Syndone

syndone-band-2016

Il progetto Syndone nasce verso la fine del 1989 dalla volontà del compositore Nik Comoglio (tastiere) di formare un trio con Paolo Sburlati (batteria) e Fulvio Serra (basso). Il loro sound, per certi versi vicinissimo agli umori di Emerson, Lake & Palmer, non si limita però ad una rilettura pedissequa del combo inglese ma tende a rivitalizzarne lo spirito con formule che esulano dallo stile tout court per approdare a nuovi lidi, a nuove sonorità caratterizzate da una tessitura rock con ampie aperture classicheggianti (a volte lasciate all’orchestra d’archi) il tutto legato insieme da una voce molto espressiva e a tratti teatrale che unisce il tutto in un prodotto originale, culturale ed innovativo.

Se il loro nome poteva di primo acchito rimandare alla Sacra reliquia (e a tutti i suoi crismi) conservata a Torino, nel contempo riporta alla mente anche la conturbante magia del capoluogo subalpino. “Volevamo un nome che evocasse insieme: Sacralità, Torino, Spiritualità e Solchi Incisi (come un vecchio LP di vinile) così pensai a Syndone, con la “y” per differenziarlo dalla famosa reliquia e renderlo internazionale al tempo stesso, senza essere blasfemo. Questo nome infatti evoca subito Torino in qualunque parte del mondo ti trovi … e questo mi piaceva”. Così Nik Comoglio spiega la scelta del nome della band.

Il debutto discografico arriva nel 1990 con la pubblicazione di “Spleen”, prodotto da Beppe Crovella di Arti & Mestieri per la Vinyl Magic. Il concept narra la storia di un giovane uomo (Kiin) che sperimenta lo spleen (tristezza meditativa, melanconia) tutti i giorni a causa della sua incapacità di adattarsi alla società e alle regole che essa gli impone. È un po’ come il fanciullino di Pascoli: puro, perennemente bambino, che soffre perché la realtà per lui è troppo difficile. La meschinità e la violenza del mondo, la totale sottomissione a un padre materialista e opprimente, la progressiva perdita di tutti i valori in cui crede spingono Kiin nel mondo parallelo della musica; infatti, sarà attraverso la musica e l’ispirazione – impersonata da una giovane donna (Marianne) – che riuscirà a ritrovare i suoi valori e la forza di ricominciare di nuovo a vivere. Il sound si basa sul massiccio uso di tastiere vintage e si rifà al più classico rock progressivo italiano degli anni ’70. Le fasi di registrazione dell’album vedono anche la partecipazione di Tony Seffusatti (fisarmonica), Patrizia Caramazza (voce), Alessandra Piovera (voce).

Nel 1992 viene pubblicato il secondo album in studio, “Inca”, le cui sonorità si avvicinano ancor più al rock progressivo italiano settantiano. A differenza di “Spleen”, “Inca” non è un concept album e presenta brani apparentemente non collegati tra loro. L’unico filo conduttore è la celebrazione delle civiltà indigene sudamericane, dei loro riti e del loro sterminio. Per l’occasione il tastierista Edo Rogani (ex Empire) si unisce al trio originale dei Syndone diventando parte integrante del gruppo.

Dopo la pubblicazione dei due lavori la band si scioglie per motivi interni e ciascuno dei musicisti segue percorsi personali diversi.

Diciotto anni dopo la band torna sulla scena con una nuova formazione a quintetto: Federico Marchesano (basso, contrabbasso), Francesco Pinetti (vibrafono, timpani), Paolo Rigotto (batteria, percussioni), Riccardo Ruggeri (voce) e Nik Comoglio (piano, Hammond, Moog, Rhodes e tastiere), unico rimasto della vecchia formazione.

Nel 2010 viene pubblicato dalla Electromantic Music “Melapesante”, terzo lavoro in studio della band. Il concept album è dedicato alla simbologia della mela nella storia dell’uomo: da Adamo ed Eva a Guglielmo Tell, da Magritte a Newton, ecc. Anche se i riferimenti di Comoglio continuano ad essere Keith Emerson e Rick Wakeman, il sound della band si fa più articolato riuscendo a fondere strumenti elettrici ad una più classica strumentazione acustica.

Il 29 aprile 2012 i Syndone presentano “La Bella è la Bestia”, un nuovo lavoro concettuale ideato da Riccardo Ruggeri, incentrato sul simbolismo della fiaba di Beaumont del 1756 e aperto a varie interpretazioni e suggestioni. Per questo nuovo album – il quarto nella carriera del gruppo – i Syndone tornano alla formazione in trio degli anni ’90. I tre si avvalgono di numerosi ospiti, comprese sezioni di archi e fiati che rendono “La Bella è la Bestia” un’affascinante ed enigmatica opera di rock progressivo moderno, in perfetto equilibrio tra energia e raffinatezza, impatto rock e orchestrazione sofisticata. Tra gli ospiti spicca un nome leggendario: Ray Thomas, flautista e vocalist degli indimenticabili Moody Blues, che suona il flauto traverso in “Tu non sei qui” e “Orribile mia forma”. La registrazione avviene in Inghilterra con la partecipazione del popolare produttore Greg Walsh (noto in Italia in particolare per i lavori con Lucio Battisti). A Londra viene effettuato anche il mastering del disco, nei celebri studi di Abbey Road.

