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Samurai Of Prog, The – On We Sail

The Samurai of Prog (2017) On We SailTHE SAMURAI OF PROG

On We Sail (2017)

Seacrest Oy

A un anno dall’uscita di “Lost and Found“, i The Samurai Of Prog tornano con un nuovo album: On We Sail. Pubblicato il 15 maggio 2017 dalla Seacrest Oy, il quinto lavoro di Marco Bernard (basso Rickenbacker), Kimmo Pörsti (batteria, percussioni ) e Steve Unruh (voce, violino, flauto, chitarra) è un album progressive sinfonico del genere più ambizioso, caratterizzato dalla presenza di una nutrita schiera di collaboratori: Octavio Stampalía (tastiere), Rubén Álvarez (chitarra elettrica ed acustica), Kerry Shacklett (tastiere, voce, chitarra acustica), Srdjan Brankovic (chitarra elettrica), David Myers (tastiere, piano), Jacques Friedmann (chitarra elettrica), Luca Scherani (tastiere), Michelle Young (voce), Sean Timms (tastiere), Mark Trueack (voce), Jacob Holm Lupo (chitarra elettrica), Oliviero Lacagnina (tastiere), Flavio Cucchi (chitarra classica), Brett Kull (chitarra elettrica), Daniel Fält (voce), Roberto Vitelli (pedali Moog Taurus) e Stefan Renström (tastiere, vocoder).

Negli anni il trio si è sempre più allontanato dal tradizionale concetto di gruppo per raggiungere lo status di comune devota alla musica progressiva. Le numerose collaborazioni, che di album in album hanno visto avvicendarsi membri di storiche formazioni e giovani esponenti della scena progressiva contemporanea, hanno contribuito a fare del marchio The Samurai Of Prog un laboratorio musicale in continuo fermento.

Anche in un microcosmo florido come questo, però, arriva il momento in cui la morte da concetto astratto diventa realtà. Le dolorose perdite di Virginia Splendore, Guy LeBlanc, Stefan Renström e Ken DeLoria hanno portato la band a celebrare la vita con un’opera che, tenendo conto dei limiti umani, affronta eroicamente le difficoltà nella dura battaglia per la sopravvivenza (simboleggiata nelle illustrazioni di Ed Unitsky dall’equipaggio di un antico peschereccio greco assalito da terrificanti mostri marini).

Seppur non pensato come un concept album, On We Sail ne assume la fisionomia per via delle affinità tematiche che legano concettualmente tutti i brani.

Si parte con On We Sail, brano composto dal tastierista dei Presto Ballet, Kerry Shacklett. A dominare la scena sono le sonorità vintage delle tastiere, onnipresenti e variegate, doppiate dal violino di Unruh e sorrette dalla sostenuta ritmica di Bernard e Pörsti. Sulle dinamiche aperture sinfoniche di Shacklett si staglia la sottile voce di Steve. Nella seconda parte il sound si oscura favorendo le incursioni della ruvida chitarra di Brankovic che in chiusura cede il passo al brioso fraseggio tra violino e tastiere.

Segue Elements of Life, composizione del tastierista dei Jinetes Negros, Octavio Stampalia. L’intro solenne suggerita dal flauto alle tastiere sottende sviluppi decisamente rock che a tratti – specie nei passaggi più orientaleggianti – rievocano i Tull di “Roots to Branches”. Le tastiere di Octavio abbozzano vivaci scenari jazz rock nei quali si intrufolano, alternandosi, violino e flauto. Ottimo il lavoro di Álvarez alle chitarre: oscuro e marcato all’acustica, straziato e aggressivo all’elettrica. Come sempre teatrale e drammatica la performance dell’instancabile Unruh.

Luca Scherani firma l’elegante Theodora. La raffinata penna del compositore ligure armonizza tra loro le sonorità classico-sinfoniche dei recenti Höstsonaten di “Symphony #1: Cupid & Psyche“, le atmosfere fiabesche dei Ciccada di “The Finest of Miracles“, l’etereo canto di Michelle Young e le complesse stratificazioni vocali dei Pure Reason Revolution. Bernard col suo ruvido Rickenbacker aggiunge ulteriore spessore al brano – forte dell’appoggio di Álvarez alla chitarra e di Unruh al violino – ampliando il raggio d’azione al più vigoroso sound degli Änglagård.

Il groove accattivante di Ascension è opera del fido David Myers che, come consuetudine, impreziosisce ogni uscita del Samurai con un pregiato cammeo strumentale. L’andatura funky dettata da Bernard e Pörsti, alimentata dalle macchine di Myers, serpeggia sorniona lungo tutto il brano sostenendo le aperture bucoliche del flauto e del violino di Unruh e la chitarra hackettiana di Jacques Friedmann.

All’universo genesisiano guarda anche Ghost Written, composizione del tastierista dei Southern Empire (già membro fondatore degli Unitopia) Sean Timms. L’ampio schieramento di forze giustifica le mutevoli soluzioni musicali: i melodici intrecci vocali tra l’intimo Trueack (altro ex Unitopia) e il più solare Unruh, il flauto andersoniano di quest’ultimo, le romantiche tastiere di Timms, il graffiante solo alla chitarra di Álvarez e il contributo non indifferente di Holm Lupo.

The Perfect Black è una gemma strumentale composta da Oliviero Lacagnina, tastierista e storico membro dei Latte e Miele. Il mood classicheggiante del brano viene tracciato dalle policrome tastiere del compositore che, complici i repentini cambi di scena dei titolari e i ricami di Cucchi alla chitarra classica, propongono passaggi immaginifici, tra musical e cinema, che scomodano paragoni con nomi altisonanti quali ELP e Yes.

Growing Up di Shacklett attinge a piene mani dagli allegri motivi tulliani di “Thick As A Brick”. A far la parte del leone è senza dubbio Unruh che, oltre al violino e al vivace flauto, prova ad assumere il tipico timbro nasale del cantastorie di Dunfermline. Shacklett, invece, col suo tono più greve richiama l’Åkerfeldt di “Sorceress“. Il ruolo di Barre spetta qui a Kull, chitarrista degli Echolyn, che sfodera un solo imponente ed emozionante al tempo stesso.

Myers bissa con Over Again concedendo al Samurai un interludio classico per solo pianoforte. Il tono cupo del Bösendorfer rievoca la struggente melodia di “Julia” dei Pavlov’s Dog, per poi virare verso lidi più romantici e drammatici.

Il concept dell’album si magnifica con la conclusiva Tigers, lunga composizione firmata dal compianto Stefan Renström. Ai tre titolari e al compositore si aggiungono anche Kull alla chitarra, Fält alla voce e Vitelli al Moog Taurus. L’operazione, non solo musicale, supera i limiti umani permettendo a Renström di prendere parte a questa nuova, emozionante battaglia per la sopravvivenza al grido di “On We Sail!”.

Per maggiori info: The Samurai of Prog | Seacrest Oy

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