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Prog Italia atto terzo: dal 17 novembre in edicola il numero 3

PROG n.3 - novembre 2015

Sembra strano ma siamo già arrivati al numero 3… e lo dobbiamo solo a voi che ci avete fatto vincere almeno una battaglia, quella di fare una rivista cartacea oggi e di rimanere in vita con il vostro grande affetto e questa è la cosa più bella… sarà ancora un cammino difficile ma siamo fiduciosi di riuscire a raccontare ancora un po’ di storie in modo aperto e legato a una musica senza confini. Aiutateci, come al solito, a capire dove sono le “NOSTRE” edicole.

Il numero 3 è considerato numero magico per antonomasia, quello perfetto: divino o, al contrario, infernale. Può simboleggiare armonia, equilibrio, la forza trascendente. Il numero più creativo… il simbolo stesso della Creazione. Nel mondo magico-esoterico ha significato dalle molte sfumature, specialmente collegato alle figure geometriche e, in particolare, al triangolo. L’essenza del tre è l’espansione. Inutile dire che con questa uscita di Prog Italia festeggiamo proprio il numero 3… e per non farci mancare nulla abbiamo deciso d’inaugurare una rubrica dedicata alle canzoni più belle di un gruppo legato all’epoca dei Long Playing, messi sul mercato nel 1948 e oggi in buon recupero di mercato. Cosa c’entra col 3? C’azzecca e come, direbbe Di Pietro. L’LP gira a 33 giri e ⅓ (se il vostro giradischi non fa troppe bizze) e le composizioni scelte sono 33. Quindi iniziamo con i Free, espressione rock di quei primi anni ’70 così creativi… ricordando che una delle qualità migliori del tempo in cui la “nostra” musica nacque, e si espanse, fu la capacità di sparigliare le carte, di rendersi meticcia senza aspirazioni di purezza, mettendo insieme il meglio del resto e ampliando la conoscenza verso nuove frontiere, artistiche e culturali. Ah, quasi dimenticavo, come ho intitolato questa sorta di guida all’ascolto che, auspico, migliorerà il vostro umore? Come dice il medico coscienzioso? “Dica 33”! Sperando che tutti questi 3 ci portino bene ancora per un po’.

Nel tempo trascorso tra la pubblicazione del numero 2 e questo molti addetti ai lavori si sono accorti di noi. Hanno capito, anche con una certa sorpresa, che esiste ancora un mondo prog, persone che ascoltano musica con piacere supremo, che non consumano queste emozioni in fretta perché devono passare alla “cosa” successiva, che sanno perfettamente di non essere nel ‘70, o ’71 o ’72, o… etc, ma vivono con avidità il nuovo corso della musica e dell’arte in generale. Televisioni, radio, giornali hanno parlato di noi (non solo della rivista ma di tutto l’affetto e l’attenzione che avete dimostrato in questi mesi): Rai 1 ci ha invitato due volte alla trasmissione che inaugura il suo palinsesto giornaliero (Il caffè). Radio24 (Franco Schipani) ne ha parlato, come Radio Capital (Luca De Gennaro), mentre Messaggero.it (Enzo Vitale) e Onda Rock (Claudio Fabretti) ne hanno scritto. Ma la cosa più bella e importante sono le tante persone che ho incontrato in giro per concerti e iniziative varie; quelli che conosco solo via Facebook/mail e quelli con cui sono riuscito a parlare al Ver1+2 di Veruno (i Magma e i Beardfish sono stati fotografati durante questo festival così fuori dai soliti percorsi musicali), alla Casa di Alex a Milano per il sospirato ritorno in scena dei Deus Ex Machina (troverete una sorta di recensione su www.progressivamente.com), al Progressivamente a Roma e in un “sacco” di altri posti. Rispetto al numero precedente di Prog Italia voglio fare un saluto particolare all’amico Danilo Cherni dei Goblin Rebirth, diventato Cerni. Una tirata di orecchie al nostro Pino Pintabona, che non ci ha comunicato il nome del fotografo dei Cherry Five: Fausto Ercoli & Universalclick.

