Home / Recensioni / Moretti, Raoul – Harpness

Moretti, Raoul – Harpness

Raoul Moretti (2016) HarpnessRAOUL MORETTI

Harpness (2016)

Autoproduzione / Mondisommersi2017

L’italo-svizzero Raoul Moretti è un arpista versatile e sperimentale con un approccio molto originale allo strumento. Negli anni, tale approccio lo ha condotto a sviluppare un percorso artistico alla ricerca di uno stile personale. Oggi è uno degli artisti più innovatori con una traiettoria artistica internazionale che lo vede portare la sua arpa in differenti mondi musicali (avant-garde, pop rock, world music, electronics, nu-dance, classic, free improvising), in altre forme d’arte (danza, pittura, cinema, video-installazioni) e negli ambienti più disparati (teatri, club, discoteche, case, stazioni, strade, strutture ospedaliere e centri medici).

Il 23 febbraio 2016 esce Harpness, la sua nuova pubblicazione che prosegue nel processo di ricerca di un approccio non convenzionale all’arpa. L’album si basa su diciassette improvvisazioni con arpa elettrica e differenti set up di elettronica ed è ispirato dallo sguardo in profondità nell’animo dell’essere umano.

Il lavoro risulta totalmente inaspettato rispetto a quello che normalmente ci si aspetta di ascoltare con un’arpa. Lo strumento “antico” per eccellenza, quello che evoca nobiltà affettate, fatte di manicheismi, o al limite, in ambito folk, di evocazioni a festosità pagane, tra le sue dita e i suoi piedi diviene strumento rock per eccellenza, foriero di percorsi d’avanguardia, che dal suono conduce immediatamente alla visione.

I suoni acuti e limpidi di Sharpness schiudono le porte di una dimensione sonora eterea, per certi versi spirituale, che, in lenta progressione e avvolta dalle ipnotiche vibrazioni dei piatti tibetani di Michele Bertoni, si fa trance mistica per poi deflagrare nell’abrasiva coda post-rock.

Più timida e malinconica, Das Unheimlich si appoggia alle melodie del titolare e al lirico violino di Erica Scherl. La scrittura di Moretti è qui insolitamente tradizionale. A squarciare un cielo terso e luminoso arrivano minacciose le nubi elettroniche di Valerio Corzani.

Con Mi Alma Viajera il clima si rasserena e torna la voglia di viaggiare su rotte mai battute che conducono a lidi assolati, tra acque cristalline e orizzonti indefiniti.

In Near death Experience, l’elettronica impressionistica, ambientale, di Diego Soddu scorta l’arpa di Raoul tra i meandri dello Stige nella lenta e tenebrosa discesa agli Inferi. Le riverberanti corde dell’arpa emanano baleni di luce che si rifrangono tra oscuri clangori metallici e sinistre incursioni sintetiche.

A Kaleidoscoping Mind muta le anse del fiume infernale in aggrovigliati solchi mentali. Il flusso sonoro si fa drammatico, cupo, insano, a tratti circolare, ipnotico. Ma è poca roba se paragonata alla distruttiva trasfigurazione elettronico-industriale operata da Moretti e Marco Tuppo (aka Alfa Neu) su The Black Swan. Ritmi jungle e synth straziati definiscono l’episodio più estremo, controverso e sperimentale di Harpness, capace di condensare la kosmische musik di Schulze, l’ambient dei Bass Communion, le elucubrazioni elettroniche dei The Orb e l’estetica industrial.

L’arpa di Raoul torna protagonista in Universi Paralleli. Il clima disteso favorisce il fluire di melodie classiche che le folate elettroniche di Gianluca Porcu, innescando uno shift spaziotemporale, muovono tra le placide acque di un Mediterraneo culla della civiltà occidentale.

La claustrofobica tensione che serpeggia in Obliviousness si propaga nelle profondità di grotte di granito per vedere lampi di luce tra le fronde di una rigogliosa foresta, irrorata da piogge scroscianti e limpide gocce d’arpa. Bagliori improvvisi che continuano a riverberare nella successiva Reflections, dove l’ectoplasmatica elettroharp di Moretti si ancora alla tremolante elettronica di scuola tedesca (Bernd Friedmann su tutti) di Tuppo.

Il circolare arpeggio di Raoul in Breakway esercita lo stesso fascino dei loop chitarristico-elettronici di Fripp in “Angel Gets Caught in the Beauty Trap” dei No-Man, riversandosi in un flusso sonoro nitido ed ipnotico che il Fender Jazz di Bertoni rafforza con linee oscure e nervose.

L’inquieta Sharp-Eyed Man evoca scenari torbidi e malati. Se le claustrofobiche linee di Corzani al basso caricano il brano di tensione, le stridenti torture inferte dalla Scherl al violino e da Moretti all’arpa ne accentuano il carattere cinematografico marcando chiaroscuri drammatici da horror movie.

Sweetly Violent è la trasposizione in musica della visione di un capolavoro della scultura ellenistica. Il suo unico difetto è forse l’eccessiva brevità, tanto è ammaliante e seducente da non riuscire a fermarsi ad un unico, fugace ascolto.

Meno aggraziata e terrena, più fredda e siderale risulta Violently Sweet. L’approccio minimale di Moretti trova sfogo in un crescendo sonoro fatto di dilatazioni e rifrazioni di chiara matrice post-rock.

Con Hazy Ideas, l’accoppiata Moretti/Bertoni effettua un’inedita esplorazione in territori d’avanguardia che contemplano soluzioni  world (le percussioni etniche di Michele) ma anche divagazioni space (i riverberi spaziali di Raoul) che spostano l’orizzonte sonoro su un livello comunicativo alieno.

La minimale Sockpuppet è un affondo deciso nella drone ambient compiuto per mezzo di un’arpa pizzicata, vivaci giochi acquatici e fragorose svisate elettroniche. Ma è con Just an Illusion che le vibrazioni dell’arpa e le percussioni sintetiche rivelano la natura impressionistica, immaginifica della musica di Moretti, che trova compimento nelle ricercate sperimentazioni della conclusiva Rebirth.

Per maggiori info: Raoul Moretti | Facebook | YouTube







Fotogallery

  • Moretti, Raoul – Harpness
  • Moretti, Raoul – Harpness
  • Moretti, Raoul – Harpness
  • Moretti, Raoul – Harpness
  • Moretti, Raoul – Harpness

Check Also

gravitysays_i (2016) Quantum Unknown

Gravitysays_i – Quantum Unknown

GRAVITYSAYS_I Quantum Unknown (2016) Inner Ear Records Gravitysays_i è un progetto musicale nato ad Atene, …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *