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Marillion – Market Square Heroes

MARILLION

Market Square Heroes (1982)

EMI

Il 25 ottobre del 1982 viene dato alle stampe dalla EMI l’EP di esordio del gruppo musicale neoprogressive britannico Marillion, Market Square Heroes.

I Marillion nascono nel dicembre del 1978 ad Aylesbury, col nome preso in prestito da un’opera di Tolkien, “Silmarillion”, da un’idea del batterista Mick Pointer. Nel 1982 i Marillion si stabilizzano con “Fish” (alias Derek William Dick), voce; Steve Rothery, chitarra; Mark Kelly, tastiere; Pete Trewavas, basso; Mick Pointer, batteria; ed è proprio questa formazione a registrare Market Square Heroes.

Il singolo è composto da due brani: sul lato A c’è Market Square Heroes, e sul lato B c’è Three Boats Down from the Candy. Nella versione da 12” i due brani vengono inseriti nel lato A, mentre il lato B viene interamente dedicato alla lunga suite Grendel, della durata di oltre 17 minuti.

Pubblicato pochi mesi prima dell’uscita del primo album ufficiale dei Marillion, Market Square Heroes rappresenta un capitolo fondamentale nella produzione della band britannica. L’EP infatti mette in scena lo stile originario dei Marillion, un progressive rock di stampo classico che troppo in fretta viene avvicinato al sound dei Genesis. Nonostante la vicinanza temporale con il primo album della band, “Script for a Jester’s tear” (marzo 1983), Market Square Heroes ha una natura completamente diversa dal suo successore.

Proprio la title track è l’esempio lampante del tentativo dei Marillion di scrivere un pezzo di successo, un brano di puro rock, semplice e diretto, da affiancare a composizioni più tortuose e dinamiche. Brano assai ritmato con le tastiere di Kelly e il basso di Trewavas in grande spolvero, e la chitarra di Rothery a graffiare nella seconda parte. Fish ha più volte ribadito la natura rivoluzionaria del brano, che narra la rabbia e la frustrazione di un carismatico leader a capo di una inutile rivolta scaturita dal malcontento provocato dall’aumento della disoccupazione (originariamente intitolato “UB 2,000,001”). Market Square Heroes è un po’ la “The Knife” dei Marillion: un ammonimento circa la vera natura dei rivoluzionari, anche se il testo di Fish è criticamente indirizzato all’aumento della disoccupazione, seguito alle politiche economiche che il governo conservatore inglese attuerà nel corso degli anni ottanta; mentre “The Knife” non risulta avere legami con la politica contemporanea. Fish ha dichiarato che il personaggio che ha ispirato il testo e che affermava “I’m a Market Square Hero” era un militante di sinistra conosciuto ad Aylesbury col soprannome di Brick.

Three Boats Down from the Candy, primo brano scritto dal tastierista Mark Kelly, è un pezzo tipicamente progressive, caratterizzato da una vasta gamma di tastiere, dalla straordinaria chitarra di Rothery e dalla grande interpretazione di Fish. Le soluzioni musicali adottate, unite alla particolarissima voce di Fish, presentano forti somiglianze con i Genesis dell’Era Gabriel, somiglianze che per molti risultano pericolose (spesso si arriverà ad etichettare i Marillion come “cloni dei Genesis”).

Ma è con Grendel che i paragoni con la band di Gabriel si fanno ingombranti. La lunga e articolata suite, infatti, è stata spesso paragonata (in maniera sfavorevole e con termini non sempre lusinghieri) a “Supper’s Ready” dei Genesis. Lo stesso Fish ammetterà in seguito: “Noi eravamo preoccupati delle similarità di “Grendel” con “Supper’s Ready”, soprattutto nelle divagazioni e nelle esplosioni sonore. La parte finale in particolar modo ha portato molti critici a pensare che i Marillion fossero più che influenzati dai Genesis”.

