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Per Aspera Ad Astra – Il Nuovo album dei Taproban

Per Aspera Ad Astra – Il Nuovo album dei TaprobanPer il 5° album in studio dei Taproban abbiamo scelto il titolo emblematico di Per Aspera Ad Astra, che in latino significa “attraverso le difficoltà, fino alle stelle”. Con questo album ci siamo infatti riproposti di recuperare dal limbo, in cui, nostro malgrado, erano finite, alcune composizioni presenti sul secondo e terzo album, entrambi irrimediabilmente fuori catalogo, per infondere loro una nuova linfa vitale, anche grazie alla maggiore tecnica ed esperienza accumulata negli anni. Abbiamo, inoltre, cercato di conferire a queste composizioni una più marcata coloritura vintage, anche grazie all’uso della strumentazione tipica degli anni ‘70, come Hammond C3, Mellotron, Minimoog, Moog Taurus, Rickenbacker, Gibson Les Paul, etc. Ci siamo infine onorati della preziosa collaborazione del Maestro Antonio Marangolo che ha suonato per noi il sax sul brano Nexus.

Outside nowhere. Divisa in 5 movimenti, la suite è ispirata alla tragica morte del cosmonauta russo Vladimir Michailovic Komarov, schiantatosi al suolo, a bordo del modulo spaziale Sojuz 1, il 24 aprile del 1967, dopo aver effettuato 19 orbite intorno alla Terra, ed è dedicata a tutti i martiri delle esplorazioni spaziali.

Fragments of life. Un delicato interludio sulla poesia del pulviscolo stellare…

Il difficile equilibrio tra sorgenti d’energia. È la metafora musicale dei conflitti che nascono tra le persone, dopo aver combattuto i quali, tutti rimangono sconfitti e più deboli. I tempi dispari, sui quali si articola il brano, rappresentano l’incedere irregolare dei contrasti, mentre nella malinconica parte finale, ogni strumento, pur mantenendo una linea armonica comune, sembra tracciare la propria strada per conto suo.

Ves Ml’ Tahghach Il titolo è in lingua klingoniana e significa letteralmente “danza di guerra”. Il brano trae spunto dalla musica che nel telefilm Star Trek accompagnava i combattimenti tra i Klingon, i feroci alieni conquistatori e barbarici che, negli anni della Guerra Fredda, rappresentavano una caricatura grottesca, e neanche tanto velata, degli odiati e temutissimi sovietici.

Nexus. Ancora una tematica fantascientifica a fare da sfondo a questo malinconico brano, quella del disperato desiderio di vita dei Nexus, i “replicanti” del film Blade Runner. Nella parte finale del brano, invece, si possono ascoltare, nella registrazione originale, le ultime parole con le quali il comandante Komarov malediceva chi lo aveva mandato a morire nello spazio.

D.I.A.N.A.. L’acronimo del titolo significa Domotic Interface Artificial Neurological Android, che significa: “interfaccia domotico androide dal sistema neurologico artificiale”, praticamente una perfetta ed ipertecnologica domestica robot…

Agata lost in the mirror whale. Agata è un’adolescente dei nostri giorni che si perde nei meandri della Grande Balena fatta di specchi, il Centro Commerciale. L’immagine prende spunto dal CET, un centro commerciale di Budapest fatto a forma di balena.

Entwinings. Descrive gli “intrecci” amorosi di due cavalli marini durante il rituale dell’accoppiamento.

Octopus!. L’essere più potente del Mare, non è violento e ottuso come uno squalo, ma astuto e razionale come una piovra. Un giorno, però, una piccola medusa lo trarrà in inganno e con il suo veleno gli farà sperimentare il bruciore che prova un innamorato respinto.

Gianluca de’ Rossi                                                                                                                       

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