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“Spaventapasseri” – La genesi dell’album d’esordio dei Fufluns

Fufluns - Making of SpaventapasseriInnanzi tutto vorrei salutare gli amici lettori e followers di HamelinProg.

Paragrafo I – Come nascono i Fufluns…

La genesi del progetto Fufluns si colloca nel dicembre 2008 quando, durante un’intervista con Jessica Attene ed Alberto Nucci di Arlequins, mi venne suggerito di mettermi in contatto con Alfio Costa (al tempo non lo conoscevo) per arrangiare alcuni miei brani che i due avevano ascoltato sulla mia pagina My Space (ancora era un ottimo canale per promuovere musica prima dell’esplosione mediatica di Facebook).

Lasciai trascorrere un po’ di tempo e dopo una quindicina di giorni ruppi il ghiaccio scrivendo una mail al tastierista di Prowlers, Daal, e Tilion presentandomi e illustrando timidamente i miei trascorsi musicali da solista e con Il Bacio della Medusa.

Alfio rispose con molto entusiasmo anche per il grande amore nutrito per la mia regione, l’ Umbria, e in particolar modo per il Lago Trasimeno. Mi disse infatti di avere celebrato il proprio matrimonio a pochi passi da casa mia e che nel maggio di quell’anno sarebbe sceso per festeggiare il proprio anniversario di nozze con Agnese.

Fu così che di fronte ad una pizza e una bottiglia di buon Vino rosso decidemmo di dare il “la” a questo nostro progetto che prese il nome di Fufluns (corrispettivo Etrusco del “Bacco” Romano).

Paragrafo II – L’ idea dello “Spaventapasseri”…

Qualche settimana più tardi, nel riordinare alcune cose stipate in un armadio, trovai dei vecchi nastri dove appena diciottenne avevo registrato delle “canzonette”. Tra queste mi colpì “Lo Spaventapasseri” una filastrocca un po’ infantile, in cui per l’appunto uno spaventapasseri inveisce e si lamenta minaccioso con i corvi che gli gracchiano fastidiosi intorno. Stranamente quel mio “Travestimento Sonoro” mi calzava ancora a pennello e non so perché e per come ma iniziai a scrivere di getto testi e musica. Un brano dopo l’altro composi un concept intorno a quella canzone.

L’ incontro successivo con Alfio fu a Calcio (BG) dove iniziammo a registrare le tracce di questo lavoro ancora embrionale.

Coinvolgemmo anche Guglielmo Mariotti, al tempo bassista dei The Watch, con il quale scrivemmo due brani, poi non inclusi nel disco, ma che comunque diedero lo spunto alla creazione del personaggio dal nome “Nene”. La fanciulla della quale lo Spaventapasseri si innamora.

Nel Dicembre 2011 con Mau di Tollo (La Maschera Di Cera) alla batteria, i Fufluns partecipano al Colossus Project – nel doppio Cd “Decameron: Ten Days In 100 Novellas – Part I” con la “novella sonora” “Andreuccio da Perugia”.

Paragrafo III – Fufluns in Stand By…

Intanto il tempo passava e il prototipo del nostro album che inizialmente doveva chiamarsi “Ascesa e Declino d’uno Spaventapasseri” subiva diversi arrangiamenti e rimaneggiamenti da parte della band e veniva più volte messo da parte sia per la lontananza, che rendeva il tutto più difficile, che per la priorità data ai nostri rispettivi gruppi di provenienza.

Infatti, Alfio sfornava un disco dopo l’altro con Daal e Prowlers, Guglia stava girando il mondo con i suoi The Watch, che erano costantemente in Tour. Mau, nel frattempo, era tornato in Abruzzo allontanandosi in maniera definitiva dall’ orbita d’azione territoriale dei Fufluns.

Io invece dopo la pubblicazione del “Deus lo Vult” con Il Bacio della Medusa, decisi di riscoprire me stesso e dar voce alla mia indole di Menestrello, vagabondando tra Torino e Londra, con la chitarra in spalla, nelle vesti di artista di strada.

Nel Novembre 2013 tornai al Trasimeno e alla realtà con una valigia di illusioni e sogni infranti.

I mesi successivi li trascorsi nel vuoto, all’insegna della dissolutezza e dell’aridità creativa.

Soltanto la conoscenza della mia attuale compagna mi riportò alla “sobrietà”, ma oramai mi sentivo musicalmente finito.

Fu così che nel maggio 2014 Alfio tornò in Umbria con la sua Agnese, deciso a darmi una scossa.

Quell’amico, oramai divenuto come un fratello maggiore riuscì a far breccia dentro di me.

Ricominciai a scrivere e ripresi ad avere entusiasmo nel fare musica. Mi riavvicinai anche ai vecchi compagni del “Bacio” con i quali non c’erano stati screzi ma soltanto una pausa di riflessione presa di comune accordo.

Paragrafo IV – La Ripresa dei lavori…

Il 26 Aprile 2015 fui invitato dai Prowlers ad aprire il loro concerto all’ Amigdala di Trezzo sull’Adda per festeggiare i 20 anni dell’album d’esordio “Morgana”.

Quella fu l’occasione giusta per convincere Stefano Piazzi e Marco Freddi, rispettivamente chitarrista e batterista dell’attuale formazione dei Prowlers ad entrare a far parte dei Fufluns.

Avevamo ripreso a lavorare al nostro cantiere artistico deciso a tutti i costi di portare a termine il lavoro rimasto incompiuto.

Nei giorni a seguire ricordo che Alfio mi inviò 3 brani strumentali sui quali, preso dall’entusiasmo, scrissi nel giro di poche ore i testi di “Scirocco” , “Stella del Vespro” e “Libeccio”. Finalmente avevamo tutti i pezzi del disco. Decidemmo di semplificare il titolo in un semplice “Spaventapasseri”.