Nel 2014 la Fading Records presenta “Odysséas”, il quinto lavoro in studio dei Syndone. Rispetto a “Melapesante” e “La bella è la bestia”, “Odysséas” mostra una band ancora più decisa, compatta e affiatata, che offre una versione aggiornata e dinamica del prog rock sinfonico anni ’70. L’album è un concept dedicato al viaggio inteso come conoscenza e ispirato senza vincoli restrittivi al mito di Ulisse. Alla formazione triangolare – Comoglio, Pinetti e Ruggeri – si aggiungono lo spettacolare Marco Minnemann (batteria) e John Hackett (flauto).

Proprio grazie al successo di “Odysséas”, i Syndone intraprendono una fortunata stagione live che rafforza la formazione, un anomalo sestetto che rilancia la formula della band: unire la potenza ritmica, il carisma e l’energia del rock con il dinamismo, il fascino e la nobiltà della musica classica.

Il 22 marzo 2016 viene pubblicato da AltrOCk Productions/Fading Records “Eros & Thanatos“, sesto album in studio e testimonianza della continua evoluzione della band anche in campo discografico. Il vocalist Riccardo Ruggeri si cimenta in una avvincente rilettura del Cantico dei Cantici: “Il viaggio dell’essere umano tra le tensioni, le passioni e le emozioni è qualcosa di profondamente affascinante. Quando questi elementi si fondono con la scienza, la ricerca, l’etnomusicologia, la storia di territori violentati da millenni da guerre di religione, il cocktail diventa letale, e ci sono rimasto. Per un anno e mezzo ho letto confusamente il Cantico e materiali collegati rintracciati tra la rete e le biblioteche. Ho incamerato immagini, il punto di vista di Guido Ceronetti, esperienze di vita in parallelo, e ho lasciato che questa borsa esplodesse sulla musica di Nik. È stato appassionante, e risentire ora mi appassiona altrettanto”. Se in “Odysséas” erano Marco Minnemann e John Hackett, in “Eros & Thanatos” ci sono un gradito ritorno e una straordinaria presenza: Ray Thomas, cantante e flautista dei leggendari Moody Blues, che torna in casa Syndone a quattro anni da “La Bella è la Bestia”, e l’amatissimo ex chitarrista dei Genesis Steve Hackett.

Per maggiori info: Syndone | facebook

Formazione:

Nik Comoglio: tastiere, organo a canne

Riccardo Ruggeri: voce, cori, vocoder, chitarra 12 corde, chitarra acustica, testi

Marta Caldara: vibrafono, piano, Mellotron

Gigi Rivetti: piano, Hammond, Moog, piano elettrico, Clavinet

Maurino Dellacqua: basso, basso fretless, Taurus bass

Martino Malacrida: batteria, percussioni

Ex membri:

Federico Marchesano: basso, contrabbasso (2010)

Francesco Pinetti: vibrafono, timpani (2010)

Paolo Rigotto: batteria, percussioni (2010)

Edo Rogani: tastiere (1992)

Paolo Sburlati: batteria (1989-1992)

Fulvio Serra: basso (1989-1992)

Ospiti:

Steve Hackett: chitarra elettrica (“Eros & Thantos“)

Ray Thomas: flauto (“La Bella è la Bestia”, “Eros & Thantos“)

Tony De Gruttola: chitarra acustica (“Eros & Thantos“)

Pino Russo: chitarra classica, oud (“Melapesante”, “Eros & Thantos“)

Puntorec String Orchestra (“Eros & Thantos“)

John Hackett: flauto (“Odysséas”)

Marco Minnemann: batteria (“Odysséas”)

Umberto Clerici: violoncello (“Melapesante”)

Paola Perardi: violoncello (“Melapesante”)

Claudia Ravetto:  violoncello (“Melapesante”)

Beppe Tripodi: violino (“Melapesante”)

Marina Bertolo: violino (“Melapesante”)

Elena Favilla: viola (“Melapesante”)

Andrea Manco: flauto (“Melapesante”)

Luigi Finetto: oboe (“Melapesante”)

Gomalan Brass Quintet: ottoni (“Melapesante”)

Andrea Scagliarini: armonica (“Melapesante”)

Tony Seffusatti: fisarmonica (“Spleen”)

Patrizia Caramazza: voce (“Spleen”)

Alessandra Piovera: voce (“Spleen”)

Discografia:

1990 – Spleen (Vinyl Magic)

1992 – Inca (Vinyl Magic)

2010 – Melapesante (Electromantic Music)

2012 – La Bella è la Bestia (AMS Records/BTF)

2014 – Odysséas (AltrOck Productions/Fading Records)

2016 – Eros & Thanatos (AltrOck Productions/Fading Records)

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