Home / Recensioni / Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso

Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso

Aldo Tagliapietra (2013) L'angelo rinchiusoALDO TAGLIAPIETRA

L’angelo rinchiuso (2013)

Clamore / Self Distribuzione

Il 10 settembre 2013 Aldo Tagliapietra pubblica il suo nuovo lavoro solista, un concept album inedito dal titolo L’angelo rinchiuso, scritto in occasione del 40° anniversario di “Felona e Sorona” (pubblicato appunto nel 1973).

L’angelo rinchiuso è il secondo album di Tagliapietra dopo la sua definitiva uscita da Le Orme nel 2009. A differenza del suo predecessore, “Nella pietra e nel vento”, questo concept album presenta una continuità narrativa che unisce i dodici brani che lo compongono in un’unica grande suite ispirata alle tematiche di “Felona e Sorona”. La storia narra di un angelo che entra nel sogno di un vecchio addormentato e ne scopre le memorie, rimanendo imprigionato in un metaforico “giardino dell’orgoglio” dove sono conservati i ricordi più intimi e significativi dell’uomo, legati proprio a Felona e Sorona, i due pianeti complementari ma contrapposti.

Il concept è magistralmente illustrato dall’amico Paul Whitehead nell’immagine di copertina. Il dipinto, realizzato nel 1977, si intitola “Locked Angel” (olio su tela, cm. 84×54) e propone le caratteristiche iconografiche tipiche della produzione dell’artista inglese: gli spazi aperti e verdeggianti, gli elementi simbolici, le figure evanescenti dalle ombre delineate, i rigorosi scorci prospettici e la linea d’orizzonte spostata verso l’alto.

L’inconfondibile anima melodica di Tagliapietra (voce, basso) si fonde a soluzioni di gusto marcatamente progressivo grazie anche ai contributi dei compagni di viaggio: Matteo Ballarin (chitarra elettrica, chitarra acustica), Andrea De Nardi (piano, organo Hammond, tastiere, minimoog) e Manuel Smaniotto (batteria, percussioni), i tre membri dei Former Life che da tempo collaborano stabilmente con l’artista veneto, e all’ospite Sergio De Nardi (tastiere in “Magnificat”).

Sulle atmosferiche note di Volatus, brevissima intro strumentale affidata a piano, mellotron, Minimoog e una chitarra solenne, l’angelo si libra in volo dando inizio al concept. La partenza della title track è di quelle decise, avvincenti, che coinvolgono al primo ascolto. A fungere da traino al brano sono soprattutto l’incalzante drumming di Smaniotto, che per energia e dinamismo ricorda Chamberlin in “Tonight, Tonight”, e l’inconfondibile voce di Aldo, che dà inizio alla narrazione con i significativi versi “C’è un angelo rinchiuso / nel giardino dell’orgoglio / dove tutto si confonde tra le nebbie del ricordo”. Ad accrescere la tensione emotiva ci pensa la maestosa chitarra di Ballarin, mentre a De Nardi spetta l’arduo compito di dare struttura al brano e, al tempo stesso, di arricchirlo con cesellati interventi.

La dimensione onirica nella quale si muove Dentro il sogno svela palesi richiami alle atmosfere fantastiche di “Sospesi nell’incredibile”. Nei versi iniziali “Sei entrato dentro il sogno / di un vecchio addormentato / e hai visto nel suo cuore un’immagine sbiadita: / due pianeti in armonia in fondo all’universo / dietro polveri dorate e boschi di corallo” è racchiusa l’essenza del concept, che sembra essere incentrato sul superamento del dato temporale, alla ricerca di un equilibrio tra passato, presente e futuro che porti al totale abbandono all’eternità. Il dubbio che dietro l’omaggio a “Felona e Sorona” si nascondano metaforici richiami autobiografici viene fugato nei successivi versi “Sei entrato in quel sogno senza far rumore / ripiegando le tue ali colpevoli di amare e / hai trovato l’innocenza di un bimbo appena nato / che sorride al suo futuro sulle orme del passato”. Il brano alterna delicate melodie acustiche e brevi accenni barocchi a più sostenute aperture sinfoniche nelle quali i musicisti sfoderano le loro ottime doti tecniche.

Ne La fiamma il vecchio si accorge della presenza dell’angelo vicino a lui. L’atmosfera si incupisce favorendo soluzioni più ritmate ed oscure che stimolano Smaniotto e forniscono a De Nardi il pretesto per dare fondo al suo vasto campionario sonoro. Il canto scandito di Tagliapietra rende il clima ancor più instabile e inquieto, ma tutto si esaurisce nel giro di poco più di un minuto.