Il brano è ispirato al personaggio principale dell’opera “L’Orco”di John Gardner, Grendel, basata a sua volta sul poema epico “Beowulf” (opera dalla datazione incerta, VII secolo?). Il poema narra le gesta di un ragazzo straordinariamente forte che si mette per mare con l’idea di andare a sbarazzare la reggia di un altro paese da un Orco devastatore e assassino. È poi costretto a combattere pericolosamente anche la madre dell’Orco. Lo stesso ragazzo, diventato vecchio re, parte molto più tardi (sempre da solo) per affrontare un drago di fuoco e strappargli un prodigioso tesoro. Tanto lui che il drago muoiono nell’impresa, e il tesoro finisce per non servire a nessuno. I Marillion scelgono la rilettura di Gardner perché racconta la storia dalla parte “sbagliata”, dalla prospettiva dell’Orco, con l’intento di spiegare le ragioni dell’escluso frustrato dall’ottusità di chi odia poiché ha paura di ciò che non conosce.

Il testo di Fish segna un ulteriore punto di contatto tra i Marillion e i Genesis: la narrazione di una storia fantastica ambientata nel passato, con al suo interno una morale di grande attualità, è stilisticamente affine a “Can-Utility and the Coastliners”.

L’alternanza di momenti lirici ed esplosioni sonore offre la possibilità di apprezzare le immense capacità interpretative di Fish. Senza dubbio le soluzioni migliori vengono dall’eccellente chitarra di Rothery e dalle solenni tastiere di Kelly, impegnate in un continuo scambio di situazioni di gran pregio che fanno di Grendel uno dei capolavori del neo-prog. Né Fish, né i Marillion suoneranno più il brano dal vivo dopo il 1983, e probabilmente, proprio per questo, è diventato un cult preferito dai fan più sfegatati.

L’EP viene prodotto da David Hitchcock, lo stesso produttore dell’album dei Genesis “Foxtrot” che, non a caso, contiene “Supper’s Ready”. Hitchcock da contratto avrebbe dovuto produrre anche l’album di debutto dei Marillion, “Script for a Jester’s Tear”, ma rimane pesantemente ferito in un incidente stradale mentre torna a casa, distrutto fisicamente, dopo aver terminato il lavoro del singolo. La EMI coglie l’occasione per convincere la band a rimpiazzarlo con Nick Tauber, un produttore più moderno che migliorerà notevolmente il sound della band.

L’artwork del disco viene realizzato dall’artista Mark Wilkinson che realizzerà anche tutti gli artwork dei dischi dei Marillion fino al 1988 (la cosiddetta “Era Fish”) e del Fish solista. La cover introduce due distintivi elementi visivi che identificheranno la band negli anni a venire: la figura di Jester e il logo disegnato da Jo Mirowski.

Il mondo mi resiste e io resisto al mondo” (cit. tratta da “L’Orco” di John Gardner)

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2 comments

  1. Denis Di Nicolò

    I Marillion hanno avuto il merito di portare alla ribalta un genere,quello del prog,all’epoca soffocato dal punk e dalla nascente New wave,e solo per questo la loro importanza all’interno del genere è davvero fondamentale. Effettivamente le somiglianze con i Genesis ci sono tutte (soprattutto nel bellissimo debutto),ma in fin dei conti non è propriamente un male! Questo EP non lo possiedo,ma nella versione remaster di” Script for a jester’s tears” le sudette tracce sono presenti sotto forma di Bonus Track!Condivido in Toto tutto quello che avete detto,soprattutto sulla suite “Grendel”. Il mio preferito rimane “Fugazi”,più cupo e introspettivo rispetto al precedente,con un sound che a tratti si avvicina ad alcune cose dei Van Der Graaf Generator.

  2. I Marillion sono assolutamente fondamentali per il rilancio del progressive rock degli anni ottanta (o neoprogressive!).
    Le somiglianze con i Genesis crediamo siano volute, ricercate, proprio per sottolineare una certa continuità artistica con la scena prog degli anni settanta. Ovviamente essere avvicinati ai Genesis è senza dubbio un complimento! La formula “Gabriel : Genesis = Fish : Marillion” è una verità (storica) universalmente riconosciuta!!!
    Quando i Marillion sono riusciti a creare un sound e un immaginario artistico originale, personale (cioè molto presto!), questi paragoni hanno (forse) cominciato a pesare e stancare, risultando alquanto superficiali e limitativi(!!!).
    Le tracce dell’EP sono state inserite nella versione remaster di “Script for a Jester’s tear” (album straordinario… per chi scrive!).
    Per quanto riguarda i richiami ai Van der Graaf Generator (sempre per chi scrive!) sono già presenti in “Grendel”! Nei momenti più lirici si lambiscono alcune soluzioni di “Killer” (ma si tratta di sfumature!). 😉

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