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Magnolia

Magnolia - band 2017

Il primissimo nucleo della band romana dei Magnolia si forma nell’autunno del 1994, quando Alessandro Di Cori (chitarre), Donatella Valeri (pianoforte, tastiere) e Bruno Tifi (chitarre) sono in cerca di un batterista, un bassista e di un/a cantante. Trovato il batterista, Settimio, ragazzo funambolico che sarà per tutto il periodo motore pulsante del gruppo, un bel giorno si presenta in sala Chiara Gironi, subito scelta perché, oltre ad una voce possente, era arrivata proprio il giorno del crollo del governo di un personaggio poco simpatico alla band. Il passaggio di Alessandro al basso completa la formazione che si concentra subito sulla scrittura di brani originali.

Nemmeno un anno e il gruppo, chiamato Eclissidra, ha già all’attivo un’ora e mezza di musica e una decina di concerti. Si decide così di pubblicare un CD singolo autoprodotto di 3 brani per un totale di 20 minuti. Tanti concerti, tante recensioni in ambito prog, qualche proposta di piccola etichetta per la produzione di un album, l’apprezzamento di Steve Rothery, chitarrista dei Marillion e idolo di Donatella e Alessandro, e gli Eclissidra continuano a cercare un loro sound originale al di fuori degli stereotipi. La difficoltà di inserirli in un genere è la bellezza ma anche il limite della band che in questo modo non riesce a trovare una collocazione di mercato adatta.

Due brani sembrano sul punto di lanciare il gruppo verso una maggiore visibilità, e la sensazione è quella di stare ad un passo dal grande salto. Sia “Vanno Oltre Te” che “Semplifica” attirano l’attenzione di alcune produzioni, anche grandi, ma l’anima commerciale della band si limita ad una manciata di canzoni, perché il grosso delle composizioni continua ad avere una sonorità per così dire, poco sanremese, e il gruppo riesce ad avere solo spiccioli di notorietà vincendo qualche festival (Angelita per la pace ad Anzio e il Festival Internazionale di Trento), per poi tornare nell’anonimato.

La band  non decolla  e i contratti discografici non vanno a buon fine. Il gruppo è stanco e a corto di idee finché un giorno, complice un articolo su “Internazionale”, nasce l’idea di scrivere una storia in musica, una reinterpretazione del cosiddetto concept album di tradizione seventies. Il sound è più grezzo e aggressivo, ed  inizia così la stesura de “La Zona d’Ombra”.

Seguono altri festival e concerti, ma, nonostante una piccola variazione di line-up (l’ingresso del bassista Simone Papale, il ritorno di Alessandro Di Cori alla chitarra e l’affiancamento di Marcus, mago dei synth per il riarrangiamento in chiave techno di alcune canzoni), la benzina è finita e i Magnolia, questo l’ultimo nome della band dopo aver visto l’omonimo film, decidono di fermarsi.

Passa ancora qualche anno e le sonorità che erano tipiche degli Eclissidra sembrano affacciarsi nel panorama internazionale. Gruppi come Anathema, Blackfield, Pineapple Thief, Riverside, Gazpacho, oltre ai più affermati Porcupine Tree, si muovono su un terreno che i ragazzi, senza successo, avevano provato a seminare nel decennio precedente; stesso dicasi per la voce femminile, fino a qualche anno prima tabù nei gruppi prog e prog metal, ora inizia ad avere più spazio (tra i tanti: Gathering, Nightwish, Mostly Autumn, Lacuna Coil).

Nel luglio del 2010, Alessandro Di Cori e Claudio Carpenelli, qualche giorno dopo il loro incontro al concerto dei Queensrÿche al Pistoia Blues, decidono di riformare la band. Così, dopo un’estate fitta di messaggi, nel settembre del 2010 i Magnolia rinascono con la formazione attuale e ripartono da “La Zona d’Ombra”, il concept album abbozzato una decina d’anni prima.

Si riparte da “La Gabbia”, ultima brano scritto prima dello scioglimento, al quale si accodano brani già scritti, come “Non ho”, “Lì fuori”, “Lettere di Annie”, “Ellis One” e “Black Out”.

Nel 2012 “La Zona d’Ombra” viene dato alle stampe dalla Lizard Records. Il concept album si ispira alla storia di David Hicks, un giovane uomo di colore accusato di aver aggredito e ucciso nella sua casa un’anziana parente. Condannato a morte nel Texas verso la fine degli anni ’90, Hicks venne poi giustiziato nel gennaio del 2000. La band affronta il tema della pena di morte alternando atmosfere cupe ad altre più eteree e sognanti. La musica, tuttavia, non sempre segue la strada della storia ed è proprio questo contrasto a rendere più articolato il lavoro.

Il 1° dicembre 2017 la band pubblica sempre per la Lizard Records il suo secondo album in studio, “Con fuoco“. Pur non essendo un concept, nell’album c’è una sottile linea rossa che lega il tutto, ed è quella della resistenza ai regimi del passato e del presente, dove quelli del passato usavano i soldati e le armi mentre quelli odierni prediligono l’uso della finanza e dello sfruttamento dei più poveri.

Per maggiori info: Magnolia | Facebook

Formazione:

Chiara Gironi: voce

Donatella Valeri: pianoforte, tastiere

Simone Papale: basso

Claudio Carpenelli: batteria

Bruno Tifi: chitarre

Alessandro Di Cori: chitarre

Discografia:

2012 – La Zona d’Ombra (Lizard Records, LZ0085)

2017 – Con fuoco (Lizard Records, LZ0130)

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