In Io viaggio nel tempo l’angelo rivela finalmente la sua reale natura al vecchio: “Io non sono un uomo del passato / e nemmeno un uomo del futuro / io viaggio nel tempo prigioniero del vento / sulle ali dell’eternità”. Il tono serafico di Aldo rende le parole dell’angelo rassicuranti e speranzose, in esse non c’è spazio per il rancore e “il perdono è sacralità”. Il brano è attorniato dalla tipica aura spirituale che da sempre accompagna le opere di Tagliapietra, qui ulteriormente enfatizzata da un accompagnamento musicale pacato ed elegante.

La brusca sterzata di Riflessi argentati, secondo breve intermezzo strumentale, ci riporta alle ambientazioni più cupe di “Felona e Sorona” e, in particolar modo, ai suoni alienanti e minacciosi di “Attesa Inerte”, a cominciare dall’oscura e insistente linea di basso e dalla ritmica nervosa e frammentata, per poi finire ai suoni siderei e angoscianti del Minimoog e delle tastiere.

Storie è forse l’episodio più classico dell’album. Un brano introspettivo quasi interamente affidato al piano di De Nardi, che qui accompagna Aldo nella declamazione di versi poetici e commoventi “La storia di ogni amore / è scritta sulla pietra / nei vortici del vento / nei versi di un poeta / perché per ogni cuore / c’è gioia e c’è dolore / dolcezza e perfino crudeltà”. Al brano segue la breve coda di Volatus (reprise), terzo episodio strumentale della durata di appena ventisette secondi.

Con la ritmata Passato e Futuro gli accenti prog si rendono ancor più manifesti, come pure i riferimenti musicali al marchio che ha segnato per oltre quarant’anni la carriera di Aldo. Gran merito va riconosciuto ai talentuosi De Nardi, Ballarin e Smaniotto, capaci di fornire a Tagliapietra un supporto musicale degno della sua storia artistica. Nei versi “Il passato è un tempo che non può più ritornare / e il futuro è un vento che sembra non arrivare mai” rassegnazione e consapevolezza portano l’anziano uomo “con l’argento tra i capelli” a rifugiarsi nel suo sogno per evitare di vedere il dolore intorno a sé. Nel finale ampio spazio ad una calorosa pacificazione interiore che anticipa Riflessi argentati (reprise), breve digressione hard prog con tastiere, Minimoog, chitarra e batteria impegnate in fughe e avvicendamenti.

In Una voce è di nuovo l’angelo a parlare e a rassicurare l’animo inquieto dell’anziano uomo. Il tono etereo ma deciso adottato nelle strofe si stempera nei versi centrali “Cerca la tua bellezza, la tua libertà / cogli ogni ricchezza che il mondo ti dà. / Perché è così che si vive / senza paura né ansietà”. L’alternanza espressiva si riflette anche nei consecutivi cambi musicali, dapprima in continuo crescendo e in seguito più rilassati e corali.

L’angelo è riuscito a riportare la pace nell’animo dell’anziano uomo, che gliene riconosce il merito e le qualità nell’atmosfera placida e calorosa della conclusiva Magnificat. Ad un primo segmento acustico, impreziosito da celestiali stratificazioni vocali, segue una progressione sonora che vede impegnati tutti i musicisti e che si arricchisce del contributo dell’ospite Sergio De Nardi alle tastiere per un finale esplosivo.

Con L’angelo rinchiuso l’ultraquarantennale carriera di Aldo si arricchisce di un nuovo prezioso capitolo che ci consegna un artista tutt’altro che pago, un professionista dalla grande umiltà che riesce ancora a stupirsi dei risultati raggiunti e che guarda al futuro con ottimismo. Se non fosse per l’orgoglioso sticker applicato sul cellophane che avvolge il disco, stenteremmo a credere di trovarci al cospetto di un nuovo album de “la voce leggendaria delle Orme”. Un’opera straordinaria che non può mancare nella discografia di un vero amante del progressive rock!!!

Per maggiori info: www.aldotagliapietra.it


Fotogallery

  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso
  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso
  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso
  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso
  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso
  • Tagliapietra Aldo – L’angelo rinchiuso

Check Also

L'Ira del Baccano (2017) Paradox Hourglass

Ira Del Baccano, L’ – Paradox Hourglass

L’IRA DEL BACCANO Paradox Hourglass (2017) Subsound Records / Goodfellas / PHD / Code7 / …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *