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Tempio delle Clessidre, Il – Il-Lūdĕre

Il Tempio delle Clessidre (2017) Il-ludereIL TEMPIO DELLE CLESSIDRE

Il-Lūdĕre (2017)

Black Widow Records

Il 4 maggio 2017, a quattro anni da “alieNatura”, la formazione ligure Il Tempio delle Clessidre pubblica per la fidata Black Widow Records il suo terzo album in studio, Il-Lūdĕre. Il titolo dell’opera è un raffinato gioco di parole formato dal verbo latino “ludĕre”, ovvero “giocare”, e la desinenza “il”, in questo caso vista come la prima parte della parola “illudere”, ovvero “creare un’illusione”. È una parola dal suono simile ad entrambi i verbi. Da qui il dualismo concettuale del disco, nel quale la band vuole analizzare in modo leggero e allo stesso tempo profondo la vita in generale, dalla quotidianità all’uso del linguaggio e alla fusione di antiche culture di diverse parti del mondo.

Anche la copertina rappresenta graficamente il concetto di “ludus”: per vedere il soggetto, infatti, bisogna annerire gli spazi contrassegnati con il puntino, come nel noto gioco enigmistico. Il risultato è meno rassicurante di quello che potrebbe sembrare: un uccello rapace, un albero tronco, una sinistra mano protesa verso un ramo e sullo sfondo uno spettrale paesaggio notturno.

La formazione impegnata nella realizzazione dell’album vede coinvolti Francesco Ciapica (voce), Giulio Canepa (chitarra elettrica, chitarra classica, cori), Elisa Montaldo (tastiere, cori), Fabio Gremo (basso, chitarra classica, cori) e l’ex Änglagård Mattias Olsson (batteria, percussioni, tastiere), ai quali si aggiungono ospiti d’eccezione come la storica fiatista degli Änglagård Anna Holmgren (flauto in Manitou) e Andrea Montaldo (percussioni in Gnaffè).

I brani dell’album si susseguono uno dopo l’altro alternando diverse atmosfere, dal rock più istintivo e immediato alle ballate dalle sfumature medievali o passando attraverso atmosfere da colonna sonora con un richiamo alle sonorità hard prog settantiane che da sempre contraddistinguono il gruppo.

Apre l’album Le regole del gioco, strumentale eterea dal vago sapore cinematografico che funge da trampolino di lancio per la successiva La parola magica. Qui la scrittura della Montaldo si lascia contaminare tanto dalla briosa e colorata psichedelia scandinava quanto dal morbido e caldo sound canterburyano. L’esperienza Vly lascia di certo il segno, ma è la vivacità ritmica della coppia Gremo/Olsson ad imporre all’ovattato piano elettrico di Elisa un passo più spedito. Il dinamico drumming del talentuoso ed esperto batterista svedese rende meno traumatica la defezione del pirotecnico Tixi continuando, con la possente voce di Ciapica, la chitarra nervosa e fratturata di Canepa e il roccioso basso di Gremo, a tener fede al marchio di fabbrica del Tempio. Tuttavia, la cangiante veste sonora del brano resta nelle salde mani di Elisa, la fata verde del prog italiano, che ne esalta la natura ludica rimarcata anche dai versi “Nella magia in cui credevo lo sai / c’era una parola da non dire mai / usata troppo essa cadrà / e la sua essenza scomparirà. / Nella mente di un bambino però / può diventare un rito strano / sacrificare una parola / significava renderla magica”.

Le arie festose di Come nelle favole schiudono le porte del “regno degli alibi”, luogo immaginifico nel quale è possibile rincorrere i sogni e dare sfogo alla fantasia. Sui toni solenni della chitarra di Canepa prende vita una sfiancante galoppata che la potente ed abrasiva voce blues à la Coverdale di Ciapica spinge verso l’hard dei Purple Mark III.

Dentro la mia mente prova ad armonizzare l’ingombrante eredità cantautorale dalla scuola genovese con le istanze progressive della band. Il tono caldo e rassicurante di Francesco riesce miracolosamente ad amalgamarsi ai vivaci giochi sonori di Elisa e alle stilettate elettriche di Fabio e Giulio, quest’ultimo protagonista assoluto della seconda metà del brano con un solo epico.

Spettro del Palco, il singolo estratto dall’album, narra dell’amore non corrisposto di un attore secondario per la stella del teatro. Osservarla muoversi sul palco e recitare accanto al protagonista, con il quale intesse una relazione, non farà che alimentare la sua folle brama e gelosia, fino ad un ultimo gesto disperato: il fantasma tornerà per sempre a tormentarsi sul luogo del delitto, un teatro ormai abbandonato. La musica sottolinea gli stati d’animo del personaggio mediante una successione di scene dall’atmosfera contrastante, accostando momenti acustici ad aperture neoclassiche ed interventi rock, in un crescendo drammatico ed evocativo.

Prospettive rimarca le atmosfere classiche tanto care a Fabio – già apprezzate nel suo lavoro solista, “La mia voce” – ma si arricchisce degli energici contributi di Elisa, Giulio e Mattias che offrono a Francesco solide fondamenta hard prog sulle quali erigere il suo accorato canto.

Manitou è una poesia intima, spirituale, messa in musica dalla Montaldo per mezzo di minimali accordi romantici che enfatizzano lo struggente canto di Ciapica. Le percussioni “organiche” di Olsson lambiscono il tribalismo nordico degli Heilung e aggiungono profondità ad un brano che raggiunge l’acme nella trequarti col solo gilmouriano di Canepa.

Nuova Alchimia è senza dubbio tra gli episodi più progressivi di Il-Lūdĕre. Le fratture e i giochi ritmici di matrice crimsoniana, la nervosa chitarra hard, le aperture sinfoniche delle tastiere e le voci drammatiche e teatrali confermano la qualità musicale del Tempio. Discorso simile va fatto per la mutevole La spirale del vento che però spazia da melodie romantiche a decisi affondi dark prog, da vivaci parentesi di puro RPI a spigolosi spunti hard.

L’album si chiude qui. La versione CD include anche la bonus track Gnaffè “gaia novella” boccaccesca composta dal menestrello Ciapica. Lo stile medievale del canto di Francesco e le incursioni barocche di Elisa definiscono un epilogo ironico che, seppur “estraneo” al mood dell’album, ne conferma l’approccio ludico.

Il-ludĕre è infatti un’esortazione a prendere la vita con piglio più scanzonato e divertente, una sorta di “filtro” da applicare alla realtà per renderla in qualche modo fantastica e giocosa. Un prezioso suggerimento de Il Tempio delle Clessidre di cui va fatto tesoro.

Per maggiori info: Il Tempio delle Clessidre | Facebook | Black Widow Records

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