Home / L'artista racconta / Perceptions – Il making of dell’esordio discografico dei Watershape

Perceptions – Il making of dell’esordio discografico dei Watershape

Perceptions – Il making of dell’esordio discografico dei WatershapeLa band dei Watershape si forma nel 2014 a seguito della mia esperienza negli Hypnotheticall. Sentivo il bisogno di creare una nuova realtà, creata da zero e ho chiamato con me (alla batteria) gli amici Mirko Marchesini e Mattia Cingano rispettivamente alla chitarra e basso (e chapman stick). Ci conosciamo da molti anni e abbiamo condiviso esperienze diverse insieme. Poi si sono uniti a noi due membri più giovani: Nicolò Cantele alla voce e Enrico Marchiotto alle tastiere.

Avevo molti brani da sviluppare nei miei archivi e quindi ho imbastito il sound di base e lo stile compositivo (anche in merito ai testi), ma una volta raggiunto il giusto affiatamento tra di noi sono arrivati contributi anche dagli altri membri.

A tal proposito, i Watershape scrivono e suonano musica “progressive”. Non ci piace specificare se si tratta di “progressive rock”, oppure di “progressive metal” o altro, semplicemente perché siamo aperti a diverse influenze, ad esempio alcuni nostri brani hanno spunti metal, quasi thrash a volte, mentre altri sono molto legati alle sonorità tipiche degli anni ‘70. Per un periodo abbiamo adottato la dicitura “Meltin’ prog” per indicare questa contaminazione di influenze. Alcune band e artisti di riferimento per noi sono Steven Wilson, Porcupine Tree, King Crimson, Tool, Genesis, Dream Theater, Pain of Salvation, Gentle Giant.

Dopo qualche singolo, video, cover e vari concerti, ci siamo concentrati sulla realizzazione del nostro album di debutto dal titolo “Perceptions”. Il titolo fa riferimento alle varie influenze che si riscontrano all’interno dei diversi brani che compongono il disco. Ogni ascoltatore reagirà in maniera differente, “percependo” ogni brano in maniera personale, in base alle proprie abitudini di ascolto e alle proprie esperienze.

Il disco è stato registrato da noi stessi, con l’aiuto di Fabio Dessi (mio amico e collega di band negli Arthemis) per quanto riguarda le registrazioni delle voci. Il tutto è stato poi affidato a Luca Dal Lago per il mix e il mastering. Lo ringraziamo per aver svolto davvero un lavoro superlativo data la complessità della proposta musicale e delle nostre esigenze.

Nove sono i brani che compongono “Perceptions”:

– “Beyond the line of being”: composizione dalle influenze 70s piuttosto intricata ma con un ritornello molto orecchiabile. Il testo è ispirato ad una mia personale interpretazione del finale di uno dei miei film preferiti di sempre: “La montagna sacra” di Alejandro Jodorowsky. Si potrebbe riassumere dicendo che un artista diventa immortale grazie alle proprie opere.

– “Cyber life”: il brano più aggressivo, con influenze metal e una parte centrale più visionaria. Il testo si riferisce ai rapporti personali ai nostri giorni, i quali, ormai, avvengono soprattutto attraverso le chat e i social piuttosto che frequentando le persone.

– “Alienation deal”: brano vagamente acustico e dalla struttura molto pop. Il “contratto di alienazione” del titolo si riferisce alla professione dell’attore, che si trova a dover firmare dei contratti in cui garantisce di riuscire ad “alienarsi” il più possibile, di diventare qualcun altro… fino a perdere sé stesso. Anche se camuffati, ci sono citazioni di alcuni film che amo molto nell’ intro di questa canzone.

– “Stairs”: canzone piuttosto cangiante nelle atmosfere, con parti soft, quasi funk, e parti rock/metal più energiche. Il testo è ispirato ad alcuni quadri di M.C. Escher, famoso per le sue geometrie impossibili.

– “The puppets gathering”: il nostro primo singolo di cui è già disponibile online il videoclip. Musicalmente è la canzone più elettronica del disco, dall’atmosfera quasi onirica. È ospite Chiara Vecchi come voce femminile. Il testo parla allegoricamente di un personaggio che incontra diversi fantocci, questi rappresentano degli archetipi. Alla fine di questa esperienza il protagonista ne uscirà cambiato e la sua personalità sarà un mix delle esperienze fatte in questa specie di sogno. Ho avuto il piacere di realizzare io stesso il videoclip (in stop motion) in chiave un po’ dark e visionaria. Un grazie particolare va all’artista Sara Zamperlin che mi ha permesso di utilizzare alcune sue opere. Sono sue anche le nostre foto acidate che si trovano nel libretto del cd.

– “Inner tide”: ballata intimista, eseguita solo da piano elettrico e voce con un ospite d’eccezione: Antonio Galluci al sax. Si tratta di una specie di ninna nanna dedicata a mia figlia.

– “Fanciful wonder”: una delle composizioni più vicine alle sonorità prog metal, composta da Enrico Marchiotto (sia parole che musica). Il testo parla in maniera metaforica dei nostri demoni interiori.

– “Seasons”: brano molto soft la cui musica è stata composta da Mattia Cingano. Una particolarità è che non è eseguita da lui al basso, ma al chapman stick. Il testo è mio e parla delle diverse emozioni che una persona prova durante i diversi periodi della sua vita, come fossero lo scorrere e il ripetersi delle stagioni.

– “Cosmic box #9”: strofe drum’n’bass, riff metal e atmosfera fantascientifica concludono il disco. Di nuovo ospite il sax di Antonio Gallucci, ora in una veste più avanguardistica. Il testo in chiave mistico/fantascientifica parla di un dio creatore di vari universi, da lui conservati in diverse “scatole cosmiche”. Peccato che alla fine si renda conto di essere lui stesso all’interno di una scatola cosmica…

Il disco è autoprodotto e uscirà il 12 Ottobre 2018, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali (Spotify, iTunes, Amazon mp3, ecc.) e in copia fisica acquistabile contattandoci via mail o venendo ai nostri concerti. Speriamo vi emozioni e che non vi lasci indifferenti ma, soprattutto, speriamo che vi piaccia.

Francesco Tresca – Watershape, settembre 2018

Check Also

Cellar Noise – Dietro le quinte del nuovo album

Cellar Noise – Dietro le quinte del nuovo album

Salve popolo di Hamelin! Qui parlano (o meglio, forse, scrivono) i Cellar Noise, pronti a …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *