brass arrangements, voce, synth

Klaus Blasquiz: voce, percussioni

Alain Hatot: sax, flauto

Patrick Gauthier: piano, synth (in “Weidorje”)

Bernard Paganotti: basso, voce (in “Weidorje”)

Stella Vander: voce (in “Üdü Wüdü”)

Lisa Bois: voce (in “Üdü Wüdü”)

Lucille Cullaz: voce (in “Üdü Wüdü”)

Catherine Szpira: voce (in “Üdü Wüdü”)

Attahk (1978)

Christian Vander (Dëhrstün): voce, batteria, percussioni, grand piano, Rhodes, chamberlin

Guy Delacroix (Ürgon and Gorgo): basso “Earth”, basso “Air”

Klaus Blasquiz (Klotz): voce

Rene Garber (Stundehr): voce

Benoit Widemann (Kahal): grand piano, Rhodes, mini-moog, oberheim polyphonic

Stella Vander (Thaud): voce

Lisa Bois (Sïhnn): voce

Tony Russo: tromba

Jacques Bolognesi: trombone

K.A. (2004)

Christian Vander: batteria, voce, percussioni

James Mac Gaw: chitarre

Emmanuel Borghi: piano, Rhodes

Frédéric d’Oelsnitz: Rhodes

Philippe Bussonnet: basso

Stella Vander: voce, percussioni

Antoine Paganotti: voce

Himiko Paganotti: voce

Isabelle Feuillebois: voce

Ëmëhntëhtt-Ré (2009)

Félicité Thösz (2012)

Stella Vander: voce, percussioni

Isabelle Feuillebois: voce

Hervé Aknin: voce

Benoît Alziary: vibrafono

James Mac Gaw: chitarra

Bruno Ruder: Fender Rhodes

Philippe Bussonnet: basso

Christian Vander: batteria, voce, piano, Rhodes, tastiere, percussioni

Slang Tanz (2015)

Stella Vander (Tauhd Zaïa): voce, percussioni

Isabelle Feuillebois (Enör Zanhka): voce

Hervé Aknin: voce

James Mac Gaw (Staiïss Ësslëhnt’): chitarra

Jérémie Ternoy: piano, Fender

Benoît Alziary: vibrafono, Fender Rhodes

Philippe Bussonnet (Gëhnohr Dügohnn’): basso

Christian Vander (Zebëhn Straïn de Geustaah): batteria, voce, percussioni

Album in studio:

1970 – Magma (ristampato col nome di Kobaïa)

1971 – 1001° Centigrades

1973 – Mekanïk Destruktïw Kommandöh

1974 – Ẁurdah Ïtah

1974 – Köhntarkösz

1976 – Üdü Wüdü

1978 – Attahk

1984 – Merci

2004 – K.A. (Köhntarkösz Anteria)

2009 – Ëmëhntëhtt-Rê

2012 – Félicité Thösz

2015 – Slang Tanz

Altro materiale:

1972 – The Unnamables (firmato come Univeria Zekt)

1975 – Live/Hhaï

1976 – Inédits

1981 – Retrospektiw (Parti I e II)

1981 – Retrospektiw (Parte III)

1986 – Mythes Et Legendes Vol. I (compilation)

1989 – Akt X – Mekanïk Kommandöh (demo e prove in studio di Mekanïk Destruktïw Kommandöh del 1973)

1992 – Akt I – Les Voix De Magma (live a Douarnenez il 2 august 1992)

1994 – Akt IV – Theatre Du Taur Concert, 1975 (live del 27 settembre 1975)

1995 – Akt V – Concert Bobino 1981 (live del 16 maggio 1981)

1995 – Akt VI – Concert Bobino 1981, DVD

1996 – Akt VIII – Bruxelles 1971(live al Theatre 140 il 12 novembre 1971)

1996 – Akt IX – Opera De Reims, 1976 (live del 2 marzo 1976)

1998 – Floë Ëssi/Ëktah (EP)

1998 – Simples

1999 – Akt XIII – BBC 1974 (live in studio per la BBC del 14 marzo 1974)

2001 – Trilogie Theusz Hamtaahk (Concert du Trianon), CD + DVD

2006 – Mythes et Légendes Epok 1, DVD

2006 – Mythes et Légendes Epok 2, DVD

2007 – Mythes et Légendes Epok 3, DVD

2008 – Mythes et Légendes Epok 4, DVD

2008 – Akt XV – Bourges, 1979 (live del 17 aprile 1979)

2008 – Studio Zünd: 40 Ans d’Evolution (box set di 12 cd, include gli album da Kobaïa a K.A.)

2009 – Live In Tokyo 2005

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