Nelle pagine seguenti troverete, guarda caso, tanta “roba”… la prima parte di uno speciale trasversale sui King Crimson, forse il gruppo che più ha incarnato, e incarna, il prog a 360 gradi, dove molte cose sono state scritte da musicisti crimsonici doc (un rigraziamento speciale a Tony Levin per averci concesso le foto del tour 2015)… l’analisi della discografia dei Magma, guidati con mano sicura dello straordinario Christian Vander, batterista sospeso tra jazz e musica classico-contemporanea… la storia di due tra le etichette inglesi storiche: Deram e Vertigo… il 30ennale di “The Wake” degli IQ, che ci riporta a quei dieci anni, tra il 1985 e il 1995, che aiutarono la riscoperta dei suoni progressivi… e poi Hugh Banton, sospeso tra gli organi che costruisce e i VdGG, le RaneStrane col nuovo album, la magia senza tempo della Locanda delle Fate, le interviste a John Petrucci dei Dream Theater, Anthony Phillips… e tante altre cose. Grande è la gioia di realizzare questa rivista fuori dal tempo, che non risulterebbe così se non ci fosse il nostro grafico, Massimiliano D’Affronto… anche se ho paura che, prima o poi (spero “poi”), mi maledirà per la mole di lavoro nelle tirate stacanoviste a cui ci “costringiamo”. D’altronde il prog, e tutta la musica che gli gira intorno, non sarebbe così profondamente nel nostro cuore senza la connessione con l’elemento grafico-visivo. Pensate a, tanto per rimanere in tema King Crimson, cosa sarebbe “In The Court” senza la leggendaria intuizione grafica del compianto Barry Godber? Non che la musica ne sarebbe sminuita ma in questo caso il matrimonio è perfetto, tanto da non prevedere nessun tipo di divorzio! L’elemento grafico è un elemento essenziale del prog, non che si debba rimanere legati sempre ai canoni di Roger Dean, Paul Whitehead o Marcus Keef, ma belle copertine e grafica curata ci stanno sempre bene, sia nei dischi, nei manifesti di concerti e, ovviamente, nella realizzazione di Prog Italia.

Qualche mese fa ci ha abbandonato Giancarlo Golzi del Museo Rosenbach, a lui ho voluto dedicare un ricordo chiedendo ad Alberto Moreno di scrivere qualcosa, pur con il cuore sanguinante. Non l’ho fatto, invece, per Rudy, perché il 3 ottobre la scomparsa di un uomo, buono e gentile, come Rodolfo Maltese mi ha colpito troppo per ridurlo a un articolo su Prog, sia pure scritto con amore. Rudy, sono sicuro, sarà paziente e aspetterà qualche mese, fino a quando avrò metabolizzato il fatto che si è trasferito, solo materialmente, altrove. Ti vogliamo bene, Rudy, da quel giorno c’è troppo silenzio nel nostro cuore… Fortunatamente l’omone del BMS si è ripreso alla grande, anche se deve forzarsi a trovare i suoi ritmi. Le foto che ci hanno scattato insieme, troppo personali per mostrarle, dimostrano che l’indomito leone è sempre li, anche se è dell’acquario; ora una più accentuata dolcezza lo pervade. Tre ore a parlare, ridere, scherzare, pur in una camera d’ospedale il giorno prima che tornasse a casa. Così ho capito che è fuori più ricco di prima: il mio amico Vittorio avrà ancora molte storie da raccontare, dono di una ricchezza interiore ora più consapevole. Dimenticavo… il mio amico Vittorio di cognome fa… Nocenzi.

Guido Bellachioma

 

In questo numero: King Crimson, Magma, Speciale Canterbury, Andy Latimer (Camel), IQ, Anthony Phillips, Hugh Banton (Van der Graaf Generator), Peter Hammill, Beardfish, RanestRane, Ellesmere, Museo Rosenbach, Locanda delle Fate, John Petrucci (Dream Theater), Robert Wyatt, TesseracT, Mercury Rev, Deram Records,Vertigo Records, Gazpacho, Progressivamente Photo Gallery… e molto altro.

Per maggiori info clicca qui.

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