Nel Giugno 2015 iniziammo le registrazioni tra Calcio e Tuoro Sul Trasimeno e in Dicembre, con il disco finito in mano, firmammo il contratto con la Ma.Ra.Cash di Massimo Orlandini.

Paragrafo V – L’Album…

“Spaventapasseri” è un concept album articolato in 12 brani.

L’album è una fiaba raccontata in prima persona dal narratore che è anche il protagonista della storia, un disco da ascoltare ad occhi chiusi armati di fantasia in modo da convertire le immagini cantate dal song-writer in un cartone animato proiettato a suon di musica nella mente dell’ascoltatore.

In questa fiaba si alternano prendendo vita numerosi personaggi: Corvi, Cornacchie, Venti, Libellule, Gendarmi, Aguzzini, il Lupo, Il Cervo, il “Foco” e tanti altri… fino ad arrivare a Nene, la chimera che il nostro Spaventapasseri vorrebbe stringere a sé. Un amore impossibile che si potrà concretizzare solo nella cattiva sorte.

A seguire alcune considerazioni che ho postato su Facebook:

  •  1. Grecale

Ouverture e canto sibillino

la musica è un tuono.

Cani Meccanici si rincorrono su un prato…

  • 2. Lamento di uno Spaventapasseri

Filastrocca infantile progressiva…

Invettiva verso gli uccellacci del tormento

Nevrosi…

  • 3. Stella del Vespro

Tregua dal Sole…

Sfinimento ed abbandono…

Invocazione alle stelle…

In sogno appare lei… Nene…

  • 4. Maestrale

Illusione + Disillusione…

Il vento porta con l’ebbrezza il suono del mare che si adagia sulla sabbia…

dell’onda che si infrange sugli scogli…

  • 5. Tra Mille Gendarmi l’Amore

Soldati in marcia accompagnano Nene…

Ha forse commesso qualche delitto?

Oppure è stata rapita per soddisfare le voglie d’un bruto?

Nel Petto tuona l’Amore al ritmo d’un rullar di tamburi…

  • 6. Ricordo di Nene

Ancora Tormento…

Poi Pioggia…

E Tormento ancora…

Naufragio e rifugio al pensiero di lei…

Ennesimo arrendersi al sogno…

Il tempo scivola via inesorabile ed ogni secondo che passa in assenza di Nene sembra un’infinità!!!

  • 7. Scirocco

Vento lisergico…

Viaggio allucinogeno…

Tutto è Oro, luce, Ambra e Miele…

Cala il Vento e cala la sbornia.

Postumi d’un “Trip” acido.

  • 8. Come un Salice

Consapevolezza della propria prigionia…

Abbandono e impotenza…

Come un salice che si piega alla brezza…

  • 9. Morte di Nene

Un corteo di candele avanza nella notte…

Tre Ombre al fioco lume delle stelle le preparano il letto…

La seppelliscono in un coro di pianto…

  • 10. Libeccio

Invocazione al Vento…

Vorrebbe essere dilaniato…

Nella materia e nello spirito…

Disperso, smembrato…

  • 11. Il Foco

Il Cervo non beve alla fonte…

Il Lupo ha smesso di cacciare…

Il fuoco trascinato dal vento s’arrampica e s’avvinghia come edera…

Al povero spaventapasseri che nel rogo e nella Morte…

Si riconcilia con Nene…

  • 12. Addio ai Corvi

Nel bene o nel male sono stati compagni e carcerieri della sua prigionia.

Paragrafo VI – Ospiti e partecipazioni…

Vorrei menzionare due ospiti “illustri” che hanno partecipato alle registrazioni di questa nostra “Fiaba” Progressiva.

In “Morte di Nene” abbiamo potuto godere delle splendide 12 corde di Giorgio “Joe” Gabriel (The Watch).

In “Maestrale” e “Addio Ai Corvi” dei flauti e dell’arpa dell’immenso Vincenzo Zitello il quale ci ha ringraziato per averlo fatto tornare con la mente e con l’anima ai suoi trascorsi progressivi di inizio carriera.

Cito anche Federico Caprai (Il Bacio della Medusa) per la copertina e il grande Davide Guidoni che ha pazientemente curato l’artwork del disco.

Un ulteriore ringraziamento va a Simone Millotti, Sabry Sorcinelli e Pazuzu Leretico per le fotografie.

Paragrafo VII – Un aneddoto…

Credo sia stato nel maggio 2010, avevo lasciato i testi dello “Spaventapasseri” sul comodino della mia camera. Ai tempi vivevo ancora con i miei. Mia madre entro in camera e presa dalla curiosità si mise a leggerli.

Premetto che lei è una donna relativamente giovane, nel senso che è del ’56 ed è nata e vissuta a Roma fino a 20 anni. Mi ha cresciuto a Pane, Rock e Cantautori. La trovai che piangeva seduta sul letto. Le chiesi il perché di quel pianto e lei mi rispose: “Simo, m’ ha fatto piagne ‘sta storia, ‘sto Spaventapasseri se’ Tu” . Traduco anche se è semplice: “Simo, mi ha fatto piangere questa Storia, questo Spaventapasseri sei te!”

Aveva smascherato il mio mimetismo…

Concludo dicendo che:

“In fondo siamo solo spaventapasseri e la nostra missione è tener lontani i corvi!”

Un abbraccio a tutti.

Simone Cecchini, febbraio 2016

Fotogallery

  • “Spaventapasseri” – La genesi dell’album d’esordio dei Fufluns
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